L’An-124-100 atterrato a Caselle

aerei_e_dIntorniWEBIl 19 marzo è arrivato all’aeroporto di Caselle, proveniente dalla Russia, l’Antonov An-124-100 della Volga Dnepr con un carico del tutto particolare. Nella sua capiente stiva diversi grossi contenitori, contenenti la piattaforma “Kazachok” e svariati componenti strutturali, destinati alla prossima missione di ExoMars su Marte prevista nel 2020.

Il nome della piattaforma Kazachok è stato annunciato dal Russian State Space Corporation Roscosmos, che significa letteralmente “piccolo cosacco”, una famosa danza della grande nazione.

Il grosso contenitore della piattaforma Kazachok durante le fasi di scarico

Questo importante “pezzo”, appena scaricato è stato trasferito negli stabilimenti della Thales Alenia Space di Torino, dove avverrà l’assemblaggio finale prima di essere sottoposto a vari test di controllo, prima di essere inviato con il suo prezioso carico verso Marte.

Come più volte riportato su questo giornale, il programma ExoMars, è una partnership tra l’ESA e la Roskosmos che comprende due missioni su Marte.

Nella prima, quella del 2016, è stato messo in orbita ellittica attorno al pianeta rosso, il modulo principale Trace Gas Orbiter (TGO), che continua la sua missione esaminando anche l’atmosfera marziana. Nella seconda spedizione del prossimo anno (inizialmente programmata per il 2018 e poi rimandata), verrà inviato il rover semovente per perlustrare la superficie del pianeta che sarà gestito tramite il TGO.

Il rover è stato titolato a Rosalind Franklin, in onore della famosa scienziata che ha dato un contributo fondamentale negli studi della struttura del DNA.

Quindi “Kazachok” sarà il portatore di “Rosalind” che dopo “l’ammartaggio” lascerà la piattaforma per muoversi lentamente sul terreno di Marte iniziando le ricerche scientifiche per studiare l’atmosfera, il clima, le radiazioni e, cosa forse principale, analizzare il terreno in cerca della tanto agognata acqua.

Oltre a questo trasporto eccezionale nei prossimi mesi sono attesi ulteriori componenti, compresi equipaggiamenti avionici, moduli per il rover, protezioni termiche destinate sempre alla piattaforma. Alla fine dei collaudi tutto questo prezioso “carico” sarà inviato al cosmodromo di Baikonur per la spedizione su Marte.

Nel frattempo il Trace Gas Orbiter, che è arrivato al Pianeta Rosso nell’ottobre del 2016 nell’ambito della missione congiunta ESA-Roscosmos ExoMars, ha inviato una serie di dati molto importanti per la successiva spedizione del prossimo anno.

Questo grazie all’utilizzo di strumenti che vedono il fondamentale contributo italiano, sia scientifico sia industriale, con la Thales Alenia Space Italia capofila della progettazione di entrambe le missioni di ExoMars supportate dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

Gli argomenti principali delle ricerche riguardano in modo particolare la presenza di metano nell’atmosfera del Pianeta Rosso nonché le analisi delle polveri sospese, anche perché a quanto pare secondo le varie latitudini la concentrazione di metano si presenta non del tutto omogeneo.

Il metano potrebbe essere prodotto all’interno di Marte per poi fuoriuscire nell’atmosfera solo in certe zone dove esistono delle faglie e fratture nelle rocce, come avviene anche sulla Terra, quindi per gli scienziati lo studio del gas è di estrema importanza in quanto può essere un sottoprodotto di antichi processi biologici.

Il TGO in orbita attorno a Marte mentre analizza l’atmosfera

Il TGO, che oggi orbita ad una altezza circolare di 400 km, sta inviando dati molto interessanti in special modo sulla tempesta di sabbia del 2018 che ha recentemente avvolto Marte, e che ha messo fuori uso il rover Opportunity della NASA mentre monitorava gli effetti dell’aumento della polvere sul vapore acqueo atmosferico.

La misura del profilo verticale dell’acqua in condizioni di tempesta di polvere globale ha permesso di determinare gli effetti del riscaldamento atmosferico sulla distribuzione del vapore acqueo.

Sfruttando la parziale occultazione del sole da parte delle polveri, gli strumenti di bordo hanno ottenuto con maggior precisione la composizione chimica dell’atmosfera marziana.

Per capire la storia dell’acqua su Marte, il rilevatore di neutrone del TGO, denominato FREND, sta elaborando una mappa della distribuzione dell’idrogeno nel primo metro del sottosuolo. L’idrogeno significa presenza di acqua, poiché è uno dei costituenti della molecola dell’acqua, ed è in grado di indicare l’acqua che viene assorbita nella superficie ed anche eventuali minerali formatisi in presenza del prezioso liquido. Tutto ciò sarà molto utile per le future spedizioni umane.

