Finalmente il calendario è giunto al suo ultimo foglio…
”Ed ecco festoso dicembre” concludeva una filastrocca, ma di festoso questo dicembre ha proprio poco, tanto che anche le luci del presepe e dell’albero sembrano più fioche.
In uno dei tanti sondaggi che le varie reti televisive ci propinano è risultato che nel secondo lockdown è scomparsa la parola speranza dallo stato d’animo degli Italiani; permangono invece paura, incertezza, pessimismo, voglia di ribellione; e la cosa non è da sottovalutare.
La pandemia che ci ha colpito ha messo in evidenza tutte le carenze e le precarietà già presenti prima, semplicemente elevandole all’ennesima potenza.
Ora non resterebbe che prenderne atto, analizzarle e cercare di risanarle per non ripetere più gli stessi errori.
Sì sì, sembra facile…
Nel cassetto comunque è già in attesa il nuovo calendario. Però a differenza degli anni precedenti mi sono resa conto che, sfogliandolo, non mi sono soffermata su feste o ricorrenze, su Pasqua e ferie progettando fughe o luoghi da visitare, eventi da cercare per poi proporveli in questa rubrica.
Segno che l’insicurezza regna ancora sovrana anche nella più ostinata ottimista.
Riusciranno i nostri eroi ( dal titolo di un film di Ettore Scola e Alberto Sordi) a ritrovare la normalità nei gesti quotidiani scomparsa con la pandemia?
Per eroi intendo tutti noi, uomini e donne che portano avanti le proprie vite in situazioni più o meno complesse.
Riusciremo a tornare ad abbracciarci, a tenderci la mano nel salutarci, a guardarci negli occhi ma a viso scoperto, a darci l’appuntamento per un aperitivo o una cena in una sera qualsiasi con la sola gioia di fare due chiacchiere?
Tornerò a proporvi idee per una gita, una mostra, un evento fuori porta e fuori regione?
Sono convinta che ce la faremo, che la quotidianità riprenderà il suo corso, anche se la strada è ancora lunga.
Spero anche, però, che da questa tragedia si sappia trarre il giusto insegnamento, che dal male si sappiano estrapolare, valutare, studiare gli errori che hanno portato a tutto ciò per non ripeterli.
Lo si deve a tutti coloro che si sono visti portare via la vita da questo nemico invisibile e crudele.
Ed ora basta…prendiamoci una pausa dall’argomento principe di questo anno bisesto; regaliamoci un po’ di leggerezza e superficialità.
Mai come quest’anno auguro a tutti voi dal profondo del cuore un Buon Natale ed un nuovo anno gioioso e semplicemente “normale”. Che dite ce lo meritiamo o no?
Continuo, ora, con una panoramica sui giardini inconsueti e meno conosciuti proposti da Garden Route Italia, collegandomi all’augurio di cui sopra.

Il Giardino allo specchio: il paesaggio dei laghi

Il paesaggio dei laghi suggerisce tranquillità e insieme è fonte di inattese emozioni; però o lo ami o lo odi. Non ammette sfumature.
Intorno ai laghi dal 1700 sono sorte ville con giardini meravigliosi vissuti come rifugio dalle nobili famiglie dell’epoca.
Il microclima favorevole e la protezione dai venti hanno offerto la possibilità di realizzare mondi botanici particolari in cui prevalgono le piante adatte al suolo acido e al clima umido, le fioriture primaverili ed estive di rododendri, di azalee, di camelie.
I verdi prati che degradano verso l’acqua fino a lambirla aumentano il loro fascino.

 

Villa del Balbianello- Tremezzina (Co)
Via Guido Monzino, 1
Edificata dal cardinale Angelo Maria Durini tra il 1787 e il 1796 sorge all’estremità del Dosso di Lavedo. La dimora padronale ingloba un antico convento dedicato a San Giovanni e un oratorio di cui sopravvivono i due campanili. Altri edifici punteggiano il suo parco. Una piccola insenatura ospita un porticciolo, dove campeggia il motto “Fay ce que voudras” (fa ciò che vuoi). Dal lago, la ripida scaletta che porta alla villa conduce a un terrazzo panoramico delimitato da una balaustra in pietra. Il progetto dei giardini si adatta agli spazi impervi della penisola: siepi di lauro e bosso incorniciano tappeti erbosi incastonati in angusti terrazzamenti; cespugli di azalee e rododendri, glicini e un ricco patrimonio scultoreo si distribuiscono lungo vialetti sinuosi, ombreggiati da grandi platani “a candelabro”, lecci, canfore, magnolie e cipressi. Dopo la morte del cardinal Durini, la villa cambiò più volte proprietario. Nel 1974 la dimora fu acquistata dal conte ed esploratore Guido Monzino, che nel 1988 la lasciò al Fondo per l’Ambiente Italiano.
Orari di visita: martedì, giovedì e venerdì 10.30-18.30; sabato e festivi 10.30-19.30; ultimo ingresso al giardino 17.30, ultimo ingresso al bosco 17.00. Chiuso i lunedì e mercoledì non festivi
Ingresso alla Loggia, ai musei e al giardino con visita libera: intero € 15; 6-18 anni € 8.
Contatti: tel.0344 56110; www.faibalbianello@fondoambiente.it

