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martedì, Aprile 16, 2024

    La grande tradizione giapponese

     

    “Gli esempi, per i bambini, sono più utili dei rimproveri”, Joseph Joubert filosofo francese.

    Il Giappone è un paese in cui convivono tradizione e modernità, grattacieli e case da tè, e l’itinerario oltre a Tokyo e Kyoto non può prescindere dal Giappone tradizionale.

    Takayama, Il Giappone antico
    L’area moderna della città, edificata intorno alla stazione, nasconde le strade che portano al quartiere storico di Sanmachi, dove si trovano magazzini costruiti nel XVII secolo e numerose altre costruzioni risalenti al XVIII/ XIX secolo che conservano il fascino di tempi remoti.
    Il centro storico si concentra su tre vie principali che in passato costituivano il punto nevralgico per gli scambi commerciali.
    La storia di Takayama ha lasciato un segno anche nell’architettura delle strade e delle fila di case che erano realizzate principalmente con legno, terra, carta e i tetti costruiti in paglia.
    Le strade molto ordinate che possiamo vedere oggi sono il frutto di centinaia di anni di piani regolatori che hanno visto cambiare più volte l’aspetto di questo piccolo centro urbano.
    Inoltre nella città vecchia si possono visitare piccoli musei di storia, botteghe di esperti artigiani, eleganti negozi di antiquariato, caffetterie tradizionali e antiche distillerie di sakè.
    Degno di nota troviamo il Takayama Jinya; si tratta dell’antica dimora dei governatori e per più di 350 anni in questa struttura si sono svolte importanti questioni amministrative e burocratiche per la gestione dei beni territoriali della regione.
    Il Takayama Jinya, oggi un museo, permette di osservare come potesse essere la vita di un daimyo, ovvero un governatore, a partire da circa quattro secoli fa.
    Una caratteristica curiosa di questo edificio sono i numerosi emblemi neri a forma di coniglio sparsi per le mura interne. La loro funzione è probabilmente quella di nascondere i chiodi esposti, ma la scelta dell’animale non è casuale: la leggenda vuole che le lunghe orecchie del coniglio aiutassero i governatori ad ascoltare le richieste della popolazione.

    Shirakawago, il villaggio tradizionale

    Shirakawago è uno dei villaggi tradizionali meglio conservati. Il nome significa letteralmente “villaggio del fiume bianco”. Il villaggio dal 1995 è protetto dall’UNESCO.
    La regione è caratterizzata da un terreno montagnoso e numerose valli all’interno delle quali sorgono i villaggi intorno a porzioni di terreno coltivato con gran parte del territorio ricoperto da foreste.
    Data l’altitudine, Shirakawago si presenta con aspetti molto diversi a seconda della stagione. In primavera si ha la fioritura dei ciliegi, in autunno le foglie rosse degli aceri ed in estate una vegetazione verdissima e rigogliosa. Il periodo dell’anno che si differenzia maggiormente è l’inverno con la neve, che ricopre l’intera area con un soffice manto bianco.
    La caratteristica della zona sono le tradizionali case con i tetti di paglia che hanno contribuito a rendere Shirakawago famosa nel mondo. Lo stile architettonico di queste abitazioni è chiamato “gassho-zukuri“ che significa letteralmente “mani in preghiera”. Si tratta di una ingegnosa scelta utile per sopportare il peso delle abbondanti nevicate. Nonostante il clima rigido, i tetti in paglia e gli interni rigorosamente in legno, queste case tradizionali sopravvivono immutate da ormai più di 250 anni. Nel visitare Shirakawago si prova una sensazione di viaggio nel tempo alla scoperta di un Giappone ormai scomparso.
    In cima a una collina si trova il punto di osservazione che permette di godere di uno stupendo panorama della zona di Ogimachi dove si concentra il maggior numero di case costruite in stile gassho-zukuri, oltre 100, comprese le più antiche dell’intera regione. Alcune di queste sono accessibili, mentre altre sono state riadattate a negozi di vario genere.
    Fra le casette in cui si può accedere abbiamo visitato la residenza Kanda, all’interno è possibile visitarne sia il piano terra che il primo piano con un gran numero di attrezzi e oggetti di artigianato ben conservati.

    La città di Kanazawa

    Governata per diversi secoli dal prestigioso clan Maeda, la città è una fra le poche ad aver evitato i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, per cui la sua bellezza storica è perfettamente conservata.
    La parte antica della città include due quartieri molto importanti, il distretto dei samurai e quello delle geishe, inoltre un maestoso giardino, i resti del castello e numerosi templi.
    Il Giardino Kenroku-en è senza ombra di dubbio la principale attrazione di Kanazawa, il giardino è considerato tra i più belli dell’intero Paese ed offre uno spettacolo diverso in ogni stagione.
    Il Kenroku-en fu originariamente realizzato come giardino privato del clan governante Maeda e soltanto alla fine del XIX secolo fu aperto al pubblico. Passeggiando si ha l’impressione di camminare in un luogo magico dove la vegetazione cresce spontaneamente. In realtà questo è dovuto alla abilità dei mastri giardinieri che vi lavorano sin dall’età feudale. Il giardino è infatti minuziosamente curato in ogni minimo dettaglio, dal posizionamento delle piante alla loro crescita stessa.
    Una particolarità di questo giardino è il suo nome, che tradotto significa “Giardino delle sei qualità”. Secondo gli antichi canoni, un paesaggio perfetto doveva avere i sei attributi: spaziosità, maestosità, una posizione silenziosa, corsi d’acqua, scorci panoramici ed infine un esperto tocco da parte dell’uomo.
    Higashi Chaya, il quartiere delle geisha, è un distretto storico caratterizzato dai tipici edifici realizzati interamente in legno. Le sue origini risalgono al 1800, periodo in cui era molto conosciuto come quartiere di intrattenimento per i nobili ed i mercanti più ricchi.
    Il nome Higashi Chaya significa letteralmente “distretto orientale delle case da tè“. Queste case da tè tuttavia non erano solamente adibite all’assaggio di prelibati tè giapponesi, bensì erano veri e propri locali di divertimento in cui i clienti venivano intrattenuti dalle geishe con danze e canti tradizionali.
    Nagamachi, il quartiere dei samurai, era un tempo il distretto residenziale dei samurai di alto e medio rango. L’area è tranquilla e ricca di piccoli canali, le vie in pietra ricordano a tratti degli stretti corridoi chiusi tra le spesse mura che tutt’oggi accerchiano le antiche abitazioni.
    Il quartiere è ben conservato ed è possibile visitare ad esempio la residenza Nomura: si tratta di un edificio storico appartenuto a una famiglia di samurai. All’interno si possono ammirare eleganti pezzi di antiquariato, manufatti storici, una vera armatura e uno dei giardini interni più belli del Giappone.

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    Giovanni Cravero
    Giovanni Cravero
    Giovanni Cravero meglio conosciuto come Vanni, nato nel 1952 a Caselle di professione Agente di Commercio da sempre e da sempre con la grande passione di andare in giro ovunque sia possibile. Ho cominciato a muovermi all’età di 17 anni e senza soste questo mi ha portato a vedere ad oggi oltre 80 Paesi in tutti i 5 continenti, oltre 800 località e oltre 200 Siti Unesco, che come mi dice Trip Advisor rappresentano oltre il 60% della Terra.

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