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lunedì, Maggio 20, 2024

    “El Campanon” suona ancora

    Festeggiati i 70 anni di vita del giornale di Sant’Angelo in Vado

    Piazza Umberto I, comune di Sant’Angelo in Vado, provincia di Pesaro/Urbino: questo l’indirizzo della “piazza amica” di questo mese. Domenica 22 ottobre, come nelle due domeniche precedenti, questa piazza è stata il cuore degli eventi organizzati per animare la 60° edizione della Fiera Nazionale del Tartufo (bianco) di Sant’Angelo in Vado. Uno degli eventi ci ha coinvolto, perché GEPLI è stata invitata a partecipare ai festeggiamenti per un altro compleanno importante per Sant’Angelo in Vado: i 70 anni di pubblicazioni del giornale del paese, El Campanon. Questo il nome della testata edita dalla Pro Loco e il cui primo numero uscì ad agosto 1953.
    Nell’articolo la ripresa di alcune parti salienti degli interventi al convegno (o talk show, come l’hanno chiamato gli organizzatori) tenutosi sul palco montato nella piazza.
    Ricordiamo infine che anche il territorio di Sant’Angelo in Vado sarà coinvolto (con il suo prodotto d’eccellenza, il tartufo bianco) dagli eventi in programma il prossimo anno per Pesaro 2024 capitale italiana della cultura.

    Il sindaco Stefano Parri: “Importantissimo mantenere le tradizioni di questo giornale che ci mette al corrente di tutte le notizie che riguardano Sant’Angelo e le trasmette alle nuove generazioni. Grazie alla redazione che porta avanti un lavoro faticoso e impegnativo”.

    Il direttore del giornale Andrea Angelini: “Sfogliare le pagine del Campanon vuol dire ritrovare persone, storie e luoghi che non ci sono più, ma rimarranno sempre vive tra le righe del giornale. Assieme ad altre realtà, è stato proprio El Campanon a creare quei tratti della vadesità, quel mix di testardaggine, ambizione e orgoglio che tutti ci riconoscono e che tra quelle pagine ha sempre trovato la sua dimostrazione più alta”.

    Il coordinatore nazionale GEPLI Paolo Ribaldone: “Una delle esigenze connaturate con l’attività di ogni Pro Loco è quella di comunicare. Comunicare sia con i propri iscritti, che in generale con il territorio che le ospita. Dotarsi di un giornale è uno dei modi per soddisfare l’esigenza di comunicazione. Così nel passato sono nati, come funghi nel bosco, i giornali di Pro Loco. Da iniziative estemporanee, scollegate le une dalle altre, senza regie dall’alto. La vita di molte di queste iniziative editoriali è effimera. Gestire e, soprattutto, mantenere economicamente in piedi un giornale è infatti cosa tutt’altro che semplice, in assenza di ogni sovvenzione esterna. Inoltre, le associazioni Pro Loco sono entità talvolta litigiose, spesso non in grado di garantire la continuità di gestione necessaria per editare un giornale. GEPLI, nata a seguito del primo incontro nazionale di questi giornali a Caselle Torinese nel 2012, da allora segue e monitora questi giornali. Da questo monitoraggio, risulta che i giornali oggi attivi sono circa sessanta. Fra questi, come anzianità in termini assoluti El Campanon è sul podio, in quanto è in terza posizione dopo il Corriere di Garfagnana (1881) e L’Eugubino (1950)”.

    Claudio Cucchiarini, per tanti anni presidente della Pro Loco di Sant’Angelo e anima e factotum del giornale così comincia il suo racconto della sua storia: “I primi numeri erano stampati a Pesaro, con le foto che negli anni 50 richiedevano ancora la produzione di appositi cliché, una lastra di zinco recante una figura in rilievo e a rovescio, utilizzata come matrice. Molti di questi cliché sono ancora conservati negli archivi del giornale. Una testimonianza storica importante”.

    Paolo Casanova, collaboratore del giornale, da Roma: “In 70 anni il mondo è cambiato, e non è vero che una volta era meglio. La Sant’Angelo di allora vedeva il fenomeno dell’emigrazione di necessità. Anche adesso ci sono giovani che se ne vanno, ma è un’emigrazione di qualità, alla ricerca di migliori opportunità. Non indugiamo quindi in nostalgie fuorvianti. Oggi Sant’Angelo è un paese che ha delle prospettive, la qualità della vita è salita forse più che in altri posti. El Campanon arriva puntuale due volte all’anno a raccontarci cosa è cambiato nel frattempo. Augurare oggi lunga vita al Campanon equivale ad augurare lunga vita al nostro paese”.

    Emanuela Burrini, altra collaboratrice storica negli anni 90: “Sono arrivata al Campanon perché studiavo Scienza della Comunicazione e volevo scrivere. Poi la vita mi ha portato ad occuparmi di educazione, anziché di comunicazione, ma le due cose non sono così distanti. Dicevo che volevo quindi scrivere, ho bussato alla Pro Loco, e ci ho trovato una famiglia, accolta a braccia aperte e coccolata. L’incarico che mi hanno dato era quello di addetta alle interviste. Ne feci tantissime. Ricordo con particolare commozione quella al professor Franco Fini, che stava per lasciare l’incarico di direttore passando ad altri il testimone. Voglio chiudere il mio intervento con un invito ai bambini e ai ragazzi a riprendere l’utilizzo della scrittura. In un mondo come quello di oggi in cui tutto è rapido ed istantaneo, la scrittura ci obbliga a fermarci e riflettere. Cosa ci vuole per scrivere, e in particolare su un giornale locale: ci vuole curiosità, voglia di conoscere, interesse verso i nostri personaggi e i nostri luoghi. Se vado a rivedere oggi gli articoli che ho scritto dieci anni fa, ritrovo qualcosa, un pezzo di storia, che nessuno mi potrà togliere”.

     

    Ingresso alla mostra dei 70 anni del Campanon
    Alcune prime pagine esposte nella mostra dei 70 anni
    Il primo numero de El Campanon
    Pesaro 2024 Capitale italiana della cultura
    Un momento del talk show nella piazza di Sant’Angelo in Vado
    I partecipanti al termine del talk show

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    Paolo Ribaldone
    Paolo Ribaldone
    Dopo una vita dedicata ad Ampere e Kilovolt, ora dà una mano a Cose Nostre

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