 

Villa Merzil d’Eril- Bellagio (Co)
Lungo Lario Manzoni
La villa-gioiello del guardasigilli del Regno d’Italia Francesco Melzi d’Eril fu un prestigioso luogo di rappresentanza. Vi soggiornarono Napoleone, il viceré Eugenio Beauharnais e l’Imperatore d’Austria Ferdinando I. Qui Franz Litz compose probabilmente alcuni tra i suoi più famosi brani per pianoforte.
I giardini e i terreni collinari si specchiano nelle acque del lago adattandosi ai terrazzamenti naturali. Un’impressionante varietà di percorsi e vedute collegano l’edificio con la sua scalinata centrale a doppia rampa ai vari ambienti del complesso. Un’imponente serra a gradoni della seconda metà dell’Ottocento e un chiosco-belvedere, che serviva da sala da tè, si affacciano sul lago Non lontano dall’ingresso della proprietà, in direzione di Bellagio, si raggiunge infine una piccola area sistemata a “giardino orientale”, completata da una grotta artificiale e da un ponticello che attraversa la strada comunale, giungendo a una finta rovina. Nel giardino, e in particolare nelle aree “all’inglese”, maestosi alberi secolari si alternano a specie esotiche e rare. Boschetti di camelie, rododendri e azalee si aggiungono a imponenti esemplari di cedri del Libano, faggi rossi, canfore e Ginkgo biloba. Orari di visita:dal lunedì al venerdì dalle 12 alle16; sabato e domenica dalle10 alle17.30. Intero: € 6,50. Contatti: tel.333 4877427; www.giardinidivillamelzi.it

 

Giardino Botanico Heller- Gardone Riviera (Bs)
Via Roma 2
Questo giardino affacciato sul Lago di Garda, deve le sue origini al medico austriaco Arthur Hruska.Viaggiatore, dentista, chirurgo, etnologo e saggista lavorò alla corte dello zar Nicola II di Russia. Ritiratosi a Gardone Riviera, a partire dal 1903, diede vita a un giardino attraversato da numerosi corsi d’acqua e diviso in varie aree tematiche. Portò sulle sponde del lago di Garda il fascino dei giardini giapponesi, una ricca collezione di piante grasse e austere un giardino roccioso alpino. Felci si alternano a boschetti di bambù e a una grande varietà di alberi e arbusti importati dall’Himalaya, dal Mato Grosso, dall’Oceania.
Orari di visita: tutti i giorni da marzo a ottobre dalle 9 alle 19. Intero: 12 €; da 6 a 12 anni: 5€.
Contatti: tel.336 410877

 

Villa Monastero- Varenna (Lc)
Viale Giovanni Polvani 2
La villa cinquecentesca sorge su un monastero cistercense il cui giardino di erbe aromatiche e medicinali è nominato in documenti storici.
Il monastero venne dismesso nel 1567 per diventare residenza di Paolo Mornico e dei suoi eredi fino al 1862. Cambiò poi diversi proprietari fino al 1897, anno in cui fu acquistata dall’industriale tedesco Walter Kees, che ne estese i giardini. La terrazza principale ospita un giardino di impostazione formale. Balaustre con sculture e una fontana barocca ne ingentiliscono gli spazi. Una scalinata monumentale conduce al lago. Statue e grandi vasi in pietra scandiscono i vialetti che attraversano un parco animato con specie botaniche. Requisita durante la Grande guerra, la villa fu rivenduta al naturalista Marco De Marchi che, oltre ad accrescere le sue collezioni botaniche, rese accessibile al pubblico il complesso dal 1940.
Orari di visita: marzo tutti i giorni dalle 10 alle 17; aprile tutti i giorni dalle 10 alle 18.30; da maggio a settembre tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. Intero 8€; bambini 3.50€.
Contatti: tel. 0341 295450

Villa Milyus Vigoni- Menaggio (Co)
Via Giulio Vigoni 1
Adagiata sulle rive del lago di Como questa villa fu comprata nel 1829 dal commerciante Enrico Mylius che ne fece la sua dimora estiva, luogo di incontro d’amici, artisti, imprenditori e politici. Allo stesso tempo, la villa divenne il cuore di un’azienda agricola dedicata alla produzione di olio, vino, frutta e gelsi, che si estendeva verso monte, tra boschi e pascoli. Nel 1831, in ricordo del giovane figlio Giulio, venne eretto un tempietto in stile neoclassico; il parco “all’inglese” che lo circonda offre una cornice naturalistica di rara bellezza: sentieri e fontane si snodano tra boschetti d’alberi secolari e piante esotiche. La Scuderia, la Casetta Svizzera, il cottage della Ca’ Bianca e la Darsena completano la proprietà. Dal 1983 è sede del Centro Italo-Tedesco.
Orari di visita: dal 16 giugno all’11 agosto ogni martedì alle ore 14.30 per la visita guidata in inglese/tedesco (durata 60 minuti); ogni giovedì per la visita guidata in italiano (durata 60 minuti)
Intero 8€.
Contatti: è necessario prenotarsi entro il venerdì antecedente la data che si intende prenotare. Si prenota scrivendo a reception@villavigoni.eu
Informazioni: tel. 0344 36111; segreteria@villavigoni.eu

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