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giovedì, Febbraio 29, 2024

La nostalgia


È appena iniziato il nuovo anno. Chissà che effetto fa guardare al 2022, appena passato? Siamo sollevati che sia finito, siamo pronti a guardare con entusiasmo al 2023? Oppure abbiamo qualche rimpianto, un po’ preoccupati per il tempo che trascorre in fretta?

La nostalgia è un curioso sentimento, che colora i ricordi del passato. Basta poco per rievocarla: delle foto, una canzone, un profumo… Così la nostalgia può avvolgere fatti di tanti anni fa, epoche passate, oppure momenti dell’anno appena lasciato indietro.

Ma a cosa ci serve la nostalgia? Questo sentimento particolare sembrerebbe utile per superare dei periodi difficili. Secondo gli studiosi, la nostalgia, molto presente nell’età adulta, servirebbe a farci guardare indietro ai momenti avversi e a dare un senso a cosa ci è accaduto.

Gli studi sulla nostalgia, nonostante sia uno stato d’animo antico, sono piuttosto recenti. Il primo studio documentato sulla nostalgia risale al XVII secolo: uno studente di medicina dell’Università di Basilea analizzò nella sua tesi di laurea lo stato di salute dei mercenari svizzeri al servizio del re di Francia. Lo studente si accorse che i mercenari soffrivano la lontananza dalle loro montagne tanto da poterne morire. Descrizioni di quel periodo sulla nostalgia testimoniano come essa fosse talmente potente da proibire ai guardiani di vacche svizzeri che lavoravano all’estero di cantare le melodie del loro paese: i canti avrebbero potuto farli ammalare di nostalgia! Già a quei tempi si era capito che una sofferenza psicologica poteva avere conseguenze molto gravi sulla salute di una persona, tanto da portarla alla morte.

In quel periodo storico veniva descritta la nostalgia come uno stato negativo, da evitare di provare perché addirittura potenzialmente mortale, ma in tempi più recenti la visione è un po’ cambiata. Nel passato la nostalgia era considerata una malattia mentre oggi c’è molta tolleranza verso di essa, tanto che è proprio la sensazione che molta produzione cinematografica vuole suscitare. Basta pensare alla serie di grande successo Happy Days che mostra un’America felice e sicura nonostante le varie contraddizioni presenti in quegli anni.

Esiste un curioso meccanismo mentale per cui si tende a valutare il passato come meglio del presente. In ogni epoca storica si è fatto sempre riferimento con nostalgia ai tempi andati.

È un po’ come se la nostalgia avesse il potere di rendere più dolce tutto quello che è passato, e questo sicuramente ha un effetto benefico sul nostro umore. La nostalgia ci aiuta a rivivere il passato sotto una luce differente, i ricordi vengono distorti tanto che a volte, in momenti nostalgici, riusciamo addirittura a rimpiangere ciò che abbiamo detestato! La memoria fa strani scherzi, perché anche le esperienze peggiori ci possono apparire sotto una luce positiva.

Fino a qualche anno fa i ricordi che avevamo erano solo nostri, personali, mentre ad oggi, con l’utilizzo della tecnologia, i ricordi non sono più così intimi ma sono diventati collettivi. Al giorno d’oggi è come se esistesse un supermercato della memoria, dove possiamo andare ad attingere dei ricordi che non sono stati immagazzinati direttamente da noi. Al fianco di una memoria individuale ne esiste anche una collettiva costruita dai social media. La nostalgia collettiva ha il potere di fare sentire legate tra loro persone sconosciute. Per questo i social sfruttano questo fenomeno, proponendo quotidianamente dei ricordi.

Però attenzione, un eccesso di nostalgia ci fa male. Bisogna sempre avere l’abilità di collegare la nostalgia per i bei tempi andati con la curiosità per le cose nuove che potranno accadere. Se non si riesce a fare questo passaggio, si rischia di non essere più capaci di godere del presente. Se usata bene, la nostalgia permette di creare un ponte tra il passato, che viene ricordato sempre più positivo di quello che in realtà è stato, il presente ed il futuro. Se, al contrario, si fa l’errore di fermarsi troppo al pensiero di ciò che è andato, si rischia di rimanere bloccati in un’epoca lontana e idealizzata. Una giusta quantità di nostalgia, quindi, ci permette di guardare al passato con serenità e può darci la forza di superare i problemi del presente, ma troppa nostalgia rischia di ancorarci al passato.

Un eccesso di nostalgia fa perdere la lucidità e idealizza epoche che, se prese nella loro interezza, così ideali non erano. Quando ad attaccarsi troppo alla nostalgia non è una persona singola, ma un gruppo di persone o addirittura un popolo intero, le conseguenze possono essere pericolose. Basta guardare cosa sta succedendo attualmente: una nostalgia esagerata ha portato ad idealizzare l’impero britannico spingendo i britannici a votare per la Brexit, o, ancora peggio, il ricordo della grande Russia ha portato Putin alla decisione di riconquistare i territori circostanti…

Insomma, va bene la nostalgia, ma non bisogna mai perdere di vista il presente…

Per maggiori informazioni: www.psicoborgaro.it

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