La bici permette di osservare ed assaporare i cambiamenti dettati dal passaggio delle stagioni ed anche quelli che l’uomo appronta al paesaggio.
È proprio quello che ci accadde in Strada Coasso, ai Rossignoli verso Ciriè, pedalando lemme lemme in un pomeriggio di fine autunno un po’ di anni fa: in un campo lunghi nuovi filari perfetti come tracciati da un architetto; pali per sorreggere future reti di protezione; nuovi impianti di irrigazione.
Cosa sarebbe stato coltivato?
Lo scoprimmo in primavera ritornando in loco, vedendo le nuove piantine debitamente interrate, l’insegna circolare e bianca con la scritta “Cascina Blu” e dei piccoli tondi frutti blu disegnati sullo sfondo.
…Tondi, piccoli, blu…mirtilli!!
Fantastico, fino ad allora avevamo visto coltivazioni di mirtilli dal Trentino in su, ma non qui vicino, a Ciriè.
A fine giugno dell’anno successivo ci fiondammo in Strada Coasso per acquistare i cestini di mirtilli buonissimi, caldi di sole, grandi e sodi, ideali da spiluccare anche pedalando.
Cascina Blu è della Famiglia Valentino, con una lunga storia alle spalle; oggi rappresentata dal giovane Alberto, che ha nel sangue l’amore per la terra e la frutta, trasmessagli dalle generazioni precedenti.
Un retaggio talmente profondo che, dopo essersi diplomato e aver vissuto e lavorato negli States, aver conseguito la laurea in architettura, lo spinse a cambiare vita e tornare alla terra.
Alberto comprò tre appezzamenti di terreno e la cascina dove il nonno Dino immagazzinava le sue mele per fornire i Mercati Generali di Torino, proprio lì in Strada Coasso, per coltivare i mirtilli, piccoli frutti dalle grandi qualità salutari, in modo biologico ed eco sostenibile.
“ La scelta di creare un’azienda monoprodotto – ci spiega Alberto – deriva dalla necessità, anzitutto, di poter ottimizzare la produzione, data la grande estensione che stiamo gestendo.
Coltivare altri piccoli frutti comporterebbe tecniche, impianti, tecnologie e macchinari differenti con epoche di maturazione troppo dilatate per poter gestire tutto al meglio, dato che siamo un’azienda a conduzione familiare. Per ora facciamo solo una cosa per cercare di fare al meglio.
Quello coltivato ( il gigante americano) viene comunemente accomunato al mirtillo selvatico che sempre più raramente troviamo in montagna e dunque lo si immagina come una pianta robusta, ma è frutto di studi e incroci per ottenere mirtilli grandi e gustosi pur conservando le loro caratteristiche naturali.
Queste piante sono delicate e soggette a diverse patologie dovute a vari tipi di insetti per i quali in agricoltura biologica non esistono rimedi se non altri insetti antagonisti per loro eliminazione, ma è ancora un progetto a livello europeo in fase di sviluppo.
L’unico intervento, per ora, è una buona potatura per eliminare l’insetto e dare alla piantina più respiro.
Esistono poi lepri, talpe e roditori che possono nutrirsi delle radici e gelate tardive primaverili o nubifragi estivi e grandinate.
Abbiamo varietà che ci permettono di raccogliere i frutti dalla metà di giugno ad inizio agosto. Tutto il resto dell’anno, oltre alla lavorazione dei frutti, siamo impegnati nella cura e nella manutenzione del frutteto, nella ricerca e nello sviluppo della nostra azienda per essere sempre più aggiornati non solo sulle tecniche agronomiche, ma anche su quegli argomenti che ci permettono di poter offrire al cliente un prodotto ogni anno più buono ed ecologico. Quest’anno saremo tra i primi a confezionare i mirtilli in contenitori fatti al 100% di carta per essere sempre più green”, conclude Alberto trasmettendo tutta la sua passione e il suo entusiasmo.
Appuntamento dunque dalla metà di giugno al chiosco di “Cascina Blu” in Strada Coasso 29, Ciriè.
Se ne volete sapere di più : cascinablu.it

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