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Comune di Caselle Torinese
lunedì, Giugno 17, 2024

    Carte, penne e inchiostri

    Incontro Ernesto Casciato a fine novembre, davanti a un bar di piazza Rivoli: lo vedo da lontano senza mascherina e lo riconosco immediatamente, grazie al contatto Fb (veritiero una volta tanto!)
    Ernesto Casciato lavora all’Officina della scrittura, Museo del segno, unico al mondo, creato nel 2016 dall’associazione Aurea Signa, accanto allo stabilimento dell’Aurora. E’ stato chiamato lì perché è uno dei migliori calligrafi italiani; una passione nata fin dall’infanzia davanti alla pergamena con il suo nome scritto in caratteri perfetti che la scuola gli aveva conferito per gli ottimi risultati scolastici. Ernesto, accanto ai lunghi anni di esercizio per imitare le scritture e raggiungere la perfezione, ha compiuto un percorso di studi storici e comparati delle varie calligrafie occidentali. Per molto tempo tutto questo è rimasto un hobby a cui dedicare ogni momento libero; è seguito un periodo di “schiavitù della scrittura” come stilatore di diplomi per il Politecnico, esauritosi dopo qualche anno con la decisione del centro universitario di compilarli… usando i programmi del computer! Infine il posto giusto e il riconoscimento dovuto. Ora Ernesto Casciato è qui davanti a me con il suo libro, fresco di stampa: ” Calligrafia- Evoluzione e futuro della bellezza scritta”, curato da Irene Bertoglio direttrice della collana Scripta Manent.
    ” Noi restiamo incantati – mi dice – davanti alle scritture orientali che sono arrivate a essere dichiarate patrimonio dell’umanità e non conosciamo la quantità e la bellezza delle scritture occidentali! Conosci la beneventana?”, mi stuzzica infervorandosi. “ No”, ammetto. Ernesto Casciato sfoglia il libro e mi mostra una parola scritta con questo stile, elegante, morbido e difficile da leggere a prima vista. “Era la scrittura scelta dallo Scriptorium di Montecassino, a difesa di uno stile tutto italiano in un periodo (VIII-XIII  secolo) in cui l’Italia subiva dominazioni franche e longobarde. Vengono studenti da tutto il mondo a studiare la beneventana  e noi non sappiamo quasi nulla di essa!” Dal 2000 per fortuna c’è un ritorno di interesse per quest’arte, perfino molti giovani writers o tatuatori studiano i caratteri (gotici in particolare) per usarli nei loro lavori.
    Ascolto con attenzione le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere questo libro: voleva soprattutto colmare una lacuna. È esattamente il libro che lui, da ragazzo, avrebbe voluto trovare per conoscere i vari tipi di scrittura occidentale, i supporti, gli strumenti, gli inchiostri e i maestri a cui affidarsi nel percorso di apprendimento della calligrafia. Casciato accenna anche alle modifiche suggerite ai tecnici dell’ Aurora per produrre pennini flessibili più adatti alla calligrafia, suggerimento preso al volo anche da altri produttori europei che hanno iniziato a commerciare stilografiche flex. Ernesto Casciato è uno sperimentatore e…meraviglia, non c’è pezzo di latta o altro materiale che non si trasformi nelle sue mani in …”penna”. E non c’è penna a cui lui non apporti qualche piccola modifica per renderla più capace di sentire le emozioni dello scrivente, trasmesse dalle pressioni della mano. In un video gli  ho visto costruire strumenti da intingere negli inchiostri, davvero inconsueti: seghetto dei tubi di pellicola da cucina, mollette da bucato, lattine di Coca Cola, scatole di salmone, stecchi da gelato. E l’inchiostro? Certo i meravigliosi inchiostri pronti, perfino il rosso e il verde Aurora, sono ottimi, ma Casciato produce certi antichi inchiostri ferrogallici, di mallo di noce, di nerofumo di cui mette la ricetta nel libro, che assicurano una tenuta perfetta nel tempo e si prestano alla calligrafia più elegante ma anche al graffio calligrafico che ultimamente sta dilagando nel mondo dell’arte. Io da anni sento un certo interesse per la calligrafia, anche nell’acquerello, ma soprattutto come la maggior parte delle persone che conosco, lamento un peggioramento della motricità fine della mano, un imbruttimento della grafia dovuto alla fretta, all’uso continuo di tastiere e telefonini. Pessima cosa per un’ex maestra!  