Come già avevamo segnalato in uno dei precedenti numeri, siamo stati ospitati dal sindaco Loredana Devietti nel palazzo comunale di Ciriè. E da quel piacevolissimo incontro è venuta fuori un’ampia intervista realizzata dai cronisti di Passione Reporter, che tratta diversi argomenti di grande rilievo per tutto il territorio e in particolare per i suoi giovani abitanti.
Sindaco Devietti, che lavoro sognava di svolgere quando aveva la nostra età?
Non avevo sicuramente mai pensato di fare il sindaco alla vostra età; in realtà avrei voluto dedicarmi alla danza, che è sempre stata la mia grande passione.
Perché ha deciso di “diventare sindaco”?
Ho frequentato tutte le scuole qui a Ciriè e ho iniziato a occuparmi del territorio come presidente del Palio dei Borghi e della scuola comunale di danza. Quando mi è stato proposto di diventare sindaco ho accettato con entusiasmo, perché in questo modo avrei potuto restituire al territorio tutto quello che mi aveva dato.
Cosa le piace e non le piace del suo lavoro?
Mi piace soprattutto parlare con la gente. In questi anni abbiamo svolto tantissimi incontri nei quartieri. Una cosa per me importante è ascoltare le opinioni dei cittadini e fare tutto il possibile per migliorare la vita delle persone, soprattutto le più fragili e le più deboli. Ciò che mi è piaciuto di meno è stato senza dubbio affrontare la pandemia, perché era qualcosa di totalmente nuovo e inaspettato. Però mi ha aiutato molto il confronto con i sindaci dei comuni vicini. E poi detesto quando, per mancanza di tempo, non riesco a fare tutto quello che vorrei.
La zona di Ciriè che le sta più a cuore?
Non ce n’è una specifica, perché ogni zona ha la propria particolarità e ha bisogno di una cura particolare. Per me è stato importante rendere il centro storico pedonale per attrarre le persone, soprattutto i giovani. E poi Ciriè ha tante frazioni distribuite nella campagna: io amo vedere i prati verdi e ammiro molto i giovani che hanno deciso di dedicare le loro energie per far rivivere l’agricoltura.
Svolge qualche altro lavoro, oltre a quello di sindaco?
Fare il sindaco a Ciriè è un’occupazione molto impegnativa, quasi a tempo pieno, ma io svolgo comunque un altro lavoro che è diverso da quello che avrei voluto fare alla vostra età. Lavoro in un’azienda familiare che si occupa della distribuzione dei giornali. In particolare mi occupo della gestione del personale.
La più grande soddisfazione nella sua carriera di sindaco?
Sicuramente la possibilità di creare il sottopasso di via Torino con l’eliminazione del passaggio a livello. È il progetto che mi rende più orgogliosa perché lasceremo alla città qualcosa di totalmente nuovo e diverso. Questo permetterà a Ciriè di essere ancora più facilmente raggiungibile e quindi potremo avere ancora più gente che si reca nella nostra città. La stazione di Ciriè diventerà un punto di riferimento per andare a Porta Susa, diventerà una “stazione-porta”, con numerosi piazzali di interscambio da cui si potranno prendere trasporti su gomma e su rotaia per raggiungere i comuni vicini.
Quali sono i suoi hobby?
Una volta mi piaceva molto viaggiare, ma quando si fa il sindaco è difficile lasciare la città per andare in luoghi lontani. Tra i miei hobby ci sono anche lo sci e la lettura. Vi consiglio di leggere tanto, perché è anche un’attività rilassante: alla sera mi permette di distrarmi da tutti i pensieri della lunga giornata lavorativa.

Quale il libro più bello che a letto?
Non e facile rispondere a questa domanda. Leggo moltissimi libri, soprattutto romanzi contemporanei e molti mi hanno affascinato. Forse quello che mi ha colpito di più è stato “Il nome della rosa”di Umberto Eco. A proposito, vi segnalo che nella biblioteca di Palazzo D’Oria ci sono tantissimi volumi antichi ed enciclopedie che stiamo digitalizzando per la consultazione online. Si tratta di un gioiello di grande pregio, che mi piacerebbe che un giorno poteste visitare.
Quali sport pratica o ha praticato?
Un tempo la mia grande passione era la danza. Oggi pratico sci e pilates.
A Ciriè mancano centri di aggregazioni per i giovani. Cosa ha in mente l’amministrazione per venire incontro alle esigenze dei ragazzi della città?
Dove una volta c’era il Taurus il comune ha dato in concessione i locali e li ha totalmente rimessi a nuovo, per realizzare un bar, alcune sale prova e altri locali per incontri e attività per i ragazzi, compreso un dopo scuola per gli studenti. Inoltre abbiamo il progetto per una struttura polivalente nell’area Remmert, dove ci piacerebbe realizzare un locale fisso al posto della tensostruttura che c’è adesso. Questo spazio potrebbe essere utilizzato per feste, concerti, musica, teatro e piccoli eventi, compreso il cinema. Anche se le sale cinematografiche in questo momento stanno vivendo numerose difficoltà, sarebbe importante averne una in città. Un altro obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di istituire un “Forum Giovan”, per ragazzi che hanno dai 15 anni in su e che abbiano intenzione di partecipare alla vita pubblica della città. Sono stati inoltre chiesti finanziamenti per la realizzazione di un palazzetto dello sport dove finalmente molte realtà importanti presenti nel territorio potranno avere la loro sede e come alternativa alle varie palestre in cui al momento si svolgono le diverse attività sportive.
E per quanto riguarda la mobilità su bicicletta?
Sono in programma diversi interventi sulle piste ciclabili non solo in città, ma anche collegamenti pedonali e ciclabili con i comuni vicini di Nole e San Maurizio. Il progetto VeLa, che prende il nome da Venaria Lanzo, collegherà tra loro 12 comuni tramite una rete di piste ciclabili.
Riguardo alle proposte, sarebbe possibile lasciare qualche vecchio muro per la realizzazione di murales e di street art come è stato fatto in certe zone di Torino?
È una cosa a cui non avevo pensato, ma potrebbe essere interessante e ne prendo nota.

Autore, giornalista e musicista. Ha pubblicato libri dedicati alla “cultura della bicicletta”, resoconti di viaggio, testi di argomento pedagogico, di narrativa per ragazzi e di storia locale. Ha scritto di musica per il settimanale Il Risveglio ed è autore per la rivista Canavèis.

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