Siamo ritornati a trovare Tiziana della caffetteria “Il Capriccio”, quel bel locale ubicato al numero 33 di Via Torino, a Caselle.
Colpiti come eravamo stati dai ricercati piatti di cucina che avevamo consumato, questa volta abbiamo voluto incontrare specificatamente l’artefice di quella cucina, che quasi quotidianamente pubblica sui social: “oggi fritto misto alla piemontese”, oppure “ fritto di pesce e patatine al forno”. E qui si è aperto un mondo …
Ci sediamo – distanziati come vuole la consueta prudenza – e siamo di fronte a Massimo Musso, classe 1958.
Massimo è il papà di Tiziana, e come ogni buon papà, aiuta, coadiuva, consiglia questa giovane signorina, che ricordiamo ci disse io “amo Caselle”.
Infatti, noi siamo di Caselle, come dimostra il fatto che non alziamo la testa a guardare gli aerei, bensì guardiamo le loro ombre veloci, come ci ricorda un affezionato cliente che troviamo nel locale a sorseggiare un caffè.
Ricordiamo ancora che “Il capriccio, da Tiziana” è Bar e Tavola Calda: un posto dove si possono consumare rinfreschi e apericene, tutto in un contesto moderno ed accogliente.
“La cucina è di per sé scienza, sta al cuoco farla diventare arte” sentenzia Massimo, aggiungendo “che la ricetta non ha anima”.
Massimo ci confessa che svolge questo lavoro per passione. La sua avventura inizia nel 1973 a Torino in Via Po, nella famosa gastronomia Miglietta.
“Non si diventa veri cuochi se non si passa dalla gastronomia”, sottolinea ancora Massimo, che dopo la parentesi artigianale, diventa gastronomo alla “Casa dei Cappelletti” di Torino, dove per molti anni prepara tutti i vari antipasti, primi e secondi, in distribuzione poi nei vari punti vendita di quella ditta.
Forte di questa esperienza, Massimo diventa insegnante di cucina presso l’E.N.A.I.P. (Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale) e vi rimane per sei anni, gestendo contestualmente con la moglie Ornella – alla quale va tutta la sua riconoscenza – il ristorante del circolo.
Insegna anche a gestire la cosiddetta “cucina solidale”, ovvero l’arte di creare un menu e offrire cibo, attraverso tutto ciò che al momento si può trovare in casa o in frigorifero. Senza nulla sprecare.
Quanto bisogno avremmo di comprendere e utilizzare massicciamente questo tipo di cucina!
Collabora con grande soddisfazione con culture diverse, imparando, in particolare, ricette senegalesi ed offrendo le sue ai colleghi africani.
Si specializza poi nei piatti con prodotti a chilometri zero.  Impara e collabora con la cucina vegana, ma su questo passaggio, da buon cuoco e grande signore quale è, si limita a dire, che “non mi ha dato grandi soddisfazioni”. Pensando ai suoi piatti ed ai suoi fritti……come dargli torto?
Nel 2013 diventa titolare del ristorante “Il Capriccio” all’interno del Gotha Hotel di Ciriè, dove si specializza anche nella cucina per celiaci, sotto la tutela della A.I.C, la specifica associazione a garanzia della assenza di glutine nel cibo.
Terminata questa avventura, eccolo nel 2018 a Caselle, nel locale dove adesso siamo noi, per il piacere delle nostre papille gustative e dei nostri occhi, a gustare i suoi piatti, insieme alla simpatia e cortesia di Tiziana.
“Il tuo piatto forte?” chiediamo a Massimo.
“Sicuramente il fritto misto alla piemontese – risponde Massimo precisando – lo friggo con ben tredici portate”.
Provare per credere, e in questi tempi di chiusure preserali, perché non pensare proprio ad un buon fritto misto da asporto?
Buon appetito, Caselle! Un passaggio da Tiziana e da Massimo merita, e non sbagli mai.
Mauro Giordano
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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