Con piacevole sorpresa scrivo di una rivista il cui tema principale è la filosofia. Non quella astratta dei sistemi descritti dalla filosofia teoretica ma quella applicata, che ci può fornire strumenti utili per dirimerci nelle situazioni di ogni giorno. Lo so, sembra (e lo è) un’opera pretenziosa, soprattutto alla luce del numero dei lettori effettivi rispetto alla totalità della popolazione. La rivista “Vivere con filosofia”, a cadenza bimensile, è appena stata pubblicata da Sprea Editori e già dal sottotitolo “Pensieri grandi e piccoli per il quotidiano” conferma la sua inclinazione pratica. Nell’opinione comune la filosofia viene, erroneamente, considerata come una disciplina fine a sé stessa, legata al mondo dello studio e alla dialettica.

L’editoriale pone l’attenzione sulle domande che i grandi pensatori antichi e moderni si ponevano e che sono rimaste pressoché invariate nei secoli: da dove veniamo?, chi siamo?, dove andremo?

Ci si allena per qualsiasi attività sportiva in modo tale da avere un corpo in salute e il meno incline ai dolori fisici ma allenare la mente lo si fa poco e male. Invece è necessario allenarla così come fosse un muscolo e, ciò è possibile esercitandosi al ragionamento, alla logica e nella riflessione. Un precetto è evidente: in un mondo in cui gli stimoli e i ritmi diventano sempre meno umani, è opportuno fermarsi e ragionare. Leggere il pensiero di filosofi significa affrontare i temi che più ci riguardano da vicino: il rapporto con gli altri, con il mondo esterno e con quello interiore.

Il primo contributo tocca un argomento che coinvolge ogni individuo: il rapporto tra genitori e figli e, più in generale, tra giovani e vecchie generazioni. Questo rapporto ha fatto sorgere molto sovente contrasti tra due visioni opposte, più conservativa quella dei genitori e decisamente rivoluzionaria quella della gioventù. Si tratteggia un’essenziale storia del rapporto tra le generazioni, partendo dalla mitologia del mondo greco con la nascita di Crono, passando dall’autorità assoluta del pater familias nell’antica Roma e alla rivoluzione prodotta con l’avvento della società dei Lumi e terminando con la società liquida teorizzata dal filosofo polacco Zygmunt Bauman, dove la perdita delle ataviche sicurezze fa da contraltare ad una vita sempre più frenetica priva di punti di riferimento e determinata da un gruppo dominante.

Altro contributo interessante è quello che affronta il tema dell’età e più in generale della percezione del tempo. Come essa viene influenzata da aspetti esterni come l’età, lo stato di salute e lo stile di vita. Il pensatore francese Henri Bergson teorizzò per primo la relatività dello scorrere del tempo, definendo quello vero come interiore. “Al di fuori di me, nello spazio, c’è un’unica posizione della lancetta e del pendolo, perché delle posizioni passate non resta nulla. Dentro di me si svolge un processo di organizzazione di muta compenetrazione di fatti di coscienza, che costituisce la vera durata”. Margherita Hack definiva la comprensione del tempo solo grazie alla sua mutevolezza. Al fatto che si nasce, si invecchia, si muore. Al fatto che tutto cambia.

Più propriamente accademico è, invece, il contributo su Platone, nel quale in dieci macro argomenti si riassume il pensiero del filosofo ateniese. Il concetto, forse, che più lo rappresenta è quello delle Idee. Le Idee sono enti sovrasensibili, perfetti, autonomi e veri la cui origine è nell’iperuranio. Il mondo sensibile è solo una derivazione imperfetta, un riflesso sbiadito di questo mondo stabile che è l’Idea. La rappresentazione più conosciuta di questo concetto è quella del mito della caverna “L’oscura grotta rappresenta il mondo sensibile, limitato e pervaso dall’ignoranza. Al suo interno, gli uomini sono prigionieri in catene e non possono conoscere la vera esistenza degli uomini sulla strada: ne percepiscono solo l’ombra e l’eco delle voci, che scambiano per reali”. Platone ci invita a dedicarci allo studio delle arti, della matematica, della geometria e della dialettica, unica pratica che ci può aiutare a spezzare le catene dell’ignoranza.

Sono molti gli articoli suggestivi ed interessanti. Si scrive di Confucio, di come con la sua opera attiva, è riuscito a fondare lo stato etico in Cina. Si cerca di definire il termine intelligenza e quali siano i metodi per misurarla. Si parla di psicoanalisi, di sogni e di Marx. Si vuole riscoprire Max Stirner, intellettuale tedesco dimenticato.

La rivista termina con il ricordo di Emanuele Severino, uno dei più importanti filosofi italiani contemporanei, che ci ha lasciato lo scorso 17 gennaio. Per Severino la morte non è altro che un’uscita di scena, che ci consente di oltrepassare il senso di nulla.

Insomma una rivista varia ed intrigante, la cui lettura ci porta in viaggio attraverso il pensiero umano.

Claudio Bellezza

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