L’Italia è un paese ormai molto vecchio, per quel che concerne l’età della sua popolazione.

In effetti, dai dati ISTAT del 2019 si nota che una donna in Italia può tranquillamente aspettarsi di vivere fino ad 85 anni, un uomo fino ad 81, mentre l’età media della popolazione attualmente è 44 anni.

In questo articolo vorrei concentrarmi sull’invecchiamento, ma, più in particolare, sulla popolazione femminile e sui cambiamenti sia fisiologici che psicologici che affrontano le donne nel vedere il loro corpo e la loro psiche che cambiano. Infatti, a differenza degli uomini in cui l’invecchiamento sembra un percorso molto più graduale, per la donna è un qualcosa che avviene in modo brusco durante un periodo preciso della vita. Questa disuguaglianza è legata ai cambiamenti ormonali: nell’uomo il calo di testosterone è lento nel tempo, inizia molto gradualmente dopo i 30 anni, mentre per la donna il calo di estrogeni è più imminente e coincide con l’arrivo della menopausa. Quindi la donna sperimenta un cambiamento molto rapido e più avanti negli anni a cui potrebbe essere problematico adeguarsi. Inoltre, a livello sociale l’uomo che invecchia riceve meno pressioni rispetto ad una donna che invecchia.

I cambiamenti legati alla menopausa, che avviene mediamente tra i 48 e i 52 anni, si caratterizzano per una serie di sintomi, che sono fisiologici, ma anche psicologici e legati sia al contesto culturale che sociale di appartenenza. Una donna sperimenta, tra i più noti sintomi, le vampate di calore, ma anche cefalea, disturbi del sonno, aumento di peso, secchezza della pelle, ritenzione idrica, inquietudine. La caduta dei livelli ormonali comporta purtroppo un peggioramento delle prestazioni cognitive, come la memoria.

Ma dal punto di vista evolutivo, che senso ha andare in menopausa? Se ci pensiamo, quasi tutti gli animali rimangono riproduttivi per tutta la vita. Tra le spiegazioni possibili c’è il fatto che il parto in età avanzata metterebbe a rischio la vita sia della donna che del bambino. Inoltre, sembrerebbe che se una donna, divenuta matura, non si riproduce più, può mettere a disposizione la propria energia e le sue conoscenze per l’allevamento della prole delle giovani, dando maggiori opportunità di sopravvivenza ai cuccioli della specie di sopravvivere. In effetti nella nostra società succede proprio questo, le nonne in molte famiglie sono fondamentali per la crescita dei nipoti.

Il modo di affrontare la menopausa, sia negli aspetti fisiologici che psicologici, non è universale, ma cambia in relazione alla società di appartenenza. Ci sono culture dove invecchiare è vissuto con vergogna, specie quando viene data molta importanza all’aspetto fisico, mentre in altre culture, dove invecchiando viene riconosciuta maggiore saggezza, invecchiare non è poi così male. Pensate che un antico proverbio umbro di fine Ottocento recitava: “Quando una donna ha cinquant’anni buttala al fiume con tutti i panni”. Per fortuna siamo nel 2020 e questo proverbio non è più in circolazione. Quando nel contesto culturale la donna che diventa anziana acquista una migliore posizione sociale, i sintomi della menopausa sono praticamente inesistenti, mentre nelle società dove invecchiare significa perdere la propria attrazione, questo periodo viene vissuto come una malattia. Ad esempio, alcuni studi antropologici dimostrano che negli Stati Uniti le donne economicamente e culturalmente svantaggiate soffrono di più le vampate di calore. All’opposto, in alcune società africane le donne anziane acquisiscono autorevolezza pari agli uomini, quindi la menopausa è un momento positivo. Senza andare troppo lontano, anche nelle nostre società contadine le donne anziane si occupavano dei figli delle più giovani e venivano considerate delle sagge. Nella società attuale la donna deve sicuramente fare i conti con la trasformazione del corpo. Quindi, il vero nemico da sconfiggere è la vecchiaia, più che la menopausa. Ma questo è un tema che non riguarda solo le donne. Quindi, in una società di continui cambiamenti, con un’aspettativa di vita sempre più lunga, la menopausa e la perdita della giovinezza in generale non segnerà più la fine della vita ma solo che si sarà arrivati a metà, e ci si dovrà adoperare per vivere bene ed in salute la metà rimanente. Sembrerebbe che mantenere un sano stile di vita aiuterebbe molto le donne a superare il periodo della menopausa: fare sport, mangiare corretto, fare una vita regolare aiuterebbe a lenire la depressione e l’insonnia (d’altronde questo sembra un toccasana per ogni disturbo).

Per maggiori informazioni:www.psicoborgaro.it

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