La storia può ricominciare

Si riparte con Fabrizio Capodici responsabile di crescita e sviluppo

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La conclusione amara del campionato scorso, con la susseguente retrocessione in Prima Categoria, avrebbe potuto rappresentare un colpo mortale per l’ultra-centenaria storia del Caselle Calcio, invece, alla fin fine, è stata utile per ricalibrare gestione generale, situazioni e ricostruire uno staff che avesse nella credibilità e nelle competenze le corde per riproporre l’ennesima ripartenza del nostro sodalizio calcistico.
Intanto, il presidente Nico Pertosa aveva bisogno, oltreché di continuare ad avere vicino il direttore generale Maurizio Aprà, di mettersi accanto persone di valore e cui potersi fidare. E nel mondo calcistico dilettantistico non è mai cosa facile.
A chi affidarsi per provare a ripartire?
L’idea è venuta al gestore dell’impianto di via alle Fabbriche, Tony Sconamiglio: “ Io avrei un amico a cui chiedere…”
L’amico di Tony era ed è Fabrizio Capodici, uno che nel momento in cui questo giornale viene composto, è a Coverciano, incluso nello staff delle nostre Nazionali ( dall’Under 16 in su, fino a quella maggiore) in qualità di preparatore dei portieri.


Capodici, classe 1986 – 86 come il numero di maglia che portava quando giocava tra i “pro” – è stato un promettente calciatore che, partito dalla natia Venaria, è approdato alla difesa della porta giovanili della Juventus – dove si giocava il posto con un certo Mirante -, per poi essere girato, per farsi le ossa, nella serie D lombarda di parte bergamasca: Albano, Uso, Bergamo Calcio, prima di approdare a Piacenza “nel calcio che conta”, avendo come allenatore Jachini e come compagni un giovanissimo Nainggolan e Nocerino, Cacìa… Era sì la serie B, ma era un campionato di lusso, visto che nel 2006-2007 c’era la Juve retrocessa a giocare nei ranghi cadetti e Fabrizio poteva cominciare davvero a sognare. Sì, era un po’ chiuso da un monumento come Nando Coppola, però si potevano coltivare speranze. Invece, come spesso succede in tante carriere… i sogni muoiono all’alba: un fortuito scontro di gioco, del quale Capodici non ricorda neppure molto, gli regalò la rottura del tendineo rotuleo. Vi ricordate le lacrime di Ronaldo il fenomeno? Ecco quella roba lì.
Operazione riuscita, ma carriera e sogni finiti.

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Fabrizio è uno che non si abbatte e si reinventa subito una vita. Dagli allenatori avuti ha saputo prendere il meglio e vuole regalarlo ai ragazzi. Studia, briga, viaggia. Arriva persino in Cina: un anno per la Cina Football Academy, come allenatore dei portieri dell’Under 19 nel centro federale di Qinhuangdao, una robetta da 800 ragazzi da curare. Il Covid obbliga Capodici a tornare, ma lì si aprono le porte della nostra Nazionale e si schiude un altro volo: si comincia dall’Under 16, ma essere incluso nello staff tecnico di Coverciano significa, prima o poi, aver a che fare con tutte le rappresentative, sino a quella maggiore di Spalletti. Capodici ha anche una scuola di perfezionamento individuale, la Keeplay Professional Soccer School e Dio solo sa dove diavolo trovi il tempo per fare tutto e bene. Ma lo trova.
Mesi fa sembrava essersi accasato a Collegno, ma poi è arrivata la chiamata di Tony Scognamiglio e a un amico non si può dire di no.
C’è stata subito attrazione con Caselle e con il Caselle Calcio tanto da siglare un accordo di collaborazione estesa, che ha coinvolto tutta la famiglia di Fabrizio. Per dire, la moglie di Capodici, Laura Noventa, quella che tiene le redini, è diventata vicepresidente del nostro club e Fabrizio, nonostante i mille impegni, ha preso a dannarsi anima e corpo per far ripartire il Caselle in modo diverso.
Ha preteso che le strutture diventassero impeccabili, per ospitare squadre ed eventi di grande rilievo; ha voluto una profonda ristrutturazione di tutto lo staff tecnico e, udite udite, la creazione d’un settore femminile.

