Sto disegnando baccelli di piselli, quelli verdissimi, con grani tondi e deliziosamente dolci tipici delle antiche colture di Casalborgone. Li seminavano sui versanti collinari ”a l’arbat dal sol” fin dal tardo autunno, per vederli spuntare come primizie.  Dalla mia matita corrono sul foglio tutt’intorno al simbolo ideato nel 2003 dall’artista  piemontese Michelangelo Pistoletto: un segno di doppio infinito, con due cerchi laterali più piccoli e uno al centro più grande. Vale la pena spiegare il significato che nel corso degli anni Pistoletto e i critici sono andati costruendo attorno a questo simbolo sempre più utilizzato e replicato in giro per il mondo e perfino nello spazio, come simbolo della  missione “Vita” guidata dall’astronauta Paolo Nespoli! Leggiamo sul sito: “Il primo cerchio, o primo paradiso è quello in cui gli uomini erano integrati nella natura. Il secondo, all’opposto, è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana che  genera, parallelamente agli effetti benefici, processi irreversibili di degrado e consunzione del mondo naturale. Il Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.” Insieme ad altri due artisti, Lorenzo Dotti e Domenico Siccardi, cercherò di dare un piccolo contributo ad una iniziativa di quelle che sono talmente favolose da far temere che il sogno possa rimanere tale… Però, riflettendoci, “Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno, fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande”.(Adriano Olivetti). In sintesi, bisogna cominciare a credere e a fare concretamente. Il progetto, chiamato “Pistaaa…La Blue way del Piemonte”, nato all’interno dell’associazione “Ciò Che Vale” di Chieri, è perfettamente allineato con questo ideale terzo paradiso, con la green economy, con una visione di ecomobilità e di valorizzazione del territorio. “Prevede- come spiega il presidente Alberto Guggino- la realizzazione di una ciclovia che si snoderà sulle colline torinesi, utilizzando sentieri e strade bianche, congiungendo tratti di pista ciclabile già esistenti e creando dove necessario piccoli nuovi collegamenti. Valorizzare questi percorsi significa ridare vita al passato con uno sguardo al futuro: mobilità sostenibile, connessione con il territorio, riscoperta delle tradizioni, abitudini sane e senso di comunità.” Il professor Bistagnino del Politecnico di Torino spiega come l’economia blu, che sarà stimolata e sostenuta dal progetto, sia “ un’economia orizzontale che rispetta l’ambiente e le persone e che non preveda scarti in nessuna fase produttiva”. A questo punto si inserisce la splendida opportunità dell’ informazione aumentata: attraverso la nuova tecnologia del qr code, quando, pedalando, si arriva ad uno dei cartelli della Blue Way, cliccando con lo smartphone, dotato di applicazione “Pistaaa”, sull’icona (che stiamo appunto realizzando) si potrà accedere a informazioni sul territorio attraversato: la storia del paese, le ricchezze naturali ed artistiche, le opportunità ricettive, i punti di ristoro, i prodotti stagionali disponibili, con approfondimenti testuali e video!  Una grande opportunità quindi per il piccolo turismo, il turismo detto di prossimità.  Per ora sono coinvolti una ventina di Comuni che vogliono credere nella possibilità di coinvolgere la popolazione in un cammino verso una armoniosa coesistenza di uomini, attività e natura, un cammino che non rimarrà un momento isolato di “ paese virtuoso”, ma che sarà inserito  in un percorso intero di obiettivi ideali. A questo punto mi sembra logico pensare che tutto il lavoro che viene fatto anche in Torino con il collegamento dei parchi che circondano la città, (abbiamo già il circuito AbbracciaTO) e nelle Valli di Lanzo con la pista ciclabile VeLa che collega Venaria a Lanzo passando anche da Caselle, si possa camminare…anzi pedalare tutti nella stessa direzione, arricchendo le ciclovie con queste opportunità di informazione aumentata che sarà sicuramente di stimolo ad una fruizione ideale dei territori. E in questi tempi in cui abbiamo imparato ad apprezzare il lavoro da casa, per cui molte persone hanno scelto di tornare a vivere in mezzo alla natura e siamo tornati alla bicicletta  (unico mezzo che ci consente di girare liberi da mascherine tra l’altro),  è opportuno che questi progetti diventino realtà al più presto, aggiungendo un attento, anzi attentissimo programma di manutenzione delle piste ciclabili, senza la quale crolleremo miseramente nel regno utopico. La difficoltà più grande non credo sia trovare persone disposte a lavorarci, né ottenere sovvenzioni che richieste per tempo possono arrivare, ma piuttosto il coordinamento di tutto il progetto, in modo da non vanificare gli sforzi di ogni settore. Intanto io continuo: ci sono baccelli che si aprono e piselli che corrono da ogni parte. Devo fermarli qui, sulla carta, perché la mia parte di progetto parta.
Naz

https://www.ciochevale.it/ per chi desidera approfondire la conoscenza del progetto Pistaaa: la Blue Way Piemontese

Braidotti M.Nazzarena in Gaiotto Nata a Ciriè(To), tre figli, ex insegnante a Caselle, vive a Torino. Laurea in Lettere con una tesi sul poeta P.Eluard, su cui ha pubblicato, per Mursia, un “Invito alla lettura”. Grandi passioni: la scrittura, tenuta viva nella redazione di “Cose Nostre” e altri giornali locali e l’acquerello.

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