Il periodo delle grandi vacanze estive è ormai giunto al termine, e quest’anno sarà ricordato in modo particolare per via del Coronavirus, che come ben sappiamo ha colpito duramente il settore dei viaggi causando innumerevoli perdite in tutto il settore turistico e non solo. Mancate aperture di strutture alberghiere, licenziamenti, annullamenti in certi casi del 100% sulle prenotazioni, ed uno dei settori più colpiti è stato quello del mondo dell’aviazione: compagnie aeree ed aeroporti di tutto il mondo comprese tutte le attività ad esse inerenti, facendo precipitare il PIL a livelli mai raggiunti negli ultimi decenni. Perdite con cifre in calo da capogiro.

In questi mesi molti vettori hanno gettato la spugna, con il licenziamento di tutto il personale, altri vettori grazie agli aiuti di stato riescono a barcamenarsi alla meno peggio, comprese anche quelle aerolinee di primaria importanza come la tedesca Lufthansa, il Gruppo Air France-KLM, e guarda caso anche il nostro “operatore strategico” (come è stato definito da esponenti politici italiani) la malconcia ma sempreverde, Alitalia, tenuta in piedi dalle tasche degli italiani. In tutto questo marasma anche l’aeroporto di Caselle dalla metà di giugno, giorno dopo giorno, ha ripreso gradatamente alcuni collegamenti effettuati in pratica da quasi tutte le compagnie aeree presenti sullo scalo prima della sospensione dei voli a causa della chiusura delle frontiere per via della pandemia.

Tra le prime compagnie a riprendere i voli dal nostro scalo possiamo annoverare la Blue Air (dal 15 giugno su alcune rotte), la Air Dolomiti del Gruppo Lufthansa (il 15 giugno con Monaco di Baviera e il 16 con Francoforte). La KLM del Gruppo Air France-KLM è ritornata sulla importante rotta verso l’hub di Amsterdam, la Volotea verso le due isole maggiori e lidi balneari importanti, e così via quasi tutte le altre, come la Wizz Air, la Vueling, la British Airways e la Air France. Ricordiamo che anche durante il “lockdown”, Caselle è sempre stato aperto ed ha sempre mantenuto attivo il suo unico volo giornaliero con Roma effettuato dall’Alitalia.

Nel mese di luglio l’Assaeroporti ha stimato una perdita del traffico passeggeri in Italia di oltre 130 milioni, rispetto ai 200 milioni previsti quest’anno, un calo del 65%).

Rispetto al 2019 il traffico passeggeri ha riscontrato una contrazione del 99,3% ad aprile, del 98,7% a maggio e del 94,2% a giugno. Nel mese di luglio una lieve controtendenza con una leggera ripresa di +1,2 milioni di passeggeri rispetto al mese di giugno 2020.

Parlare in questo momento di un eventuale pieno recupero (sempre riferito al 2019) è prematuro ed un eventuale pareggio non è previsto prima del 2023-2024, salvo miracoli.

Da parte del nostro Governo si rendono necessari congrui interventi di sostegno diretto tramite un fondo a favore dei gestori aeroportuali, anche perché essendo un settore logistico molto importante non bisogna abbassare la guardia da nessuna parte, in primis sui controlli di chi parte e di chi arriva ma anche di tutto il personale che orbita sugli scali.

In campo europeo, secondo le stime dell’ACI Europe, a causa del Covid-19 il traffico sugli aeroporti del vecchio Continente, è stato devastante. Nei primi sei mesi si è registrato un calo del 64,2%, con un tracollo del 96,4% nel secondo trimestre, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tanto per fare un esempio, Londra Heathrow, che normalmente guida la classifica degli scali europei, è sceso all’undicesimo posto, con 350 mila passeggeri contro i 7,24 milioni del mese di giugno 2019, e Amsterdam Schiphol è sceso al settimo posto (era secondo) con 471.600 passeggeri, con un calo del 92,7%. Altri due importanti aeroporti europei hanno subito di pari passo, sempre riferito al mese di giugno, contrazioni a due cifre: Parigi Charles de Gaulle un meno 90,9% con 625.000 passeggeri e Francoforte, con solo 599.000 transiti pari ad un meno 90,9%.

Come si può notare prima di riprendersi da questi imponenti cali di traffico occorrerà attendere molti mesi, se non anni, anche perché bisogna nuovamente dare fiducia a chi vuol viaggiare in aereo (e non solo).

Nel mese di luglio con la ripresa graduale dei voli, il traffico attraverso la rete europea è lievemente risalito registrando una flessione del 78% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Dall’inizio dell’anno la perdita del traffico passeggeri in Europa è stata di oltre 969 milioni, facendo registrare alle attività connesse dell’aviazione una perdita enorme sia in risorse umane, sia in quello monetario.

Colpite duramente anche le aziende produttrici di aeromobili che hanno visto assottigliarsi gli ordini e le consegne con spostamenti a date da definirsi. Molte compagnie hanno chiuso i battenti, altre attendono le sovvenzioni per ripartire, altre stanno convertendo i propri velivoli passeggeri in tutto merci o promiscuo: passeggeri e merci, aerei in questo ultimo caso definiti “combi”, per via della possibilità di trasportare entrambi su un unico mezzo.

