Le Cascate del Rutor, il rifugio Alberto Deffeyes, il ghiacciaio del Rutor, le pinete, il rigoglioso sottobosco, i prati in fiore, i laghi, valgono indubbiamente una partenza di prima mattina per godere della gita giornaliera più ore possibili di questa magnificenza. Percorriamo l’autostrada A5 della Valle d’Aosta sino al casello di Morgex. Proseguiamo sulla SS26 per raggiungere Prè St. Didiere, lasciamo il corso della Dora Baltea per risalire continuando alla sinistra sulla SS26 il corso della Dora di Verney sino alla confluenza del torrente Rutor dove è situato La Thuile (1441 m), centro di villeggiatura estiva e sport invernali. Andiamo a sinistra in direzione di Villaret e in dieci minuti raggiungiamo il villaggio di La Joux (1607 m), parcheggiamo l’auto sullo spiazzo apposito alla destra della strada a poche decine di metri prima del bar – ristorante. In questo intervallo di spazio imbocchiamo alla nostra sinistra il sentiero identificato dal segnavia triangolare dell’Alta Via n°2. Un breve tratto iniziale porta ad un ponte di legno che permette l’attraversamento del torrente Rutor e ad iniziare la salita nel bosco.
A quota 1700 metri la prima cascata. Dal punto panoramico osserviamo con dissimulata ansia la forza e la rabbia esibita dal torrente nel districarsi dal suo costrittivo alveo nella corsa verso il piano. Sempre immersi nel bosco raggiungiamo un tratto di terreno aperto incontrando la baita Parcet (1772 m). Rientriamo nel bosco per affrontare i tornanti che salgono ai milleottocento metri della seconda cascata, poi ai duemila metri sino al bivio che alla destra si dirige in circa quattro minuti alla terza cascata dove ci attende uno spettacolo mozzafiato dal centro della passerella metallica che unisce le due sponde del torrente. Cascate di impressionanti masse d’acqua che precipitano dagli sbalzi rocciosi in modo tumultuoso e spumeggiante. L’acqua nebulizzata nel compiere il notevole salto assicura, se stagione, un gradito refrigerio ma dissuade dall’avventurarsi oltre sui massi resi estremamente scivolosi.
Ritorniamo al sentiero principale per salire al Lac du Glacier (2145 m) situato sul verde pianoro dell’incantevole Plan de la Liere, puntinato da eriofori, achillee, arnica, orchidee selvatiche… Un ponte di pietra costruito dalla brigata Aosta nel ’34 ci permette di passare sull’altra sponda dell’emissario del lago, di superare l’Alpage du Glacier e proseguire sul sentiero che dopo il riposante tratto piano ricomincia a salire superando tornanti e tratti a mezza costa per superare infine un modesto colle.
All’improvviso appare, a pochi minuti di distanza in ambiente stupendo sul limitare dell’ampio vallone che lo separa dalla parte terminale del ghiacciaio del Rutor, il rifugio Alberto Deffeys (2494m s.l.m.). La sua costruzione risale al 1953 in sostituzione del precedente Santa Margherita inaugurato nel 1887. L’attuale rifugio aperto da metà giugno a metà settembre è di proprietà del CAI di Aosta ed è dedicato a ricordo di un alpinista valdostano (1913-1953) insegnante di lettere, attivista politico per l’autonomismo della valle d’Aosta. Seppur il tempo stimato per giungere al rifugio è di circa tre ore, i tempi sono soggetti ad inevitabili variazioni in dipendenza dalla propria preparazione e di quanto tempo abbiamo dedicato alle soste contemplative. Bellissimo il ghiacciaio raggiungibile in un ora circa, il colpo d’occhio sul Monte Bianco a nord ovest, di fronte, a perforare la calotta ghiacciata, il Grand Assaly (3174 m).
Una breve passeggiata alle spalle del rifugio porta ad un rilievo a picco sul Lac d’en Bas e sul lago del Rutor dove è stata eretta nel XVII secolo la cappella dedicata a San Grato e a S. Margherita a richiesta di protezione dalle numerose inondazioni provocate dai laghi effimeri formatesi sul ghiacciaio.

Cartografia: IGC 1:50000 Il Parco Nazionale del Gran Paradiso

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