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venerdì, Aprile 19, 2024

    Amnesty International, rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo

    La visione di Amnesty International è quella di un mondo in cui ad ogni persona siano riconosciuti tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, promossa dalle Nazioni Unite nel 1948. Ogni anno viene stampato un dettagliato volume, intitolato “rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo”; frutto del lavoro di ricerca di Amnesty in 156 Paesi. Per motivi di spazio, sono costretto a riportare un sunto di quanto è stato pubblicato rispetto a un Paese mai tanto nominato come ora: Ucraina.

    LA GUERRA. Sin dal 2014 iniziarono i combattimenti nell’Ucraina orientale, tra l’esercito locale e le fazioni autonomiste di quelle regioni. Il 24 febbraio 2022, la Russia invase l’Ucraina raggiungendo la periferia della capitale, Kiev, e diversi territori nell’est e nel sud del paese, prima di essere respinta, con feroci combattimenti. A fine anno, le forze russe si sono ritirate da parte dei luoghi conquistati, mantenendo però il controllo su un consistente territorio nell’est, nel sud-est e nel sud dell’Ucraina, compresa la Crimea. La guerra ha avuto un impatto immenso sulla popolazione civile ucraina. Quasi otto milioni di ucraini, per lo più donne, bambini e anziani, hanno lasciato il paese, formando la più grande popolazione di rifugiati in Europa, dalla seconda guerra mondiale. Si stima che quasi sette milioni di persone siano state sfollate all’interno del paese. La vita pubblica, politica e civile dell’Ucraina è stata ovviamente dominata dalla guerra. A causa delle restrizioni alle comunicazioni e della mancanza di accesso di media e osservatori indipendenti nei territori occupati dalla Russia, è stato difficile verificare le notizie di attacchi militari, compresi quelli che hanno provocato vittime e danni alle infrastrutture civili. I prigionieri di guerra sono stati sottoposti a maltrattamenti e possibili esecuzioni extragiudiziali. Le forze russe hanno negato l’accesso umanitario ai prigionieri che detenevano. Foto e video hanno mostrato torture e altri maltrattamenti di prigionieri e possibili esecuzioni extragiudiziali, che costituiscono crimine di guerra. L’Ucraina è stata chiamata a indagare sugli abusi e sull’uccisione di prigionieri. A novembre, sui social media sono stati pubblicati video e foto di una possibile esecuzione extragiudiziale, in cui almeno 10 soldati russi arresi apparivano in un video vivi e tenuti a faccia a terra, mentre un successivo video aereo li mostrava morti. L’Ucraina ha aperto un’indagine, ma a fine non ha comunicato i risultati. La guerra ha imposto smisurate e deliberate avversità al popolo ucraino, provocando un drammatico deterioramento degli standard di vita, alloggio, salute e istruzione.

    LIBERTÀ D’ESPRESSIONE. Le autorità ucraine hanno adottato diverse misure per ridurre l’influenza mediatica, culturale e politica della Russia all’interno del paese. Almeno 11 partiti politici sono stati messi al bando per presunte attività sediziose e legami con le autorità russe. A marzo, i canali televisivi nazionali sono stati accorpati, con decreto presidenziale, nella piattaforma United News che trasmetteva contenuti giornalistici comuni 24 ore su 24. Il 13 dicembre è stata adottata una legge sui media, che ha assegnato poteri eccessivi all’autorità ufficiale di regolamentazione, il consiglio nazionale delle trasmissioni televisive e radiofoniche, per ammonire, multare, revocare la licenza e sospendere qualsiasi organo d’informazione e bloccare temporaneamente in via extragiudiziale l’accesso a risorse online. Avvocati locali che rappresentavano le vittime di procedimenti giudiziari politicamente motivati sono stati oggetto di perquisizioni illegali, arresti arbitrari, pesanti multe e detenzione amministrativa.

    DIRITTI DELLE DONNE, Alcune diseguaglianze esistenti si sono aggravate. Secondo UN Women, nelle aree colpite dal conflitto più di un terzo delle famiglie con capofamiglia donna ha lottato per assicurarsi cibo sufficiente. Il conflitto ha avuto anche un impatto significativo sulla salute materna. Gli attacchi russi alle strutture sanitarie e alle reti elettriche e la carenza di personale qualificato hanno ridotto notevolmente i servizi disponibili e i casi di bambini nati prematuramente sono notevolmente aumentati. Sono stati segnalati crimini di guerra di stupro e violenza sessuale nelle aree occupate dai russi. In sostanza, i diritti umani, come sempre, in luoghi in guerra sono del tutto sconosciuti, da entrambi i fronti.

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    Ernesto Scalco
    Ernesto Scalco
    Sono nato a Caselle Torinese, il 14/08/1945. Sposato con Ida Brachet, 2 figli, 2 nipoti. Titolo di studio: Perito industriale, conseguito pr. Ist. A. Avogadro di Torino Come attività lavorativa principale per 36 anni ho svolto Analisi del processo industriale, in diverse aziende elettro- meccaniche. Dal 1980, responsabile del suddetto servizio in aziende diverse. Dal '98 pensionato. Interessi: ambiente, pace e solidarietà, diritti umani Volontariato: Dal 1990, attivista in Amnesty International; dal 2017 responsabile del gruppo locale A.I. per Ciriè e Comuni To. nord. Dal 1993, propone a "Cose nostre" la pubblicazione di articoli su temi di carattere ambientale, sociale, culturale. Dal 1997 al 2013, organizzatore e gestore dell'accoglienza temporanea di altrettanti gruppi di bimbi di "Chernobyl". Dal 2001 attivista in Emergency, sezione di Torino, membro del gruppo che si reca, su richiesta, nelle scuole.

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