Margherita Hack, La mia vita in bicicletta, EdIciclo editore
La celebre astrofisica fiorentina, scomparsa nel 2013, paladina del libero pensiero. ha avuto, fin dall’infanzia, un rapporto strettissimo con la bicicletta. Lo racconta in questa sua autobiografia, in cui, a cavallo della bici, ripercorre con un’ironia garbata tutta toscana la sua vita “al ritmo di dolci o sfrenate pedalate”. Passando per gli anni dell’università, quelli del fascismo a cui rifiutò di aderire, la storia d’amore per il marito Aldo e quella per gli animali, e poi gli anni triestini con le gite in bicicletta in mezzo alla natura. Infine il suo impegno politico e culturale, le sue considerazioni sulle tematiche ambientali e il dibattito sul nucleare.

 

 

Maurizio Villa, What’s your country? Il giro del mondo in bicicletta, Edizioni L’età dell’Acquario.
Il viaggio raccontato dall’autore non è recente e quindi le informazioni sui luoghi non sono aggiornate per chi desiderasse mettersi sulle sue orme. Tuttavia questo resta un diario on the road straordinario, una pietra miliare per i cicloviaggiatori, in cui si respira un’atmosfera di avventura e di libertà, piacevole soprattutto in questi tempi in cui i tour esotici restano un miraggio.
Maurizio Villa, nato a Sanremo nel 1945, ingegnere esperto di medicina nucleare e radiofarmaci, appassionato da sempre di bicicletta e di viaggi, non appena va in pensione decide di realizzare il suo sogno più grande e, forse, quello perduto nel cassetto di molti noi pedalatori: il giro del mondo in bici in solitaria. Dopo una lunga e approfondita preparazione, Maurizio parte da Finale Ligure il primo giorno di primavera del 1999 per un viaggio che in 14 mesi di pedalate lo condurrà su strade accidentate e spettacolari, dalla Liguria alla Grecia, dalla Turchia all’Iran, dal Pakistan all’India, dalla Thailandia al Laos, dal Vietnam alla Cina, da Macao a Hong Kong, poi negli Stati Uniti e da qui, sulla via del ritorno, in Portogallo, Spagna, Francia e di nuovo Liguria, dove si conclude nel maggio dell’anno successivo. Il libro racconta in forma di diario questo meraviglioso tour, con una grande precisione di dettagli tecnici, ma anche un’avventura e un inventario di lingue, culture e costumi, vissuto con lo sguardo privilegiato che soltanto il lento incedere della bicicletta può concederci.

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