Ho bisogno di imparare di nuovo lentezza e bellezza del segno. A proposito di maestre, devo segnalare che ho visto insegnare il corsivo al mio nipotino, alla Silvio Pellico di Torino, in modo esemplare, con indicazioni perfette o ductus fatto di freccette e numerini, per costruire ogni lettera in modo esatto. Bisognerebbe suggerire a tutte le Scuole un buon corso di calligrafia per insegnanti! Ascoltando Casciato so che il suo  libro sarà il pretesto giusto per averlo da noi a Incontri Letterari. E il 20 dicembre, quando è venuto da noi all’Unitre torinese è stato un successo. E’ dimostrato che sono donne le più appassionate di oggi alla calligrafia e il nostro pubblico…non può smentire, essendone composto al 99%, ma credo ci sia un collegamento talmente stretto tra carta, inchiostro e parole che chi ama la parola non può non amare le altre due!
    Ernesto Casciato ha sempre il piglio appassionato di chi conosce bene la materia e ama trasmettere le sue conoscenze, ma nel poco tempo disponibile dell’incontro noi non vedevamo l’ora di osservarlo all’opera. I libri andavano a ruba mentre lui, sicuro e pacato, pennellava letteralmente i nostri nomi e le dediche sul frontespizio bianco e per qualcuno su un segnalibro. La sorpresa più emozionante per me, leggendo il libro,  è stata arrivare a pag. 133 e scoprire la parola Caselle! Già! Casciato stava spiegando l’importanza delle filigrane per ricostruire l’origine di una carta ed ecco Caselle identificata dalla testa di bue e dal grappolo d’uva, nella carta usata da Gutenberg per stampare la Bibbia. Il nostro giornale, ma anche mostre come Rivelazioni del 2010 e libri come “Luci dal Medioevo” di Gianni Rigodanza hanno abbondantemente parlato di questo primato casellese, ma mi ha fatto estremamente piacere vederlo ricordato in questo libro dedicato alla calligrafia.
    On line troviamo alcuni video in cui Casciato dà un’idea di come possa iniziare un percorso di apprendimento dei vari stili. Durante il lockdown l’Officina della scrittura è riuscita a proporre lezioni perfettamente godibili, vista la posizione privilegiata… di una telecamera ( e il vantaggio è che i video rimangono a chi segue il corso). Ora sono ripresi i corsi in presenza, ma tira di nuovo una brutta aria omicron…
    Troverete Ernesto Casciato su Fb e il suo libro su Amazon.

    Officina della scrittura:
    Strada Comunale da Bertolla all’Abbadia di Stura, 200, 10156 Torino TO
    Orari: Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì: 09-18 (ultimo ingresso ore 17).
    Mercoledì chiuso.
    Ogni primo e ultimo weekend del mese: 10-19 (ultimo ingresso ore 18)
    Per info e prenotazioni: + 39 011 034 30 90 – info@officinadellascrittura.it
    http://www.officinadellascrittura.it/

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    Nazarena Braidotti
    Nazarena Braidotti
    Braidotti M.Nazzarena in Gaiotto Nata a Ciriè(To), tre figli, ex insegnante a Caselle, vive a Torino. Laurea in Lettere con una tesi sul poeta P.Eluard, su cui ha pubblicato, per Mursia, un “Invito alla lettura”. Grandi passioni: la scrittura, tenuta viva nella redazione di “Cose Nostre” e altri giornali locali e l’acquerello.

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