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martedì, Aprile 16, 2024

    Echi da Lanciano

    Torniamo ancora una volta sul recente convegno GEPLI di Lanciano, per ospitare alcune riflessioni, sul convegno e sulla città che l’ha ospitato, tratte da Allappante, il blog, enogastronomico ma non solo,  di Riccardo Milan. “Pensieri, vino, cibo, riflessioni, film, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d’Orta e un poco di mondo” questa la definizione che del blog ne fa l’autore, e che potete scoprire al link https://www.allappante.it/

    Lanciano

    Lanciano è una città invisibile, sospesa su due ponti e su tre colline. I ponti di Diocleziano sono stati coperti nel medioevo perché ciò serviva per i commerci: questi ampi corridoi si riempivano infatti di merci, animali, commercianti, guerrieri e genti dal mare e dai monti. Giorno e notte. Fumo e sudore. Odori e profumi… Sopra i ponti coperti costruirono chiese, poi allargarono e fecero piazze, palazzi, edicole ed anfratti sacri in cui l’ostia si fece carne ed il vino sangue; le case che s’arrampicano hanno ampie cantine e lati lunghi nelle discese, strade strette e passaggi. La città nuova si allarga partendo dalla direttrice dei ponti, su altre colline e con altre altezze. Lanciano è così una città “invisibile” dove il medioevo ha coperto la romanità e il nuovo confonde il passato prolungandolo. Il viaggiatore entra così in lunghi corridoi sotterranei e poi sbuca nelle piazze, percorre strade strette su ripide altezze; entra in sale enormi che si chiudono in piccoli spazi; costeggia chiese che nascondono tesori, storie e passioni. Si perde nelle strade incontrando lo spirito di chi si è perso a Lanciano prima di lui…

    GEPLI a Lanciano

    Foto di gruppo dei delegati dei giornali presenti

    Sempre bello partecipare agli incontri Gepli, cioè il gruppo che riunisce gran parte dei Giornali Editi dalle Pro Loco Italiane. Bello perché negli anni si sono create amicizie e collaborazioni, ma soprattutto perché è un momento-termometro in cui si vedono da un lato la vitalità e dall’altro la volatilità delle Pro Loco italiane. Mi spiego: fare una rivista, cartacea od online, richiede impegno e misura. E le tante Pro Loco che le editano dimostrano di essere ben altro di un gruppo di amici che si ritrova a fare “cose”. Sono espressione di un volontariato professionale che fa il paio con l’analogo volontariato professionale che organizza sagre, mostre, incontri… Dall’altro però ogni anno ci si conta: chi c’è di nuovo e chi non c’è più. Come per tutte le attività delle Pro Loco basta un abbandono, un mancato ricambio, una momentanea stanchezza… per far finire tutto. Creature capaci ma fragili le Pro Loco (e con loro, i giornali che editano). Il decimo incontro di Lanciano, a fine agosto inizio settembre, aveva come tema “Nell’era di internet e dei social, quale spazio per i giornali delle piccole comunità locali?”. Moderava l’incontro Antimo Amore, caposervizio del TG3 Abruzzo. Gli interventi sono stati quelli di Paolo Ribaldone, coordinatore del Gruppo, che ha presentato la storia di Gepli, nata in seno alla Pro Loco di Caselle (To) e della sua rivista “Cose Nostre”, mensile d’informazione nato nel 1972; nonché ha presentato il panorama delle rivista aderenti a Gepli. Una realtà composita e ricca. Gabriele Di Francesco, docente universitario, ha parlato di “Periodici locali e social media nella costruzione delle comunità locali”. Interessante approccio sociologico, per nulla astratto. Di Francesco, d’altra parte, non è solo professore universitario ma anche socio attivo della Pro Loco di Sant’Omero e direttore responsabile del periodico “Transumanze” delle Pro Loco abruzzesi. Teoria e prassi insieme. Interessante anche l’intervento della professoressa Lia Giancristofaro dell’Università di Chieti e soprattutto quello del professore dell’università di Teramo Giammario De Paolis a cui è toccato fare l’avvocato “del diavolo”, cioè dei nuovi media digitali: non solo problema ma anche opportunità. 

    Il decimo incontro Gepli si è tenuto a Lanciano (Ch) nell’inusuale sala medievale ricavata coprendo il ponte romano “di Diocleziano”: uno spazio storico, sorprendente come la città che sorge sopra. I lavori Gepli sono stati preceduti dalla presentazione e dallo svolgimento della prima edizione del Premio Emiliano Giancristofaro riservato ai progetti del servizio civile fatti nelle sedi accreditate delle Pro loco Unpli dell’Abruzzo. Anche questo un chiaro esempio di volontariato professionale svolto dalle Pro Loco.

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    Paolo Ribaldone
    Paolo Ribaldone
    Dopo una vita dedicata ad Ampere e Kilovolt, ora dà una mano a Cose Nostre

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