Sì, dopo i tentativi fatti decenni fa, il Caselle avrà di nuovo una formazione “ in rosa”: partirà dall’Eccellenza, ma potrebbe essere solo un passaggio perché l’ambizione c’è e il fatto di essersi affidati come allenatore a uno che risponde al nome di Gianluca Rinaldi, già nostro selezionatore della rappresentativa piemontese, dice meglio di ogni dire.

Lo staff tecnico è connesso a ciò che la società del presidente Nico Pertosa vuole fortissimamente: avere un settore giovanile sempre più importante; creare eventi e appuntamenti che facciano sì che il Caselle Calcio conti sempre di più nel panorama del football regionale.
Grazie ai buoni uffici di Fabrizio Capodici, s’è creata una partnership di rilievo facendo approdare in via alla Fabbriche la Milan Academy…e tra rossoneri ci si intende. Poi si è avviata una collaborazione con la società organizzatrice di tornei nazionali e internazionali “Bekings” e i primi frutti si sono già visti, considerato che Caselle sarà una delle cinque sedi che il 7 e 8 ottobre p.v.ospiteranno la Gianni Di Marzio Kup, uno degli eventi più prestigiosi a livello giovanile con presenze qualificate quali: Juventus, Torino, Inter, Hajduk Spalato, Dinamo Zagabria, Hellas Verona, Parma, Feralpisalò, Alessandria e Pro Vercelli.
Tra le tante cose positive che la nuova ventata propone c’è il gradito ritorno a casa di Roby Virardi che sarà un team manager davvero di lusso. Virardi seguirà i primi passi casellesi dell’allenatore che è stato scelto per il rilancio della nostra prima squadra: Luca Filograno, recente tecnico del Gassino ma con un passato in FIGC e unanimemente considerato uno che “insegna calcio”. Filograno è chiamato non solo a dare tempra ai suoi nuovi ragazzi, ma anche a produrre trame sì concrete ,ma che diano spazio al bel gioco.
Per far questo gli sforzi di Nico Pertosa si sono concentrati per portare avanti sì una politica “canterana”, ma anche per dare solidità alla stessa innestando gente di qualità.
Per la prima squadra sono stati acquistati dal Borgaro Borio e Centurelli, sono stati presi due esterni come Esposito e Calabrese, due attaccanti come Lo Monaco e Pellecchia, ma la due chicche sono rappresentate dal ritorno in pianta stabile del bomber Andrea Aimone e soprattutto dall’arrivo in rossonero di Daniele Virardi, già punta di diamante di molte formazioni giovanili granata, il quale dopo un brutto infortunio e susseguente operazione per la ricostruzione dei legamenti d’un ginocchio, dopo la parentesi in Eccellenza, ha deciso di scendere di categoria per riprendere con tranquillità e serenità il suo cammino.
Dani, tra l’altro comincerà ad occuparsi di allenare i bimbi, visto che gli sono stati affidati i 2017 -2018. Gigi Malvoni si occuperà invece di allenare i 2016, Gigi Fusaro i 2015, Mattia Merolla i 2014, l’ex Juve Carlos Elliot i 2013, Tony Petrone i 2012, Andrea Virardi, oltre a curare la preparazione atletica dei ragazzi, allenerà i 2011, Maurizio Tomasi i 2010, Alberto Aprà i 2009 e la parte atletica di prima squadra, juniores e allievi, Salvatore Incardona i 2008, Andrea Aimone gli allievi, Paolino Comità gli juniores e fungerà inoltre da responsabile del settore giovanile.
Tra poco la parola passerà al campo ma c’è da essere davvero fiduciosi: Nico Pertosa, dopo anni tribolati, potrebbe finalmente aver imboccato una strada serena. Con responsabile di crescita e sviluppo come Fabrizio Capodici per noi potrebbe cominciare davvero un’altra storia.
Anzi, mi sa che è già bell’e cominciata.

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Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre del 1952. Ha contribuito a fondare " Cose Nostre", firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis e sport da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato collaboratore di prestigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis” e “ 0/15 Tennis Magazine”, seguendo per più di un ventennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. “ Nuovo Tennis” e la collaborazione con altra testate gli hanno offerto la possibilità di intervistare e conoscere in modo esclusivo molti dei più grandi tennisti della storia e parecchi campioni olimpionici azzurri. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”.

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