Altri aerei, specialmente i grossi quadrigetti (come i Boeing 747, gli Airbus A380 e A340) sono stati accantonati nei cosidetti “cimiteri di aerei” (per poi essere tutti o quasi demoliti, anche se di costruzione recente). Il loro posto è stato preso dai più versatili e meno costosi B-777, B-787, A330 e A350, tutti con la formula bireattore.

Concludiamo con alcuni dati riguardanti il traffico di Caselle, che ripetiamo in questi mesi per fortuna non è stato tra i peggiori. Con la riapertura graduale dei voli, nel mese di luglio i passeggeri sono stati 128.377 contro i 334.751 del 2019 (-89,7%). Nel mese di giugno i passeggeri sono stati 23.969 contro i 332.445 del 2019 (-92,3%).

Ed ora bisognerà attendere cosa succederà nel periodo invernale con i charter della neve, quali e quanti saranno coloro che nonostante il Covid-19, avranno il piacere di assaporare le bellezze delle nostre Alpi.

I cento anni della KLM,“l’Olandese Volante”

Con questa terza parte concludiamo la storia della KLM, che sul prossimo numero sarà completata dalle vicende della compagnia sul nostro aeroporto.

Il 30 settembre del 2003 si ebbe la grande svolta in seno alla KLM con l’annuncio dell’unione con la compagnia di bandiera francese Air France, dando vita alla holding Air France-KLM, senza perdere i rispettivi marchi e indipendenza, anche se la compagnia francese manteneva una superiorità rispetto agli olandesi. A causa della caduta di traffico dovuto ai fatti terroristici dell’11 settembre, il consolidamento si concretizzò solo nel maggio del 2004, dando vita ad uno dei più importanti gruppi di compagnie aeree al mondo. Gli aeroporti di Parigi Charles de Gaulle e Amsterdam Schiphol, i rispettivi “hub”. La conseguenza fu lo scioglimento nel 2010, dopo 21 anni, dell’alleanza con la Northwest, che come visto in precedenza verrà incorporata nel colosso americano del trasporto aereo, la Delta Air Lines.

L’unione comportò un ridimensionamento di entrambe ottimizzando i servizi, la razionalità delle flotte anche cedendo una all’altra determinati velivoli come è successo ultimamente con i nuovi ordini ripartiti tra Airbus e Boeing: alla Air France gli A350 e alla KLM i B.787, che gradualmente vanno a sostituire i modelli più anziani.

Entrambe fanno parte dell’alleanza “Sky Team Airlines Alliance” nata nel 2000 di cui la compagnia francese fu tra le co-fondatrici, e di cui anche la nostra compagnia di bandiera Alitalia fa parte.

Anche la KLM CityHopper ha rinnovato la sua flotta, con l’entrata in servizio a partire dal 2014 dei nuovi Embraer 190 e 175, a cui è stata applicata una nuova e più moderna livrea, uguale ai colori sociali della casa madre. Nel frattempo l’aerolinea ha alienato tutti i Fokker, nel 2010 gli F50 biturboelica, poi i bireattori F100 (novembre 2012) e per ultimi gli F70 nel 2017, terminando così un sodalizio con l’ex costruttore olandese che durava da oltre ottanta anni.

Nel 2019 la KLM ha trasportato oltre 36 milioni di passeggeri e 700 mila tonnellate di merci con un network di quasi 100 città europee e 75 intercontinentali dando la possibilità di servire grazie all’alleanza Sky Team 1.100 destinazioni in 175 paesi.

Il gruppo KLM detiene anche la maggioranza di altre due compagnie olandesi, la Martinair e la low cost Transavia.

Purtroppo la grave pandemia Covid-19, che ha sconvolto il mondo intero, ha colpito anche il Gruppo Air France-KLM, decretando la messa a terra della quasi totalità della flotta con danni al momento attuale incalcolabili, anche se ultimamente si riscontra una leggera ripresa.

Il Gruppo ha richiesto un sostegno finanziario da parte dei due governi che inizialmente restii hanno in seguito messo mano ai portafogli con un aiuto di 10 miliardi di euro. Lo Stato francese è intervenuto con 7 miliardi, 4 come garanzia sui prestiti e 3 messi a credito direttamente dal Governo di Parigi. Il resto è stato stanziato dagli olandesi (a denti stretti), come aiuti di stato.

Il 15 luglio, con il primo volo di ripresa della British, è stato impiegato il nuovissimo A.321 Neo

Negli stabilimenti FACO di Cameri si intensificano le prove per la certificazione e consegna del 13° e 14° F-35A Lightning destinati alla Royal Netherlands Air Force, che hanno volato entrambi nella giornata di giovedì 3 settembre. Mentre il primo è rientrato regolarmente alla base, il secondo (F-014) ha avuto qualche problema nel volo della mattina che è stato costretto ad una atterraggio di emergenza cautelativo all’aeroporto di Caselle. In seguito è stato portato negli stabilimenti della Leonardo per le verifiche del caso, per poi ritornare a Cameri il giorno dopo.

Ripreso in atterraggio il primo C-27J, ancora in primer, con le nuove winglet alle estremità alari, ed una avionica aggiornata di ultima generazione, modifiche di serie montate sui prossimi velivoli che usciranno dalla catena di produzione.

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