RubricaNazREra da un po’ che cercavo di nuovo il pretesto per invitarvi a…ballare. Quando quest’estate mi è capitato sotto gli occhi il titolo di questo libro, ho subito pensato al corso di ballo che frequento da anni e alla possibilità di organizzare una presentazione-spettacolo per avvicinare altre persone a questa attività “sportiva”, utilissima contro stress, morbidezze di troppo e malumore.  
“Confessioni audaci di un ballerino di liscio” di Baldini & Castoldi editori.

Un titolo intrigante, con un’immagine di copertina particolarmente significativa: della coppia che balla si vede la mano di lui che guida, anzi “comanda” e la mano di lei che si affida, si lascia guidare. Non male di questi tempi! L’autrice è Paola Cereda. L’ho cercata attraverso internet e lei ha accettato di venire a presentare il suo libro all’Unitrè di Torino. L’idea dello spettacolo è stata provvisoriamente accantonata. Lì, abbiamo preferito proiettare alcuni video di esecuzioni particolarmente belle di valzer, mazurca e polca.  Sono questi i tre balli che hanno accompagnato tutta la vita di Frank Saponara, il personaggio attorno a cui è imperniata la storia di questo romanzo.

Festeggiando i suoi cinquant’anni e i cinquanta della sua balera, Frank riafferma con caparbietà la scelta di un liscio tradizionale, senza contaminazioni di altri ritmi che sicuramente potrebbero attirare clienti, ma che per lui sarebbero un tradimento. Una delle scoperte che ho fatto durante la presentazione è proprio la storia del liscio, portato dalle…corti ai cortili da Carlo Brighi, più noto come Zaclèn! Le tre danze, nate per le feste popolari, diventarono nell’Ottocento balli aristocratici e nonostante le accuse di volgarità e di indecenza (visto che le gonne nel giro del valzer rischiavano di scoprire la caviglia), assunsero carattere di grande raffinatezza attraverso le composizioni di musicisti del calibro di Schubert, Strauss, Schumann, Chopin, Brahms, Liszt, Wagner.

Carlo Brighi, violinista nell’orchestra di Arturo Toscanini, innamorato delle musiche dei caffè viennesi dell’alta società e pervaso di spirito socialista, decise di creare una propria orchestra per portare quelle stesse musiche al popolo e dal 1887 al 1915 compose più di 1200 pezzi tra valzer, polche e mazurche. Nella sua orchestra suonava anche un certo Secondo Casadei…che inserì nell’orchestra anche la batteria, nuovo strumento insieme al clarinetto e al sax. Segno di tempi nuovi era la vittoria del liscio sui tabù che fino ad allora vedevano come sconveniente il contatto tra i ballerini.

Ma torniamo al nostro Frank Saponara: un Peter Pan o meglio un Casanova che non vuol crescere, che delle regole del liscio ha fatto le sue regole di vita: tante donne quante le polche che ha ballato sulla pista del Sorriso Dancing Club, fondata da suo padre Carlin; tante donne ma usate nel modo giusto, cioè lasciate a bordo pista a fine danza, quando torna nel suo letto di “donzel” dove i piedi stanno da un bel po’ fuori del materasso! E ci sono tutte, la sera della festa: dalla mamma che finalmente gli dice qualche “no”, alla prima fidanzata che ora lo rimpiange, dalla pornostar incapace di tenere il ritmo, all’ultima vittima del suo fascinoso à plomb. Una girandola di personaggi che fa il suo giro di valzer e si farà ricordare per sempre, non foss’altro che per il suo odore.

Frank associa spesso alle persone un odore, cosa decisamente possibile in un dancing, e capisce finalmente che una donna saprà raccontargli il suo odore quando lui saprà regalare di sé qualcosa di più di un giro di liscio. Paola Cereda per due ore filate ci racconta di come le siano entrati nel cuore questi personaggi: la storia è ambientata nel Polesine, terra veneta di cui forse i meno giovani ricordano l’alluvione del 1951.

Come per gli altri romanzi, Paola Cereda ha scelto una regione diversa dalla sua, per avere il pretesto di conoscerla: ci ha abitato alcuni mesi, ha incontrato personaggi veri che le hanno raccontato le loro storie. ”Ecco vede quel casone? Lì stava la Serena Grandi quando era venuta qui per girare uno dei suoi film senza trama… E là? vede…quella era la spiaja del mato, l’Emerenzin che scriveva poesie sulle pietre e aveva fatto su quel pugno di sabbia la sua casa!” e Paola Cereda ha intrecciato e restituito le storie in questo libro, da leggere con divertimento e con un pizzico di malinconia. Laureata in psicologia, appassionata di regia e di teatro, Paola sa davvero raccontare e quasi quasi il liscio passa in secondo piano mentre parla di come ha costruito il mondo di Frank, ma poi si lascia andare ad una confessione: “Da giovanissima, in Brianza, ero iscritta ad una scuola di ballo liscio e ritornare a quell’esperienza è stata un’emozione particolare.”

Si riaccende la musica con un’ultima polca Cicogna, eseguita alla maniera dello Zaclèn e Frank Saponara sembra aspettare solo un cenno segreto di consenso per invitarla a ballare.

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