In bassa valle si percorre la strada statale SS26 della Valle d’Aosta per raggiungere Donnas (320m s.l.m.) situato sulla riva sinistra del fiume Dora Baltea. Il comune si estende sui due versanti della valle fra terrazzi coltivati a patate e mais e fra vigneti per la coltivazione di vitigni tra cui il Nebbiolo Picotendro, Neyret e gli autoctoni Vien de Nus e Fumin. Per il suo clima mite ed asciutto è detta la “Nizza della Valle d’Aosta”, testimonianza di questa particolarità sono la presenza di alberi non comuni a questa latitudine come palme, mimose, agavi e pini marittimi. Proseguendo sulla SS26 che nel tratto comunale si identifica come via Roma, alla destra appena superato il numero civico 89 si trova la via Janin dove si svolta per risalirla fino al termine in località Rovarey (350m s.l.m.) nei pressi dell’area a parcheggio gratuito.
Lasciata l’auto l’escursione inizia con il percorrere in direzione ovest la via Rovarey fino al punto di incontro con la via Caresani che si lascia alla sinistra. Proseguendo a destra si sale per qualche altra decina di metri raggiungendo l’imbocco dell’Alta Via n°1 itinerario trekking della Valle d’Aosta, inizialmente mulattiera diverrà poi sentiero alquanto ripido nel bosco per giungere alla frazione di Bondon (513m s.l.m.). Superata la cappella dedicata allo “Sposalizio della Vergine”, un breve tratto di asfalto poi nuovamente sul n°1 fino ad un bivio dove si trova l’oratorio di Croix-de-la Pioles (665m s.l.m) costituito da due edicole poste affacciate ai lati del sentiero unite da un tetto in lose. Al bivio si sale alla sinistra seguendo il n°8 che in breve raggiunge in frazione Piole (664m s.l.m.) lo sterrato n°6a da percorrere per circa ottocento metri in direzione ONO per imboccare a destra il n°6. Sul suo percorso si giunge ad una balza rocciosa superabile per mezzo di un’ardita scalinata verticale, realizzata con abilità e perizia nel sovrapporre pietra su pietra che permette al sentiero di proseguire su di una panoramica balconata alta alle spalle del borgo di Bard. Luogo fortificato fin da tempi remoti difronte allo sbocco della valle di Champorcher, appartenuto ai Signori di Bard i quali attorno all’anno 1000 edificarono sullo sperone roccioso che sbarra la valle un primo castello. Successivamente il borgo divenne proprietà dei Duca di Savoia.

I successori di Amedeo IV di Savoia ne fecero una vera fortezza verso la fine del XV secolo. Nel 1800 gli Austro-Piemontesi circondati e bersagliati dal fuoco delle truppe napoleoniche posizionate sulle alture di Albard furono costretti ad asserragliarsi nella fortezza dove si opposero alle richieste di resa. Solo dopo dodici giorni d’assedio capitolarono al nemico, con l’onore delle armi. Il forte, smantellato per ordine di Napoleone indispettito dalla resistenza degli asseragliati, fu ricostruito nella forma attuale nel 1830. Il sentiero prosegue in direzione nord per sbucare nella soleggiata conca dove sorge il villaggio di Verale (1226m s.l.m.) (155′). Nonostante lo stato di abbandono, il restauro della cappella del 1753 dedicata alla “Trasfigurazione di Nostro Signore” (festa il 6 di agosto), di alcune delle vetuste case ed il rimaneggiamento del forno comunitario per opera di privati e dell’Associazione “Amici del Verale” sono segni evidenti della volontrà di riqualificazione dell’intero villaggio. Effettuiamo il rientro ripercorrendo il tratto del sentiero n°6 che dal villaggio scende ad immettersi sullo sterrato n°6a percorso all’andata, si svolta a destra diretti ad Albard (614m s.l.m.), Chenail (528m s.l.m.), Artada (426m s.l.m.) concludendo a Rovarey la giornata di svago, appagati dal percorso e dalle vedute panoramiche sul fondo valle e sulle bianche cime svettanti sul versante opposto. (140′).

Cartografia: ed. MU carta della Valle Dora Baltea n°02.

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