Il viaggio comincia sempre dalla testa, oggi come ieri….

Il viaggio può avere molti aspetti, una vera partenza, un vero percorso, delle vere emozioni. Ma può anche essere, per usare un termine molto usuale, “virtuale”. Ci sono periodi in cui non si può andare da nessuna parte, per tutta una serie di motivi e allora il viaggio comincia nella testa, la fantasia sostituisce il percorso, le soste, le visite, le emozioni.

Oggi il World Wide Web (WWW) ci permette con un click di spostarci da un capo all’altro della terra, di avere ogni informazione, fare ogni prenotazione, predisporre pagamenti, chattare in tempo reale, e quindi anche una sosta forzata può essere utilizzata per predisporre virtualmente ciò che prima o poi si farà in modo reale.

La nostra fantasia puoi portarci ovunque, in qualsiasi momento, senza limiti, con grandi vantaggi, primo fra tutti i costi, in totale libertà, senza vincoli temporali o di altro genere. Il senso del viaggio ricopre un campo metaforico ampio e vario, dalla struttura della vita come cammino, pellegrinaggio o passaggio, che si ritrova nella letteratura dantesca de “il cammin di nostra vita” così come nel “dubbioso passo” di Petrarca sino al concetto del decesso quale “lungo viaggio della vecchiaia”, “ultimo viaggio”, o ‘il viaggio senza ritorno ’. L’uomo ha iniziato molto presto a viaggiare: la diversificazione della dieta dell’homo erectus da solo vegetariana a quella onnivora è stata una delle prime cause degli spostamenti, oltre alle invasioni per la conquista dei territori. I filosofi greci presocratici fanno largo ricorso alle metafore legate al movimento e al viaggio, la natura è percepita come movimento (panta rei).

Il viaggiare è lo spostarsi da un mondo conosciuto ad un altro meno o per nulla conosciuto, è condizione comune di  ogni epoca, di diverse condizioni sociali e di  diverse zone geografiche che si dispiegano con il mutare del tempo apportando di volta in volta significati differenti.

Oggi il viaggio, anche a lungo raggio, è molto più alla portata di quanto lo fosse fino a poco tempo fa, è una grande opportunità culturale, apre la mente, ti porta in luoghi molto diversi da quelli conosciuti, ma soprattutto, e questo è il senso del viaggio, ti porta a conoscere persone, ambienti, arte diversi dai nostri luoghi di origine. Si viaggia per quel bisogno umano di mutamento, un bisogno che non coinvolge principalmente il proprio corpo ma la propria mente. Se l’evoluzione dell’uomo è stata accompagnata dal mutare dei modi dello spostamento e all’inizio era il nomadismo come necessità di sopravvivenza, la società stanziale ha dato vita a degli spostamenti che avevano solo fini utilitaristici, commerciali o culturali fino all’introduzione del viaggio di piacere e del turismo di massa generato dalla possibilità dello spostamento rapido e infine oggi siamo tutti spettatori e nello stesso tempo attori di quello spettacolo che ha come principale protagonista Internet e le realtà virtuali del  “viaggiare senza partire”. 

Il viaggio non finisce mai, è uno stile di vita, la ricerca dell’ignoto, del nuovo, del sogno, dà ad ogni tempo la sensazione del nuovo, la curiosità della scoperta, la percezione che quello che ci circonda ci appartiene, in senso figurato, quindi deve essere conosciuto. La ricerca del piacere del viaggio si accompagna alla ricerca di incontri, di storie, di emozioni, perché il viaggio in se è emozione pura, nella preparazione, nella cura dei particolari, nella vigilia e poi nel ricordo e nel racconto. E’ l’antidoto alla depressione, alla noia, al tempo che passa, inesorabile, e ogni volta potrebbe essere l’ultima… La sublimazione delle nostre passioni passa attraverso i viaggi, i nostri luoghi del cuore sono i posti dove abbiamo lasciato un pò di noi, dove abbiamo vissuto delle emozioni che hanno segnato la nostra vita e non dimenticheremo mai. A volte vi facciamo ritorno con la memoria o anche fisicamente, è un viaggio a ritroso nel tempo che con dolce nostalgia ci ricorda come eravamo

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