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Comune di Caselle Torinese
sabato, Luglio 13, 2024

    Un video e il patrimonio storico

    L’ex Lanificio Bona è tuttora un luogo vivo. Ne fanno fede non soltanto le numerose attività tuttora presenti nel complesso industriale, ma soprattutto i numerosi ricordi, dell’opificio che fu sono presenti in molti casellesi e non solo.
    Tuttora molti di noi raccontano episodi che videro protagonisti i loro nonni o altri. Vicende che sottolineano il ruolo rivestito dal lanificio nei lunghi anni della sua presenza nella città.
    Le vicende di questo complesso non hanno riguardato solo i casellesi ma anche persone provenienti da altre regioni. Come ci racconta un video presente su Youtube da alcuni anni.
    La visualizzazione di questo documento è davvero illuminante.
    Cliccate sulla scritta: ”Nonna torna all’orfanotrofio settant’anni dopo.”

    È presente in due versioni. Una di esse è preceduta da un preambolo in inglese, che vale la pena riportare. La protagonista del video è un’anziana donna veneta che desidera ritornare nella fabbrica dove aveva lavorato alla fine degli Anni Trenta del 1900.
    La voce narrante è quella di un suo nipote.
    “Era un giorno dell’Ottobre 1938, mia nonna, la più grande di sette fratelli, fu mandata a lavorare in una fabbrica per uniformi militari a Caselle Torinese, un paese distante 500 chilometri dal luogo dove abitava e venne alloggiata in un collegio per orfani. Aveva quattordici anni.
    Dormivano in 60 in un’unica grande stanza al primo piano di una grande costruzione, di loro si prendevano cura delle suore.
    Stette lì per quasi tre anni, senza andarsene, non potendo mai tornare a casa sua.
    Finché la guerra ebbe inizio. Prima dei bombardamenti del vicino aeroporto, lei decise di smettere. Qualcuno non prese bene la decisione e lei venne rimandata a casa, obbligandola a lasciare lì ogni cosa eccetto ciò che stava indossando.
    Aveva 17 anni. Il 26 Ottobre 2008 mia nonna tornò nello stesso posto dopo settant’anni e ritrovò tutto come lo aveva lasciato, i muri, le porte, le finestre, molte delle quali rotte.
    Tornare in un luogo dopo tanti anni e trovarlo cambiato sarebbe una cosa normale, ma ritrovarlo esattamente come era come quando lo aveva lasciato riportò alla mente vecchi ricordi come se fossero ancora vivi e reali.”
    “Eccolo, eccolo!!, esclama la nonna appena intravede la facciata mentre l’auto si avvicina. Durante il video, che la vede protagonista, la donna rievoca, con forte accento veneto, le condizioni di lavoro, gli orari e tanto altro.
    Questo video ci chiarisce in modo lampante che la storia è costruita sulle vicende e la vita delle persone che ne sono protagoniste. È racconto vivo.
    Le vicende del Lanificio Bona, ma anche di tutte le realtà che sono state protagoniste della storia della città, ci portano al cuore del problema, della tutela del patrimonio storico culturale. Non riguarda solo il centro storico. Ma tutto il territorio di Caselle: cascine, frazioni, canali, edifici di archeologia industriale e tanto altro.
    Quindi non bisogna parlare solo di tutela e valorizzazione del centro storico.
    Bisogna assumere un’altra definizione: la dimensione storico-artistica di tutta la città.
    Sfida difficile ma non eludibile. Questa è la posta in palio. La domanda è: i Casellesi di oggi saranno all’altezza?

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