I piedi nel borgo, la testa nel mondo

Il messaggio che arriva dal Convegno GEPLI di Lanciano

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Foto di gruppo dei delegati dei giornali presenti
Municipio e Torre Campanaria di Lanciano

Era una assoluta novità la collocazione, a inizio settembre, di questo appuntamento annuale di GEPLI, finora svoltosi in primavera e giunto ora alla decima edizione. Se questa scelta poteva riservare qualche incognita, ora a posteriori diciamo che è stata una scommessa vinta, grazie all’avere abbinato alla scelta di Lanciano, città abruzzese già di per sé ricchissima di beni artistici e culturali, l’inserimento del convegno nel fine settimana in cui i lancianesi, molto attaccati alle proprie tradizioni, ricordano i fasti antichi con la spettacolare sfilata di oltre 700 figuranti che inscenano la nomina del Mastrogiurato, magistrato medioevale preposto allo svolgimento in sicurezza delle fiere autunnali.

Doveroso il ringraziamento alla città, il cui sindaco Filippo Paolini ha portato i saluti al convegno, e a UNPLI Abruzzo, per la splendida ospitalità.

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I piedi nel borgo, la testa nel mondo

Nell’era di Internet e dei social, quale spazio per i giornali delle comunità locali, come quelli editi dalle associazioni pro loco? Questo il tema del convegno, svoltosi nel pomeriggio di sabato 2 settembre a Lanciano nei suggestivi spazi dell’Auditorium Diocleziano.

I giornali in esposizione

Il convegno, proposto nell’ambito del Decimo Incontro Nazionale dei Giornali di Pro Loco (GEPLI), è stato moderato da Antimo Amore, del TG3 Abruzzo. Le prime due relazioni programmate, di Paolo Ribaldone, coordinatore della rete italiana GEPLI, e di Gabriele Di Francesco, professore di Sociologia Generale all’Università “G. d’Annunzio” e direttore della testata abruzzese Transumanze, hanno, la prima, fornito un quadro riassuntivo sui giornali GEPLI (una sessantina di testate), la seconda l’analisi di come periodici locali e social media partecipino ognuno con modalità proprie alla costruzione delle comunità locali.

La relazione del prof. Gabriele Di Francesco

Autorevole il contributo arrivato da Giulio Borrelli, sindaco di Atessa, già direttore Tg1 e corrispondente della sede Rai di New York. In una situazione in cui oggi i giornali sono la cenerentola dell’informazione (ieri i grandi quotidiani nazionali tiravano da mezzo milione a 800.000 copie, ora quello più diffuso ne stampa 100.000), i piccoli giornali locali cosa possono fare? Secondo Borrelli, essi costituiscono l’ultima trincea prima del dilagare incontrollato dei social. Ce la faranno a resistere? La risposta è sì, in presenza di due condizioni: la capacità di un minimo di autofinanziamento, per coprire le spese senza dipendere da terzi, e il mantenimento di un livello qualitativo che dia un valore aggiunto rispetto all’informazione mainstream.

L’intervento di Giulio Borrelli

Arriva da Lia Giancristofaro, antropologa e docente universitaria, la suddivisione dei giornali di pro loco, nati nei borghi, fra quelli che oltre che i piedi tengono la testa nel borgo, e quelli che invece puntano a una visione più lungimirante (“la testa nel mondo”). Per tutti, il sopravvenire di una crisi di interesse verso questo tipo di pubblicistica, con la minaccia, ultima arrivata, della possibile concorrenza dei prodotti dell’intelligenza artificiale. Concorrenza che, secondo la docente, i “volontari della scrittura” che producono i giornali di pro loco non devono temere, perché, a quanto le risulta da una prima sperimentazione di utilizzo, gli articoli prodotti da strumenti come ChatCGP, pur se stilisticamente corretti, sono completamente acritici, dei veri “morti viventi”.

Non concorda su questo giudizio del tutto critico Giammaria De Paulis, social media manager e titolare della rubrica settimanale “Il cittadino digitale” su Rai Tre Abruzzo. Secondo De Paulis, invece di vedere il digitale come una minaccia all’esperienza tangibile e profondamente umana della lettura di un giornale cartaceo, perché non iniziare a considerarlo come un potente strumento di supporto? È vero che servono competenze, ma non prettamente tecnologiche. L’intelligenza artificiale, se opportunamente “addestrata”, può aiutare nella raccolta dei dati, consentendo articoli più documentati. I social media possono amplificare la diffusione degli articoli, facendoli diventare virali. Il web tramite i qr-cod può fornire una lettura aumentata dei contenuti del giornale.

