Risalendo la SP32 raggiungiamo in Valle Viù il comune di Lemie (957m s.l.m.) all’imbocco del vallone del Rio d’Ovarda. Sovrastato a nord ovest dalla piramide della Torre d’Ovarda (3075 m), è posizionato su di un promontorio ricco di faggi e castagni alto sulla sponda sinistra della Stura.
In vista delle prime case, alla destra all’altezza della strada per Villaretti, Costa, ecc. (in loco, le indicazioni stradali) scendiamo sul lato opposto per usufruire dell’ampio parcheggio.
Si inizia il cammino in direzione del centro paese, superata di circa cento metri la Piazza Don Girardi, alla destra presso il lavatoio imbocchiamo la vecchia mulattiera per Villaretti.
A pochi passi dall’inizio una breve digressione alla sinistra porta ad ammirare la spumeggiante cascata del Rio d’Ovarda. Ritornati sulla mulattiera, intersecata un paio di volte la carrozzabile, raggiungiamo Villaretti (1147m s.l.m.), superate le case al primo bivio si devia a sinistra. Seguiranno il guado di un piccolo rio, una breve salita e successiva discesa al ponticello per l’attraversamento del Rio d’Ovarda.
Rassicurati dai segnavia rosso-bianco si segue il percorso nel bosco superando a monte la frazione Inversigni (1236m s.l.m.) poi la Cappella di San Vito (XVII sec.) e la sua fresca fontana, poco più avanti ci immettiamo sulla sterrata proveniente da Chiandusseglio.
Se ne percorrono a sinistra alcune decine di metri fino ad imboccare il sentiero che a destra sale nel bosco, raggiungendo la frazione Grangetta (1308 m s.l.m.), una breve digressione a sinistra al panoramico Truc della Grangetta.
Nuovamente sulla via, l’incontro di una sorgente sgorgante dalla roccia è pretesto per segnare il passo. Alcuni istanti di fresco sollievo e nuovamente in cammino a raggiungere quanto rimane delle case di Ciampermà (1440m s.l.m.).
Il sentiero mai monotono, di circa tredici chilometri ad anello compiuto, registrerà un guadagno/perdita in elevazione di +1016 – 1018 metri, raggiungendo come elevazione massima la quota di 1456m s.l.m. appena oltre queste ultime case.
Prossimo al giro di boa, ad eccezione di alcuni strappetti, il percorso inizia a perdere quota raggiungendo lo sterrato diretto alla cappella di San Desiderio (1316m s.l.m.).
Già citata in un documento del 1168, è la più antica della Valle di Viù e probabilmente la prima parrocchia di Usseglio. Non priva di leggenda popolare, la quale racconta di una pastorella che aggredita da tre bruti si rifugiò nella cappella facendo voto al santo e alla Vergine che dalla cappella non sarebbe più uscita né viva né morta. Tanto durò l’assedio dei bruti che la poveretta perì. Pare che ogni tentativo dei paesani fu vano a dare sepoltura alla salma all’esterno delle sacre mura, impedita dallo scatenarsi di terrificanti tempeste e bufere ad ogni tentativo.
Nei pressi della cappella fu ritrovata nel 1850 una stele di epoca romana dove è inciso il ringraziamento dedicato a Giove da parte di Claudio Casto, guerriero dell’impero, per la protezione avuta durante i ventisei anni serviti nelle campagne militari di Roma. La stele, nel passato collocata sul lato destro della facciata ai piedi della finestrella, in tempi recenti è stata trasferita al Museo Civico “Tazzetti” di Usseglio.
Lasciata la cappella seguiamo la sterrata fino a Piazzette dove merita la visita alla sua chiesa dedicata a San Vito. Nell’interno, di impostazione barocca, è esposto alla base dell’altare un dipinto raffigurante l’Ostensione della Sindone ai Santi Borromeo e Francesco di Sales.
Dalla frazione proseguiamo sulla SP32 per circa un chilometro verso valle fino al ponte sullo Stura per raggiungere, sulla sponda destra, la più tranquilla strada sterrata da seguire fino, ignorando un paio di deviazioni a destra, al prossimo ponte che immette nuovamente sulla strada provinciale nei pressi del santuario della Madonna degli Olmetti, costruita nel 1721 a ringraziamento per una guarigione miracolosa.
Anche a questo luogo la fantasia popolare ha attribuito la sua tradizionale leggenda la quale narra dell’inverosimile processione dei morti che alla ricorrenza della natività di Maria, nella notte dell’otto settembre, attraversavano il vecchio ponte di legno per raggiungere il santuario. Il ponte che attraversiamo è nuovo, svoltiamo a destra sulla provinciale per terminare l’escursione in circa due chilometri raggiungendo prima Chiandusseglio e poi Lemie.

Cartografia: ed. Fraternali 1:25 000 Valli di Lanzo n°08

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