La storia dell’aeroporto di Caselle

In mostra a San Maurizio

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Aerei e Dintorni

La mostra sulla storia dell’aeroporto di Torino-Caselle è “riatterrata” nella splendida cornice delle sale di Casa Marchini Ramello di San Maurizio Canavese dal 7 al 15 aprile, con grande affluenza di pubblico.

Visto il successo ottenuto nel 2015 il comune canavesano in collaborazione con l’ASA 2000 (Associazione Storia Aeronautica) con sede a Caselle Torinese, ha organizzato questa nuova mostra  “Aerei che…passione, 19^ edizione” dal titolo “L’Aeroporto civile di Torino tra ieri e oggi”.

La mostra inizialmente ha fatto parte dell’evento sanmauriziese “Dolce Fiore”, la tradizionale fiera di primavera visitabile lungo le vie del centro storico.

In esposizione oltre cinquanta grossi pannelli che hanno descritto dettagliatamente la storia dell’aeroporto civile torinese dalle prime fasi della sua costruzione iniziata all’inizio degli anni cinquanta del secolo scorso sino ai giorni nostri.   Centinaia di fotografie, in maggioranza provenienti dagli archivi dei soci dell’ASA 2000, nonché planimetrie aeroportuali hanno ampiamente illustrato gli sviluppi che si sono succeduti in oltre sessant’anni di vita dello scalo.

Più di cento modelli di aerei in scala hanno rappresentato la moltitudine di velivoli che sono transitati sul nostro scalo in tutti questi decenni, compresi gli aerei costruiti negli stabilimenti aeronautici locali, inizialmente conosciuti come Fiat Aviazione, poi Aeritalia, in seguito Alenia e Alenia Aermacchi e ora Leonardo, in onore al grande genio, scienziato, scrittore, pittore e scultore italiano.

Nella serata del 14 aprile, si è svolta una video conferenza a cura dei soci dell’ASA 2000, che con interessanti immagini ha dato modo al numeroso pubblico di conoscere dettagliatamente l’importanza dell’aeroporto di Caselle, che non deve essere visto o vissuto in modo negativo, ma anche come importante volano per l’economia del territorio.

Un ringraziamento per la buona riuscita della mostra va al sindaco di San Maurizio, Paolo Biavati, al consigliere delegato alla Promozione dello sport e aree per il tempo libero Antonio Zappalà e alla presidentessa della Commissione Sport, Francesca Ravagnan.

Un particolare ringraziamento alla società Leonardo, ed al Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco dell’aeroporto di Caselle per il materiale concesso in esposizione che ha arricchito notevolmente la mostra.

Foto 1 – Da sinistra F. Ravagnan, A. Zappalà, e il Sindaco P. Biavati con alcuni soci dell’ASA 2000 davanti al modello dell’aeroporto di Caselle nel 1953

Un primato casellese –  Il primo volo charter italiano con la Cina

Sono trascorsi quaranta anni da quando il 25 maggio 1978, l’Italia è stata collegata per la prima volta in assoluto, con un volo charter diretto verso la Cina, e questo importante evento è avvenuto proprio all’aeroporto di Torino Caselle.

In base ad un accordo con l’ambasciata cinese di Roma, è stato possibile organizzare questo viaggio come previsto dal programma “Cina aperta”, viaggio organizzato per i soci del Touring Club Italiano nonché a 50 lettori del giornale “Stampa Sera”, con la collaborazione della agenzia torinese Mistral Tour, diretta da Stefano Chiaraviglio e con l’agenzia statale cinese Luxing-she.

Per gli amanti italiani dei viaggi “esotici” allora fu una occasione unica, considerando che sono stati dei veri pionieri in quanto l’Italia, contrariamente ai Paesi del Nord Europa ed in modo particolare la Gran Bretagna, era piuttosto indietro sia come mentalità sia come possibilità economiche, salvo casi rari.   Fenomeno quello dei charter che nell’arco dei decenni successivi, è stato incentivato da velivoli sempre più capienti, sicuri e veloci, ma anche dalle migliorate condizioni sociali ed economiche.

Con l’avvento delle low cost, anche sul lungo raggio sono sempre più coloro che usufruiscono dei voli da parte di queste compagnie oggigiorno sempre più all’avanguardia con aerei di ultima tecnologia, meno rumorosi e inquinanti.

Sulla pista di Caselle, ad attendere il grosso quadrigetto Boeing 707-3J6B, matricola B-2408, della compagnia cinese CAAC (Civil Aviation Administration of China), molte le personalità tra cui, l’ambasciatore di Pechino a Roma, Wuang Ckuo-chuan, accompagnato dalla moglie, il presidente della Giunta Regionale Viglione, l’assessore comunale Rolando, il prefetto Veglio ed il questore Musumeri.   Calde sono state le parole, sottolineando l’importanza di simili iniziative turistiche, che servono non solo a rinsaldare i rapporti di amicizia ma anche quelli industriali ed economici tra le due nazioni.

L’assessore Rolando, da parta del sindaco di Torino, ha consegnato in segno di amicizia il simbolo di Torino al direttore dell’Amministrazione dell’aviazione civile cinese, Shen Tu.

Con l’occasione grande accoglienza anche ai 17 membri dell’equipaggio, composto dai comandanti Shiao Te Ling e Chin Tin Hai, dai due tecnici di volo, due addetti alle comunicazioni e otto fra steward e hostess, tutti giovanissimi e sorridenti (come si confà in queste situazioni), che indossavano delle castigate e anonime uniformi, all’infuori delle insegne dell’aviazione cinese.

Oltre alle medaglie a ricordo dell’evento storico, da parte della comunità cinese a Torino, all’equipaggio sono stati offerti dei fiori, per suggellare il piacevole incontro.