Foto di gruppo dei delegati dei giornali presenti

L’ultima parte del convegno è stata riservata agli interventi e saluti dei delegati dei giornali presenti. La presidente della Pro Loco di Castroreale (ME) Mariella Sclafani ha auspicato per il suo trimestrale Artemisia un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni. Per il trimestrale Il Rubastino di Ruvo di Puglia e il Bollettino delle Pro Loco di Puglia e Basilicata sono salite sul palco Valeria Caldarola e Anna Rosati, per raccontare come i supporti digitali abbiano affiancato la tradizionale carta stampata, senza sottenderla. Il presidente della Pro Loco di Palma Campania Antonio Ferrara ha esposto come il suo trimestrale Il Foglio arrivi quest’anno al traguardo dei 30 anni, avendo sempre mantenuto una particolare attenzione su tradizioni e storia locale. Pierangelo Tieri e Annamaria Lucciola hanno presentato il trimestrale La Serra di Coreno Ausonio (FR), periodico che ha un’importante utilità sociale nel mantenere i contatti con le comunità corenesi trapiantate in Canada, Stati Uniti e Australia. Marco Colcerasa ha evidenziato la particolarità della sua Pro Loco di Frascati che, per la vicinanza con gli importanti flussi turistici indotti da Roma si trova a focalizzare la sua attenzione sulla comunicazione con l’esterno, anziché verso l’interno, come dimostra la recente pubblicazione da parte della Pro Loco della Guida di Frascati e Colli Albani. Stefano Vannozzi, restauratore di beni culturali, riferisce circa la sua collaborazione con la Pro Ruscio, frazione del Comune di Monteleone di Spoleto con 102 abitanti, che si moltiplicano durante le ferie estive; fra i soci della Pro Ruscio sono rappresentate diverse professionalità che le consentono un’attività culturale importante, fra cui la pubblicazione, oltre che del periodico La Barrozza ( fra i primissimi fra le testate di Pro Loco ad avere una versione digitale), anche dei Quaderni della Memoria, monografie su argomenti storici del territorio giunti quest’anno alla tredicesima uscita. Riccardo Milan, direttore di Paese Mio, la storica testata di UNPLI Piemonte, al momento in stand by, ne preannuncia un prossimo numero nuovamente in cartaceo. Silvana Menicali, presidente della Pro Loco di Caselle Torinese, ricorda come un sogno nel cassetto nato nella sua pro loco dodici anni fa, quello di GEPLI, abbia poi preso corpo grazie all’impegno di Paolo e Sergio; sottolinea poi l’importanza del cartaceo, che consente di disporre, nella sede pro loco, di un archivio come quello di Cose Nostre in cui chiunque ne abbia bisogno può fare ricerche, un vero e proprio diario condiviso della vita della comunità. Giancarlo Dionisi in arrivo da Sanguinetto (VR) ove la locale Pro Loco stampa ogni due mesi in 2500 copie El Peagno (in dialetto veneto, “la passerella”), di cui 500 vanno a famiglie emigrate all’estero. Il prossimo anno il giornale festeggerà i trenta anni di uscite e auspica di poterlo fare organizzando qualcosa con gli altri giornali. Un preannuncio di candidatura per la prossima edizione, accolto da un applauso in sala.  Arriva da un giornale che ha già ospitato, nel 2018, l’incontro Gepli il successivo saluto portato da Massimo Alessio, in rappresentanza del bimestrale 39°Parallelo stampato a Tiggiano, che sottolinea come questi incontri, anche se non in grado di risolvere i problemi di sostenibilità economica della carta stampata, costituiscano un importante momento di confronto. Infine, a chiudere gli interventi prima del rituale momento della foto di gruppo, l’intervento di Giovanni Bosco, redattore del trimestrale Il Ponte della Pietra, edito dalla Pro Loco di Raiano, che presenta il suo giornale, che compirà a dicembre 25 anni. Benvenuto nella comunità GEPLI a questa testata trimestrale, finora non nota.

 

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