In questo numero di…vacanza ho pensato di dedicare il mio angolo ai bambini.
Uno dei nipotini mi ha praticamente costretta a partecipare ad un simpatico concorso letterario organizzato da Monginevro Cultura: J”ucunde docet…insegna giocando”, ideato tre anni fa dall’inossidabile Sergio Donna.  “Puoi scrivere una delle nostre storie- mi ha detto Leonardo – tanto, ora che ho frequentato la prima, posso leggerla, non dovrai più raccontarla.” A lui non piacciono le favole tradizionali, fin da quando era piccolo ha voluto che raccontassi tutto quello che capitava ad una nonna giocherellona e a un nipote allegro e attentissimo: la visita al grattacielo, il peluche regalato, la nonna persa nel giardino e così via.  Questa è una storia nata dalla grande passione per l’ovetto con la sorpresa che conoscete tutti, per di più abbiamo in un secondo tempo ritrovato… tre dei personaggi principali belli e ruspanti, del colore giusto, proprio nel nostro prato. Sembrava che ancora una volta un folletto burlone si fosse divertito a mescolare fantasia e realtà! Tutto quel che serve per costruire sviluppi interessanti…

“ Perché le uova di cioccolato con la sorpresa ci sono solo a Pasqua?” protestava Leo in una noiosa giornata di pioggia. Il signor Michele Ferrero che passava di lì pensò che fosse davvero un’ idea favolosa: un uovo, magari piccolino, ma di cioccolato buono e con la sorpresa dentro, per la gioia dei bimbi tutto l’anno! Fino a quel momento dalla sua fabbrica di cioccolato erano uscite solo tavolette, cioccolatini e uova di Pasqua! Quello era un desiderio che si poteva realizzare.  La prima cosa da fare era trovare la formina giusta per fabbricare le uova…Chi meglio di una gallina poteva aiutarlo? Ferrero corse al Consorzio delle galline ovaiole e chiese aiuto con molto garbo alla Rossina, rinomata per le sue uova marroncine punteggiate di marrone. La Rossina era molto vecchia e si scusò dicendo che di uova non ne faceva più da alcune lune. “Chieda alla Bianchina! Lei è giovane!” Sì, era giovane, ma anche molto superba: beccò furbetta il granturco che le era stato offerto, raspò per terra cercando un lombrico, gonfiò le piume luminose facendo una piccola corsa, ma non volle cedere la sua forma di uovo bianco e perfetto e si allontanò borbottando “Co… co… co…come si permette di chiedermi il segreto delle mie creazioni?” Il sig Ferrero, deluso, si stava già allontanando quando vide, accovacciata in una conca del terreno,accanto a un ciuffo di mentuccia selvatica, una gallinella nera, dalle piume un po’ arruffate ma dalla cresta bella rossa come una corona sul capo. “Io l’aiuterei -disse mesta- ma ho una zampa rotta!!!” “ E noi l’aggiusteremo!” Il signor Ferrero la prese in braccio, la portò da un bravo veterinario che riuscì a mettere una stecca per immobilizzare la zampa rotta e poi la fasciò.” Nerina, questo era il suo nome viste le penne nerissime, fu così contenta che appena tornata al pollaio, zoppicando un po’ ma piena di energia, lanciò un sonoro coccodè e consegnò al nuovo amico la formina delle sue uova. Era una forma nuova e perfetta. Il signor Ferrero lasciò a Nerina una bella scorta di granturco e erbe profumate per accoccolarsi e guarire. Non restava che portare la formina ai maestri cioccolatieri della sua fabbrica per la nuova produzione. Ci fu un gran lavoro anche per gli inventori di sorprese e giocattoli piccolissimi. Nacque una baraonda litigiosa di nanetti, tartarughe verdi, ippopotami grigi e fantasmini che litigavano per essere i primi a farsi chiudere nel guscio profumato. Il signor Ferrero li rassicurò: sarebbero entrati tutti, uno alla volta! Fu colato prima del buon cioccolato al latte, poi un velo di cioccolato bianco nelle due metà dell’uovo che, appena infilata la sorpresina, furono saldate bene e subito avvolte nella carta stagnola colorata. Era nato l’Uovo Kinder per la gioia dei bambini e ovviamente di Leo che per primo lo aveva sognato. Il signor Ferrero divenne presto milionario e si ricordò per sempre di essere generoso come Nerina!

Braidotti M.Nazzarena in Gaiotto Nata a Ciriè(To), tre figli, ex insegnante a Caselle, vive a Torino. Laurea in Lettere con una tesi sul poeta P.Eluard, su cui ha pubblicato, per Mursia, un “Invito alla lettura”. Grandi passioni: la scrittura, tenuta viva nella redazione di “Cose Nostre” e altri giornali locali e l’acquerello.

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