A tu per tu con il notaioAnche durante le vacanze sono giunti in redazione alcuni quesiti per il nostro notaio, il dottor Gabriele Naddeo, il quale ha così risposto.

Vorrei donare una casa di mia proprietà a mia figlia, ancora minorenne. È possibile farlo? Che tipo di aliquota si applica?
Il lettore potrà certamente donare la casa alla piccola figlia. Il fatto che sia minorenne comporta l’esigenza di ottenere un’autorizzazione che, verosimilmente, dovrà rilasciare il Giudice Tutelare presso il competente Tribunale. Nel caso di genitore che dona al figlio, si prospetta il problema di chi debba essere autorizzato. Non il genitore donante per conflitto di interessi e perché assumerebbe la doppia qualifica di donante-donatario. Alcuni autori propendono per l’altro genitore; altri tuttavia sostengono di no perché l’altro genitore, solitamente coniugato con il donante, avrebbe l’interesse contrario alla donazione perché lesiva dei suoi diritti ereditari. Secondo questi autori, pertanto, dovrebbe chiedersi la nomina di un curatore speciale che, a sua volta, dovrebbe domandare la debita autorizzazione ad accettare la donazione. Come aliquota, bisogna distinguere: per quanto riguarda la imposta di donazione, fino al valore di un milione di euro, non si paga; verranno invece pagate le tasse di trascrizione, l’imposta di bollo e le imposte ipotecaria e catastale. Queste ultime due potranno essere fisse (200€+200€) se la donataria potrà usufruire delle agevolazioni prima casa; se invece, la parte donataria non potrà sfruttare le agevolazioni prima casa, le imposte saranno del 3% sul valore di quanto donato.

Cosa si intende per rispetto delle distanze legali, me lo può spiegare? Grazie
Per il rispetto delle distanze legali, il fatto che ci sia una strada che attraversi il confine non preclude la loro applicazione. Sul punto la Cassazione: ordinanza 8 maggio 2018, n. 11011, sez. VI – 2 civile – Anche la presenza di una striscia di proprietà aliena tra due costruzioni poste a distanza inferiore a quella minima, non preclude la possibilità di invocare il rispetto delle distanze in questione, sebbene con l’adozione di opportuni accorgimenti al fine di ripartire equamente l’onere del rispetto delle distanze, alla luce dell’esistenza del fondo alieno interposto.

Egregio notaio, il fondo patrimoniale mi tutela in ogni caso?
Ormai è sempre più costante l’orientamento della giurisprudenza per cui, con gli atti cosiddetti segregativi, quali ad esempio fondo patrimoniale, trust o vincolo di destinazione, il soggetto debitore non può proteggere i propri beni da debiti già contratti. Da ultimo, la Cassazione che, con ordinanza 14 marzo 2018, n. 6248, sez. I civile, conferma essere legittima l’azione revocatoria della banca se con il fondo patrimoniale il garante dispone dell’intero patrimonio immobiliare e pregiudica l’istituto in favore del quale poco prima dell’atto ha rilasciato una fideiussione.

Con quale criterio si possono assegnare i posti auto in proprietà in un condominio?
Nel caso di assegnazione in proprietà di posti auto condominiali, andando ad incidere su diritti personali dei singoli condomini, corrispondenti ai millesimi di comproprietà, sarà necessaria l’umanità dei consensi. Sul punto di recente si è pronunciata la Corte di Cassazione con la recente sentenza del 30 marzo 2018, n. 8014, sez. II civile. È stato infatti deciso che l’assemblea di condominio non può adottare delibere che, nel predeterminare ed assegnare le aree destinate a parcheggio delle automobili, incidano sui diritti individuali di proprietà esclusiva di uno dei condomini, dovendosi tali delibere qualificare nulle.

Dottore, cos’è un compromesso?
Il compromesso, o più correttamente “contratto preliminare”, altro non è che l’assunzione dell’obbligo a concludere il contratto definitivo. La Corte di Cassazione, sul punto è stata molto chiara con l’ordinanza 14 marzo 2018, n. 6223, sez. II civile. Per la Corte, infatti, nel caso in cui le parti, dopo avere stipulato un contratto preliminare, abbiano stipulato il contratto definitivo, quest’ultimo costituisce l’unica fonte dei diritti e delle obbligazioni inerenti al negozio voluto; il contratto preliminare, pertanto, resta superato dal definitivo, a meno che le parti stesse non abbiano voluto che la sua disciplina sopravviva.

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