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martedì, Maggio 21, 2024

    Rapporto sulla situazione dei diritti umani negli States

    La visione di Amnesty International è quella di un mondo in cui ad ogni persona siano riconosciuti tutti i diritti, sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, promossa dalle Nazioni Unite, nel 1948. Amnesty, anche quest’anno, ha stampato un corposo volume, intitolato “Rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo”, frutto del lavoro di ricerca in 156 Paesi. Questo giornale ha pubblicato un mio sunto del rapporto sui due paesi teoricamente in guerra: Ucraina e Russia. Dico teoricamente, perché non tutti hanno compreso che ci sono altri attori in questo scenario, i quali si sono impegnati nel provocarla e continuamente la foraggiano. Mi riferisco naturalmente agli USA.

    Violenza di genere
    Le donne native americane hanno continuato a subire livelli elevati di violenza sessuale, a non avere accesso all’assistenza di base in seguito a uno stupro. Inoltre, è alto il numero di donne vittime di sparizioni e uccisioni. La cifra esatta delle donne native che hanno subìto violenze o sparizioni è sconosciuta, in quanto il governo degli Usa non raccoglie dati statistici né ha stabilito un adeguato coordinamento con i governi tribali. Il governo ha approvato, la legge sulla violenza contro le donne (Violence Against Women Act). Il Vawa contiene tra l’altro disposizioni che ripristinano una giurisdizione penale limitata in determinate circostanze per i non nativi che si rendono responsabili di violenza sessuale contro donne native. Sebbene nel 96 % dei casi di violenza sessuale contro una vittima nativa l’autore sia un partner non nativo, la legislazione americana vigente continua a impedire ai governi tribali locali di perseguire questi casi, creando di fatto un sistema in cui i non nativi non vengono mai processati.

    Diritti di rifugiati e migranti
    I protocolli statunitensi sui migranti, (Migrant Protection Protocols – Mpp) hanno continuato a limitare drasticamente l’accesso all’asilo al confine tra USA e Messico. Questi programmi hanno causato danni irreparabili a decine di migliaia di richiedenti asilo che sono stati espulsi, andando incontro a pericoli in Messico o nei loro paesi d’origine. Le autorità statunitensi hanno sottoposto i richiedenti asilo di colore a detenzione arbitraria e a maltrattamento umiliante, configurabile come tortura a sfondo razziale legata allo status di migrazione.
    Uso eccessivo della forza Nel 2022, le persone uccise in seguito all’uso delle armi da fuoco da parte della polizia sono state almeno 1.093. I dati limitati resi pubblici suggerivano che l’uso letale della forza da parte della polizia ha colpito particolarmente le persone nere. Inoltre il dipartimento di Giustizia degli Usa non ha saputo documentare con precisione il numero di persone decedute in custodia, così come richiesto dalla legge del 2013, annunciando di avere stimato in 990 il numero dei decessi avvenuti nelle carceri, nei penitenziari e durante gli arresti. Nella base navale statunitense di Guantánamo Bay, a Cuba, 35 uomini musulmani erano ancora detenuti arbitrariamente e a tempo indefinito da parte dell’esercito degli Usa, in violazione del diritto internazionale. L’amministrazione Biden non ha compiuto progressi degni di nota per chiudere la struttura, nonostante il suo dichiarato impegno in tal senso.

    Pena di morte
    A fronte delle molteplici bozze legislative abolizioniste presentate durante la sessione legislativa 2021-2022 in diversi stati e a livello federale, nessuna di queste aveva trovato approvazione in una di queste giurisdizioni. A luglio, la corte penale d’appello dell’Oklahoma ha fissato le date per l’esecuzione di 25 delle 43 persone detenute nel braccio della morte, programmando quasi un’esecuzione al mese a partire da agosto 2022, fino a fine dicembre 2024. Se proseguisse su questa strada, l’Oklahoma metterebbe a morte il 58 per cento dei suoi prigionieri del braccio della morte. L’Alabama e la Carolina del Sud hanno continuato a tentare di ripristinare metodi di esecuzione considerati crudeli dagli standard internazionali come ad esempio, rispettivamente, le camere a gas o la fucilazione.

    Diritto alla vita e alla sicurezza della persona
    La violenza legata all’uso delle armi da fuoco è rimasta dilagante in tutto il paese e secondo le cifre diffuse dalle autorità, calcolate sulla base di dati ufficiali precedenti, si stima che nel 2021 abbia causato la morte di circa 49.000 persone. Per la prima volta nei 40 anni in cui è stato raccolto questo tipo di dati, la violenza armata è diventata la prima causa di morte tra bambini e adolescenti. La crescente circolazione di armi da fuoco, acquisite e possedute in maniera non regolamentata, combinata con un sempre più radicato estremismo politico, xenofobia e razzismo, ha prodotto un lungo elenco di stragi.

    Esecuzioni extragiudiziali
    Il governo degli USA ha fatto ripetutamente ricorso alla forza letale in vari paesi del mondo, utilizzando anche droni armati. Ha anche continuato a non fornire informazioni riguardo agli standard e ai criteri legali e di condotta applicati dalle forze Usa nell’impiego di forza letale. Le autorità non hanno inoltre provveduto a garantire giustizia, verità e riparazione per le uccisioni di civili compiute in passato.
    Fallimento nell’affrontare la crisi climatica e il degrado ambientale
    Nel 2022, il congresso ha autorizzato un finanziamento di appena un miliardo di dollari Usa come contributo internazionale sul clima, ben al di sotto del livello di possibilità e responsabilità del paese, oltre che dell’impegno assunto dal presidente Biden nel 2021 di fornire 11,4 miliardi di dollari Usa l’anno entro il 2024.

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    Ernesto Scalco
    Ernesto Scalco
    Sono nato a Caselle Torinese, il 14/08/1945. Sposato con Ida Brachet, 2 figli, 2 nipoti. Titolo di studio: Perito industriale, conseguito pr. Ist. A. Avogadro di Torino Come attività lavorativa principale per 36 anni ho svolto Analisi del processo industriale, in diverse aziende elettro- meccaniche. Dal 1980, responsabile del suddetto servizio in aziende diverse. Dal '98 pensionato. Interessi: ambiente, pace e solidarietà, diritti umani Volontariato: Dal 1990, attivista in Amnesty International; dal 2017 responsabile del gruppo locale A.I. per Ciriè e Comuni To. nord. Dal 1993, propone a "Cose nostre" la pubblicazione di articoli su temi di carattere ambientale, sociale, culturale. Dal 1997 al 2013, organizzatore e gestore dell'accoglienza temporanea di altrettanti gruppi di bimbi di "Chernobyl". Dal 2001 attivista in Emergency, sezione di Torino, membro del gruppo che si reca, su richiesta, nelle scuole.

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