Un grande lavoro svolto anche da parte dei tecnici e scienziati della Thales Alenia Space torinese.

Nuova versione antincendio del C-27J Spartan

Il C-27J antincendio in un rendering

Alla sedicesima edizione del salone Aerial Firefighting Europe di Nimes, nel sud della Francia, che si è svolto il 19 e 20 marzo, la società Leonardo ha presentato in anteprima la nuova configurazione antincendio del C-27J Spartan.

Il velivolo sarà equipaggiato con il sistema della Simplex Aerospace, che può essere facilmente installato e rimosso dai membri dell’equipaggio in circa 60-90 minuti, attraverso la rampa di carico posteriore e senza alcuna significativa modifica strutturale dell’aereo.

Il serbatoio principale avrà una capacità di carico massima di 10.600 litri a cui si possono aggiungere 568 litri di liquido ritardante.

In aggiunta al sistema Simplex, la Leonardo Velivoli sta studiando e sperimentando, insieme al consorzio europeo SCODEV, una ulteriore e innovativa soluzione che prevede la possibilità di riempire il serbatoio volando su un breve tratto di mare o di lago, oppure sul corso di un fiume, senza dover rientrare alla base per il rifornimento dell’acqua.

Un sistema simile o quello impiegato dall’elicottero Erickson S-64F, che prevede un sistema aspirante per caricare l’acqua in modo sicuro a poche decine di metri di altezza.

Il G.222 nella versione antincendio

Ricordiamo che già nel lontano 1976 l’Aeritalia aveva sperimentato, con uno dei prototipi del G.222 (il predecessore del C-27J), il sistema antincendio SAMA (Sistema Aeronautico Modulare Antincendio) della Food Machinery Corporation, sviluppato in forma ridotta dal Modular Airborne Firefighting System (MAFFS).

Questo impianto aveva una capacità di circa 6.300 litri contro le quasi undici tonnellate del C-27J, ed i primi G.222 così modificati (si parla di almeno cinque esemplari) iniziarono le prove operative a partire dal mese di maggio del 1981. Vennero impiegati per alcuni anni principalmente dalla 46^ Aerobrigata di Pisa ma anche sperimentati dallo RSV di Pratica di Mare.

Sul G.222 il sistema di scarico dei liquidi avveniva tramite due condotti che sporgevano dal portellone di carico posteriore, mentre sul C-27J il liquido viene svuotato attraverso due bocche di scarico posti ai lati della fusoliera, che consente di mantenere la pressurizzazione in cabina, salvaguardando l’effetto corrosione dovuto al liquido ritardante.

La nuova configurazione antincendio rappresenta una delle tante soluzioni opzionali che possono essere adottate dai clienti del C-27J, caratterizzato ora da una avionica aggiornata predisposta ai requisiti della prossima generazione del controllo del traffico aereo.

Bye bye Lufthansa

Con l’entrata in vigore dell’orario estivo 2019, a fine marzo, l’aeroporto di Caselle non è più collegato da una grande compagnia aerea, storica per Caselle, la tedesca Lufthansa.

Il Boeing 737 della Lufthansa a Caselle il 1° aprile 1971

Era il 1° aprile 1971, quando venne inaugurato il primo volo di linea diretto Torino-Francoforte da parte della Lufthansa, con il bireattore Boeing 737-130, matricola D-ABEW, e da allora la compagnia tedesca non è mai mancata sul nostro scalo.

Comunque non si è creato un vuoto nei collegamenti e, al posto della prestigiosa compagnia tedesca, i servizi di linea con la Germania sono ora completamente operati dall’italiana Air Dolomiti, che fa parte al 100% del Gruppo Lufthansa.

Un Airbus A320 VIP a Caselle

L’Airbus ACJ 320 (A6-EHJ) degli Emirati Arabi
L’Airbus ACJ 320 (A6-EHJ) degli Emirati Arabi

Il 2 maggio è atterrato a Caselle l’Airbus ACJ320-232 Prestige, con a bordo sua altezza Sheikh bin Muhammad Al Quasimi, “illuminato” sultano di Sharjah, città che è considerata la capitale culturale degli Emirati Arabi, e che quest’anno è anche la Capitale Mondiale Unesco del Libro.
Lo sceicco, che si è fermato a Torino per alcuni giorni, è venuto nel capoluogo piemontese come ospite d’onore del Salone del Libro.

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