I quartieri di Kyoto

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“I bambini sono come il cemento umido, quello che li colpisce lascia un’impronta”, Haim Ginott, psicoterapeuta.

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Come promesso arrivo alla fine dei miei racconti sul Giappone e continuo con la seconda parte dedicata a Kyoto con i suoi splendidi monumenti ed edifici tra i più importanti del Paese. Ricordo che l’Unesco ne ha catalogati ben 17. Con Anja Wenger, addetta alle foto, ne abbiamo visitati alcuni.

Pontocho
Ogni città del Giappone possiede una zona che durante il giorno non sembra avere niente di eccezionale, ma basta che le luci del sole calino per trasformarla in un luogo carico di fascino. Questo è il caso del quartiere Pontocho, situato proprio nel centro di Kyoto.
Il quartiere è in realtà una lunga strada che costeggia la riva occidentale del fiume Kamo-gawa. Le auto non hanno accesso a questa zona e qui è stata proibita la realizzazione di edifici moderni. Neanche le insegne luminose al neon, che sono ormai solite tra le strade delle città di tutto il mondo, non sono ammesse a Pontocho. Le architetture rappresentano quindi lo spirito tradizionale giapponese.
Il quartiere è famoso per i ristoranti rinomati, alcuni considerati come i migliori di Kyoto, e offrono alcune delle specialità della cucina giapponese. La maggior parte dei ristoranti che hanno la vista sul fiume Kamo-gawa offrono la possibilità di una suggestiva cena romantica.

Gion
Attraversando il fiume Kamo-gawa si trova un altro quartiere dal fascino storico, dove sono presenti molti locali e case da tè dove le geishe offrono spettacoli di intrattenimento.
Il quartiere di Gion nasce nel Medioevo come luogo di sosta e di riposo per i pellegrini; vicino a questa zona della città infatti sorge il santuario Yasaka che attrae da sempre centinaia di fedeli ogni anno.
Gli edifici che si affacciano sulle strade del quartiere sono interamente realizzati in legno, proprio come vuole la tradizione giapponese, praticamente si tratta di un prosieguo della vicina Pontocho.
Lungo le sponde del canale Shirakawa sorge una piccola area famosa per i suoi numerosi ristoranti e per le sale da tè. Questa è la zona perfetta in cui addentrarsi la sera, una zona che risulta inoltre davvero suggestiva proprio per la presenza del canale e della vegetazione lussureggiante.

Teatro Minamiza
Edificio particolare quello del teatro Minamiza, a Gion, con il tetto che spicca tra gli altri edifici e le decorazioni dorate della facciata. Ci sono i cartelli che avvisano degli spettacoli in corso e di quelli in programma, rigorosamente in giapponese.
Qui è possibile vedere una grande varietà di produzioni teatrali, ma il teatro Minamiza è famoso soprattutto per il Kabuki, un genere teatrale seguito a Kyoto sin dagli inizi del XVII secolo, famoso per la sua drammaticità.
In realtà questo non è l’unico teatro in cui le performance Kabuki sono state portate sul palcoscenico nel corso degli anni, ma gli altri teatri sono ormai scomparsi mentre il Minamiza resiste allo scorrere del tempo.

Sannenzaka e Ninenzaka
Per sapere com’era Kyoto prima dell’avvento della modernità basta passeggiare lungo le due stradine Ninenzaka e Sannenzaka, simbolo della vecchia Kyoto e di tempi ormai lontani. Qui si passeggia respirando atmosfere nostalgiche e romantiche ad ogni angolo di uno scenario che sembra preso da una foto del passato: dimore tradizionali, sale da tè, locande, botteghe e ristorantini che si alternano sui vicoli, mentre in aria ci sono ancora i fili dell’energia elettrica visibili in pochissime aree della città.
Le strade, in leggera pendenza, sono il posto ideale per scattare alcune foto, sedersi a sorseggiare un tè matcha e fare shopping. Tra i prodotti in vendita ci sono gli immancabili kimono, ventagli, tessuti e oggetti in carta washa. Si trovano anche locande tradizionali sul viale, dove un tempo dormivano pellegrini e mercanti in viaggio tra Tokyo e Kyoto, mentre oggi accolgono i turisti desiderosi di riposare in ambienti che ricordano il passato.

Arashiyama
Le bellezze di Kyoto non si esauriscono all’interno del suo centro. Anche le zone di periferia hanno attrazioni da offrire ai viaggiatori che vogliono inserirle nel tour della città. Voglio ricordare la zona, situata alla periferia occidentale di Kyoto, conosciuta con il nome di Arashiyama.
Furono i nobili del periodo Heian, quando Kyoto divenne capitale, a rendere questa zona particolarmente famosa. Attratti dalle bellezze naturalistiche e dal clima tranquillo, la scelsero infatti come meta per le loro vacanze. E ancora oggi è questo il luogo preferito da coloro che vogliono vivere un soggiorno rilassante a contatto con la natura.
Simbolo del quartiere è il Ponte Togetsukyo che si integra con il paesaggio circostante. Dietro al ponte si vedono le montagne con i loro boschi rigogliosi e nei pressi, proprio lungo le sponde del fiume, c’è un parco con alberi di ciliegio che in primavera fioriscono rendendo il panorama ricco di fascino.
Un’altra attrattiva della zona è la foresta di bambù: entrando in questo bosco sembra di essere arrivati in un altro mondo circondati dalle canne di bambù con la luce che filtra soffusa, quasi da mondo delle fiabe. Con una leggera brezza le canne di bambù emettono infatti un delicato fruscìo che rende l’atmosfera ancora più affascinante.

Bengal Cat Café
Una delle cose curiose che abbiamo trovato è stato un Cat Café. I giapponesi adorano i gatti, sono ovunque, gatti animati, gatti dei cartoni animati, gatti giganti, statuette di gatti, sculture di gatti, persino l’isola di Aoshima è nota per i suoi gatti selvatici. A Pontocho hanno una “foresta del gatto del Bengala”, una razza ibrida nata dall’incrocio tra un gatto domestico e un gatto leopardo. In sostanza, paghi circa 6 euro per accedere alla “foresta” che è composta da una stanza allestita con erba sintetica, panchine e tutti i tipi di aree di arrampicata per i pelosi, dove il visitatore può giocare con gli ospiti felini. Ogni singolo gatto ha una scheda con nome, sesso, età e una descrizione della sua personalità. Qui la nostra Anja Wenger ha dato sfoggio della sua predilezione per questi simpatici animali.

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