Nella stessa serata, terminate le formalità di rito, i 140 turisti italiani, metà donne e metà uomini, dall’età tra i 50 ed i 70 anni (il più anziano ne aveva 76), si sono imbarcati tra gli applausi dei presenti, sul grosso quadrigetto, con destinazione Pechino.   Il soggiorno cinese della durata di 15 giorni, ha dato la possibilità ai turisti italiani di visitare importanti località cinesi, a quel tempo del tutto o quasi sconosciute.

Il volo di oltre 13.000 chilometri, durava circa 15 ore, con scali tecnici a Bucarest e Umruchi, importante base aerea militare del Sikiang, Cina occidentale, che per l’occasione venne aperta ai voli commerciali.

A questo primo volo ne seguirono alcuni altri nel corso dell’estate con notevole successo, tanto da convincere il tour operator a ripetere l’iniziativa l’anno successivo.

Così nel 1979 la Sagat, la società di gestione dell’aeroporto torinese, emanava un comunicato dove annunciava l’effettuazione di ben sei voli charter con destinazione Pechino con la novità dell’apertura dell’aeroporto di Hang-Chow anche al traffico internazionale, normalmente impiegato solo per i voli interni.

Purtroppo le cose non andarono come previsto, ed il primo ottobre venne effettuato l’unico volo “charter” italiano diretto Torino-Pechino, impiegando sempre un Boeing 707 della CAAC.

Anche in questa occasione, oltre ai dirigenti e personale della Sagat, numerose le autorità presenti, che hanno omaggiato l’equipaggio dell’aereo con fiori e medaglie queste ultime appositamente fatte coniare da Stefano Chiaraviglio.   Le medaglie erano una copia di quella prodotta nel 1945-46 dalle formazioni partigiane, la cui matrice venne alla luce casualmente rovistando nell’archivio della ditta torinese che le aveva coniate.   Riprodotte in una ventina di copie, sono state donate all’equipaggio dell’aereo, dal presidente del collegio sindacale della Sagat, Antonio Altamura, che le consegnò in segno di gratitudine insieme ad alcuni volumi sulla storia di Torino.

Il velivolo della compagnia di bandiera cinese, dopo le solite fotografie ricordo, è decollato dall’aeroporto di Caselle alle ore 11,30 per iniziare il suo lungo volo verso il Paese del dragone, con a bordo 141 passeggeri, tra cui 58 dipendenti della Pirelli, soci del Touring Club ed il presidente del Consiglio regionale valdostano Giulio Dolchi.   Durata del soggiorno, 17 giorni ad un costo medio di un  milione e mezzo di lire; il tour cinese consisteva nel visitare Pechino, Tientsin, Hang-Chow, Wu-shi, Nanchino, Soochow, Shangai.   Questa volta la durata del volo con scalo tecnico a Teheran, è stato di 11,30 ore.

Per varie ragioni questo è stato l’ultimo volo diretto con la Cina da Caselle e per diverso tempo anche dall’Italia.   I voli riprenderanno in seguito da Roma Fiumicino.

Per il nostro scalo è stata una grande, e per ora unica, opportunità di poter effettuare un volo diretto con la grande nazione cinese, questo grazie a Stefano Chiaraviglio, definito da molti come padre del primo “charter” italiano.

Foto 2: Il Boeing 707 della CAAC poco prima della partenza

 

Foto 3: L’equipaggio del B.707 il 2 ottobre 1979. Al centro Stefano Chiaraviglio (foto Mistral Tour)

 

Ponte del 1° maggio da Caselle all’Islanda

Venerdì 27 aprile è partito da Caselle per Keflavik, un volo charter senza scalo effettuato dalla compagnia di bandiera islandese, Icelandair.

Per l’occasione è stato impiegato il bireattore Boeing 757-200 matricola TF-FIU, “Hekla Aurora”, nella speciale livrea che rappresenta l’aurora boreale, evento naturale ben visibile a quelle latitudini.   “Hekla” è un nome di donna assai diffuso in Islanda ed anche il nome di uno dei vulcani più conosciuti dell’isola.

La parte inferiore della fusoliera del “757” raffigura la selvaggia terra islandese mentre la parte superiore è dipinta nei colori e sfumature dell’aurora boreale: all’interno l’aereo è illuminato con i “led” che con le loro luci variopinte fanno rivivere ai passeggeri la bellezza dell’aurora boreale.

L’aereo è diventato il simbolo della Icelandair ed il portabandiera di questa grande isola circondata da un mare gelido e burrascoso, piena di fascino per le sue crude bellezze naturali.

Il viaggio organizzato è durato cinque giorni, dal 27 aprile al 1° maggio, con escursioni nelle zone più caratteristiche dell’Isola, come il vulcano Eyjafjallajokull  (per noi quasi impronunciabile), che ci ricorda la terribile eruzione di alcuni anni or sono, le cascate e sorgenti di acqua calda, la famosa area termale di Blue Lagoon (vicino all’aeroporto), la cascata Seljalandfoss (circa 400 metri), la zona dei Geyser, il ghiacciaio Vatnajokull, e naturalmente la capitale Reykjavik.

Le tariffe a partire da 575 euro per il solo viaggio fino a 1.950 euro a persona, in base ai vari pacchetti dei tour operator, con o senza auto.

Un viaggio che vale la spesa per ammirare il sole che non tramonta mai, e le bellezze selvagge di questa grande isola dal gelido nome: Iceland, terra di ghiaccio.

Foto 4: Il Boeing 757 “Hekla Aurora” in partenza per l’Islanda il 27 aprile

 

 

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