La musica – e quando parlo di musica mi riferisco a quella pop e rock – non ha cantato soltanto il rombo dei motori, la velocità sfrenata e le auto e le moto che sfrecciano sulle lunghe strade della California. Anche la povera e bistrattata bicicletta ha dato l’ispirazione a molti musicisti. Questo è un suggerimento di ciclo-playlist tutto personale.

1. Bike, Pink Floyd (1967), dalla riedizione dell’album di esordio The Piper at the Gates of Dawn. La bici visionaria e stralunata di Syd Barrett resta una delle pietre miliari della psichedelia.

2. The Acoustic Motorbike, Luka Bloom (1992), dall’album omonimo. Una ballata folk elettro-acustica del cantautore irlandese Luka Bloom. Bellissima la definizione di bici come “motocicletta acustica”. Stanco del traffico che soffoca le nostre città /Che mi fa andar fuori, mi butta giù /Abbatte case, costruisce altre corsie/ Una volta era un problema, ora è follia/ Ho una soluzione che mi piace È Muddy /La Motocicletta Acustica /Allora vieni, salta sulla tua bici.

3. The bicycle Song, Red Hot Chilly Pepper, bonus track dell’album By the Way (2002), brano distribuito solo online. Il gruppo californiano ci invita a non dimenticare che la bicicletta è stata una buona invenzione.

4. Bicycle Race, Queen, (1978), da Jazz. Non sono un fan dei Queen ma questo è il brano rock a tema ciclistico più famoso di sempre. Indimenticabile soprattutto per le 60 e più cicliste che gareggiano nude nel video (all’epoca censurato). L’idea della pedalata “nature” verrà ripresa anni dopo in alcuni eventi di Critical Mass, le manifestazioni di ciclisti urbani in diverse metropoli del pianeta.

5. My White Bicycle, Tomorrow (1968). È il singolo di esordio di questa band psichedelica inglese, contemporanea di Pink Floyd e Soft Machine, in cui militava Steve Howe, futuro chitarrista degli Yes. Scritto durante un viaggio in Olanda, è un esplicito riferimento alle biciclette bianche dei Provos di Amsterdam, che faranno proprio della. Il brano verrà ripreso nel 1975 in versione hard rock dai Nazareth.

6. Riding on My Bike, Madness (1982). Ciclismo urbano e adrenalina in questa ballata ska dei Madness, contenuta nell’EP Driving my car.

7. Fast Cars, The Buzzcocks (1978), da Another Music in a Different Kitchen. Questo brano dei Buzzcocks, punk band d’annata originaria di Manchester, non è un elogio della bicicletta, ma un’invettiva contro le automobili, soprattutto quelle veloci (Fast cars, fast cars, I hate fast cars…)

8. Motorcrash, The Sugarcubes (1988). Dal primo gruppo storico dell’islandese Bjork. Una ragazza, viaggiando in bicicletta, assiste a un terribile incidente automobilistico… Canzone forse autobiografica.

9. Bicycle, Bicycle, You are My Bicycle, Be Your Own Pet (2006) Il brano è tratto dal disco di esordio di questa band garage di Nashville, Tennessee. Il loro messaggio è chiaro: “We ride bikes, cars are for idiots”.

10. Bike ride to the moon, The Dukes of Stratosphear (1988). Sono gli alter ego dei britannici XTC, devoti alla psichedelia degli anni Sessanta. La bici può accompagnare in viaggi straordinari, fuori dalle consuetudini e dal senso comune. I Duchi della Stratosfera, così come Bernard Fischman, autore del libro Man who rode 10-speed bicycle to the moon (1979) , l’hanno usata per andare fin sulla Luna.

11. Tetes de Bois. La bicicletta. E per chiudere questa bellissima e malinconica ballata acustica degli italiani Tetes de Bois. La band, da sempre sensibile ai temi ambientali, ha inventato il primo eco spettacolo al mondo alimentato a pedali, con l’energia elettrica per il palco generata da 128 spettatori volontari, che con le loro biciclette agganciate a uno speciale cavalletto collegato a una dinamo, hanno pedalato per tutta la durata dello spettacolo.

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