Come nasce un’idea, un progetto, o meglio, un desiderio?

Da un’immagine, da un racconto, da una pubblicità…

Inizia a galleggiare prima nel subconscio, poi prende forma e via via si inizia a pensare il modo per realizzarla e qui, se ci si crede, è il momento del paradigma “volere è potere”.

La realizzazione di qualcosa spesso è l’intensità con la quale ci pensiamo, l’organizzazione del percorso per raggiungerla: quanto ci crediamo, o meglio quanto crediamo sia importante.

Ognuno, o perlomeno molti, hanno una lista dei desideri, che può comprendere una serie infinita di oggetti, cose o realizzazione di desideri… Non esiste una hit parade, per ognuno è la rappresentazione nella realtà dei propri sogni. Nei miei – sono molto curiosa – è la scoperta di quello che in religione si chiama creato e nel profano si definisce il mondo. La mia lista dei desideri è un elenco di luoghi che vorrei visitare, un elenco molto flessibile, che spesso viene sovvertito, in base alle occasioni ed alle opportunità. Comprende luoghi molto diversi tra di loro, hanno in comune la scoperta di paesaggi, costumi, stili culinari; il filo conduttore è portare a casa ricordi e sensazioni legati al visto, al mangiato e alle persone incontrate. Diventeranno fotografie, indispensabili perché con il passare degli anni le immagini tendono a sovrapporsi e purtroppo a dimenticare. Il piacere della conoscenza delle persone incontrate, in modo casuale, in una meta comune, o durante il viaggio, spesso si trasforma in rapporti duraturi. La maggior parte delle persone che frequento le ho conosciute così: sono seguiti viaggi insieme, incontri di cucina, scelte di ristoranti. Sono gli intermezzi piacevoli di una quotidianità spesso pesante ed incerta. L’ultima meta raggiunta era in programma da anni, non molto lontana ma di ubicazione non facile: il parco di Keukenhof nella cittadina di Lisse in Olanda, il parco da fiori più grande al mondo che racchiude oltre 7 milioni di fiori da bulbo, piantati ogni anno. I giardini e le quattro serre offrono una fantastica collezione di tulipani, giacinti, narcisi, orchidee, rose, garofani, iris, gigli, hosta e molti altri fiori. I tulipani fioriscono da metà marzo a metà maggio, perciò il parco è aperto solo in tale periodo dell’anno. É la festa dei colori, una cromaticità perfetta, forse troppo, che rispecchia lo stile del territorio: piccoli villaggi simili a quelli delle favole, intercalati da canali che vengono usati per irrigazione, trasporto, turismo. L’utilizzo al massimo delle risorse da parte di un popolo operoso e rigoroso.

Anni fa un collega, sapendo della mia passione per la botanica, mi girò alcune immagini del parco che fu immediatamente inserito nella lista dei desideri. Keukenhof è vicino ad Amsterdam, una città da vedere e da apprezzare, unica nel suo genere, dai mille volti, percorsa da un dedalo di canali circondati da case pittoresche e originali, alcune storte, il tutto dovuto al fatto che le loro fondamenta poggiano sulla sabbia. Gli edifici di Amsterdam devono essere il più leggeri possibili, perché la città ha importanti problemi di fondazione. Il sottosuolo della città, a causa della presenza dell’acqua, risulta poco solido e paludoso. Il sottosuolo di Amsterdam consiste in 11 metri di torba soffice e argilla prima che arrivi il primo strato solido di sabbia. Le case antiche venivano costruite su pali di legno che col tempo e l’umidità sono diventati sempre meno robusti. Le case sono realizzate con i “fianchi legati” per mantenere un maggiore equilibrio ma se si trova una casa costruita senza il supporto di altri edifici lateralmente, l’inclinazione è ancora più evidente.

Per il resto l’Olanda è un paese di cose tutte dritte: le rotaie con le quali si spostano enormi serre di tulipani e altri bulbi; i canali che la percorrono, fittissimi: una rete o meglio una ragnatela. I vivai sono enormi, delle piccole città, ci si sposta al loro interno con piccole imbarcazioni, l’offerta è vastissima, alta qualità e varietà infinite, alcune insolite per il clima e la geolocalizzazione.

Al ritorno a Caselle, ci aspettano aree verdi che di verde hanno fogliame, erba alta e fiori in sofferenza o che hanno appena finito di soffrire, strade… “alla Svizzera”, nel senso dei buchi, alberi con rami che toccano il selciato… Ahimè, pare non ci sia margine di cambiamento!

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