A tu per tu con il notaio

Continuano a giungere in redazione quesiti da porre al nostro notaio.

Il dottor Gabriele Naddeo questa volta ha così risposto.

Vorrei acquistare casa. Ho iniziato a cercarla tra gli annunci immobiliari pubblicati su internet. I più appetibili, almeno per il mio budget, sono quelli messi all’asta. Quali procedure bisogna seguire per poterseli aggiudicare? La tassazione è più bassa? Si rischiano delle truffe?
Solitamente le aste immobiliari sono di carattere giudiziario. La procedura, pertanto, sarà quella dettata, oltre che dalle norme vigenti in materia, anche dal giudice competente (ossia giudice delle esecuzioni). Bisognerà prendere contatto con il tribunale ovvero, se indicato, con il “professionista delegato”, il quale gestisce la raccolta delle offerte e la successiva assegnazione del bene immobile. Il tutto si conclude con il decreto di trasferimento. La tassazione è la medesima di una qualsiasi compravendita: a seconda dei casi, si pagheranno le tasse come prima o seconda casa. Non si rischiano truffe con riguardo alla libertà giuridica dell’immobile: è situazione costante che un immobile venduto all’asta, sia stato oggetto di ipoteche o pignoramenti. È altrettanto vero che il Giudice, con il decreto di trasferimento, ordina la cancellazione di tutte le formalità pregiudizievoli. Certo, dal punto di vista relativo allo stato dell’immobile, non sempre è agevole visitarlo e, pertanto, dopo che l’acquirente si è aggiudicato il cespite all’asta, il debitore esecutato (il padrone di casa) può, per esempio, finanche rovinare le mura domestiche, con tutto quel che ne consegue.

Ho ereditato una piccola somma dai miei genitori. È necessario presentare la denuncia di successione?
Buongiorno. Non è necessario presentare la Denuncia di Successione qualora eredi siano, il coniuge ovvero i figli e nell’asse ereditario ci sia un patrimonio non superiore ad euro 100.000,00. Il tutto a condizione che il defunto non abbia lasciato dei beni immobili. Nel caso del lettore, pertanto, non sarà necessario presentare la denuncia di successione. Basterà compilare la cosiddetta dichiarazione di esonero, per poter ottenere la liberazione delle somme.

Mio padre era socio di una piccola azienda metalmeccanica. È venuto a mancare. Le sue quote sociali passano a noi parenti? Bisogna andare dal notaio? Purtroppo l’azienda non naviga in acque tranquille e non vorremmo accollarci dei debiti.
La sorte delle quote societarie dipende da quello che è scritto nei patti sociali. Se nulla è stato disciplinato si applica il dettato dell’articolo 2284 del Codice Civile (presuppongo si tratti di società di persone), il quale di fatto fornisce tre opzioni ai soci superstiti. La prima: liquidare il valore effettivo della quota agli eredi che non entrano in società. La seconda: offrire agli eredi del socio defunto, di entrare in società. La terza: sciogliere la società, liquidando tutti i creditori, tra cui i medesimi eredi del defunto. In tutti i casi sopra descritti, andando ad incidere sui Patti sociali, bisognerà stipulare un atto modificativo della società dal Notaio. Se si trattasse di società di capitali (srl o spa), le quote invece avrebbero la medesima sorte di un qualsiasi bene ed entrerebbero in eredità, con ingresso degli eredi in società; il tutto salvo pattuizioni particolari. Se vi sono debiti e non si vuole il rischio di doverli pagare, sarà sufficiente rinunciare all’eredità; se, al contrario, non si è sicuri del rapporto debiti-crediti ereditari, si potrà accettare con beneficio di inventario. In tal caso si dovrà seguire una procedura delicata e costosa per la quale sarà opportuno essere seguiti da debiti professionisti.

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