Ci sono espressioni che si infilano nella nostra vita con una protervia e un’appiccicosità incredibili.
Da dove vengano, chi le abbia usate per primo, perché prendano ad affacciarsi in ogni nostro discorso, non è dato sapere.
Dall’ “attimino” di inveterata memoria, alle “virgolette” accompagnate dal tosto ripiegamento di indici e medi a rafforzare il concetto, al terribile “ogni due per tre”, è tutto un farcire i discorsi di espressioni stereotipate.
Non c’è coinvolgimento calcistico che non contempli l’aggettivo “importante”: importante è l’azione; importante è il bagaglio tecnico, come la corsa, il pressing alto, il 4-3-3 o il 3-5-2-1…
Il mio amato Mondonico a domanda rispondeva che amava il 2-5-3, quello del calciobalilla, giusto per esecrare una volta in più i luoghi comuni che tanto detestava.
Da dove diavolo sia saltato fuori “quant’altro” nessun lo sa, ma tutti lo dicono. Forse perché dà un subliminale senso di citazione colta.
Adesso è arrivato il momento del “ blablabla” e tra poco tracimerà “ ma anche basta”.
La maternità del “ blablabla” è notorio che la si debba a Greta Thunberg, ma l’espressione è piaciuta così tanto per l’efficacia che è stata ripresa da Draghi, Johnson, e pure dalla regina Elisabetta ed ora entra a piè pari in qualsiasi frase che voglia sottolineare la vacuità e la velleitarietà di certe proposte prive di concretezza.
Insomma, meno chiacchiere e più fatti, visto che non c’è più tempo per cercare di porre rimedio ai disastri ambientali.
Tempo però ce n’è per correggere altre rotte.
Bella l’idea dello slogan scelto da Torino per le ATP Finals: una T e il simbolo dell’infinito, seguiti dalle parole “ so much of everything”, un giochino traducibile con un “ Torino, verso l’infinito…con tanto di tutto”. Complimenti al copy che se l’è inventato. Davvero.
Adesso che lo slogan c’è, occorre trasformarlo in realtà, perché non resti uno sterile…oddio, stavo per scrivere “ blablabla”!
Il nuovo sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha tutte le migliori intenzioni di far ripartire Torino, una Torino che con la Atp Finals, i giorni della Coppa Davis e lo European Song Contest torna alla ribalta del mondo dopo anni d’oscurità. Lo Russo è partito col piede giusto mettendo Rosanna Purchia, il commissario che tanto ha fatto per rimettere in riga e salvare il Regio, quale assessore alla cultura. Probabilmente sarà un assessorato “ a tempo”, giusto per spendere nel modo più opportuno i fondi messi a disposizione del teatro e per dare un po’ di rasoiate a certi enti recalcitranti e asfittici. Lo Russo a breve sarà però atteso dall’esame delle periferie che languono: non bastano i lustrini e il salotto buono per una città che è ancora alla ricerca di una sua identità post era Fiat e post 2006. Tempo non ne ha molto.
E Caselle?
La corsa alle prossime elezioni in apparenza latita. Si sta muovendo parecchio e con proposte il ticket Milano- Esposito. Sotto traccia pare stiano armeggiando Marsaglia e qualcos’altro. Rumors indicano Marsaglia tra i promotori d’una lista contenente scontenti del PD e nuovi volti arruolabili: ora in antitesi alla corrente che fa capo Baracco, ora pescando anche alcuni ripresentabili della Giunta Baraccco in carica, ma tagliando di netto alcuni “rami secchi”. Per ora, a quanto è dato, nessuno squillo dal centro-destra.
Per adesso è un mero conteggio di voti quello che certe parti cercano, mentre sarebbe bene cercare un “attimino”, senza troppe “virgolette”, un programma “ importante” per evitare di riproporre ogni
“ due per tre” qualcosa di stantio e già super visto. Pena l’andare incontro ad anni che non possiamo permetterci: uno sterile “ blablabla” sulle Aree Ata e la Vecchia Stazione e “quant’altro”…
“ Ma anche basta”.

Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre ( quando si dice il caso…) del 1952. Ha contribuito a fondare Cose Nostre, firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato anche collaboratore di presdtigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis”, seguendo per più di un decennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”. Attualmente è anche direttore responsabile di “0/15 Tennis Magazine”.

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