Igor Milano e Andrea Buri premiati dalla rivista Forbes

CityZ, start up casellese: un’idea innovativa nella Smart Mobility

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Ogni anno le autorevoli classifiche di Forbes ci raccontano il successo in tutte le sue forme. Forbes è una rivista statunitense di economia e dal 2017 abbiamo anche una edizione in Italia. Tra le 100 eccellenze Under 30 del 2023, nella categoria Enterprise Technology, compare CityZ start up innovativa nel settore della Smart Mobility. CityZ ha sede a Caselle Torinese ed è stata fondata da Igor Milano e Andrea Buri. Il nome è dato dall’unione delle due parole: città e generazione zeta. Alla Gen Z appartengono tutti i nati tra l’anno 1997 e il 2012. Il team è composto da: Andrea Buri 22 anni CEO, Igor Milano 23 anni Commercial Director, Fernando Falcone 27 anni Chief Technology Officer, Federico Buratto 25 anni IT Manager e Alessandro Rivalta 22 anni Design Manager.
La mobilità, soprattutto nei grandi centri urbani, sta diventando una questione spinosa. In Italia circolano circa 40 milioni di automobili e si sente sempre di più l’esigenza di rendere gli spostamenti rapidi, sicuri, economici ed ecosostenibili. La Smart Mobility sfrutta la tecnologia per aumentare l’efficienza dei trasporti e migliorare la qualità di vita integrando: trasporti pubblici, veicoli elettrici e condivisione di mezzi di trasporto privato (car, bike, scooter e segway sharing).
La tecnologia sviluppata da CityZ permette l’accesso ad un servizio di Smart Parking innovativo. Con l’installazione di Smart-Sensors e l’accesso alla piattaforma CityZ, è possibile monitorare in tempo reale lo stato occupazionale degli stalli di sosta. Il sistema mira allo sviluppo della MaaS (Mobility as a Service), la sigla identifica un nuovo modello che integra le varie forme di servizi di trasporto in un unico servizio di mobilità accessibile da piattaforme digitali.

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Come nasce CityZ?
CityZ è nato a metà 2020 ampliando un’idea nata da un progetto scolastico di Andrea: creare un navigatore che potesse portare i conducenti degli autoveicoli al parcheggio libero.
La prima bozza di progetto è nata quando Andrea mi ha contattato spiegandomi in cosa consistesse la sua idea e chiedendomi di aiutarlo a creare un team che potesse svilupparla.

In cosa consiste l’idea che vi ha fatto entrare nella classifica di Forbes? Perché ha ottenuto questo successo?
Nel corso del tempo il nostro progetto è cambiato moltissimo, quella che era un’app di navigazione si è trasformata in un sistema di smart parking e gestione di mobilità, da proporre non più agli automobilisti ma a città e aziende provider di mobilità.
La principale fonte di successo è sicuramente l’aver creato un sistema pensato per essere integrato in ciò che già esiste, sia hardware che software, senza risultare invasivo e dispendioso. Questo elemento ci ha portato a firmare un importante accordo con MOVYON – Gruppo Autostrade per l’Italia, con la quale stiamo lavorando alla realizzazione di un sistema integrato in ottica MaaS (Mobility as a Service).

Quali sono stati i principali ostacoli che avete incontrato? È difficile essere giovani imprenditori in Italia?
La giovane età, a differenza di altre altre nazioni europee, è molto spesso vista come un aspetto negativo in Italia e non solo in ambito imprenditoriale; tuttavia nel corso del tempo si evidenziano dei miglioramenti e sempre più spesso s’incontrano realtà disposte a dare fiducia a un gruppo di giovani start upper.

Ci spiegate la gestione del flusso di dati dagli smart sensors alla piattaforma, sia da un punto di vista tecnologico che da un punto di vista normativo.
I sensori, incollati al suolo, rilevano la presenza o meno delle vetture sugli stalli di sosta; il dato ricavato viene inviato, utilizzando specifici protocolli di comunicazione LoRaWAN, al nostro server proprietario, tramite appositi gateway installati in copertura dell’area d’installazione.
Una volta giunti nei nostri sistemi i dati vengono rielaborati e condivisi con partners e clienti dando vita al nostro servizio.
Nel corso del tempo, aumentando la mole di dati raccolti, siamo in grado tramite appositi algoritmi di AI, di generare delle previsioni atte al migliorare le condizioni della mobilità di una specifica area o città.
Dal punto di vista della gestione normativa in realtà le cose sono molto semplici, noi non ricaviamo dati sensibili, ricaviamo dati semplicemente oggettivi, che non s’intrecciano con la vita privata delle persone.

Quale sarà l’impatto concreto sulla vita degli automobilisti?
Il fulcro del nostro lavoro si basa sul creare un sistema che influenzi passivamente l’esperienza dell’automobilista, migliorandola in termini d’impatto ambientale, stress correlato e ottimizzazione di tempi e consumi.

Il tema dalla ‘smart mobility’ è molto attuale: imprese come la vostra hanno la possibilità di accedere a fondi o bandi per sviluppare idee?
Agli albori ci siamo sostenuti grazie ai fondi erogati dall’incubatore regionale piemontese, altre forme di sostegno economico sono giunte anche dalla Casa delle Tecnologie Emergenti di Torino e al momento siamo in lista d’attesa per i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) tramite alcuni dei nostri partner istituzionali e per un programma di sviluppo start up avviato dall’EIC (European Innovation Council).

Quali sono gli ingredienti che trasformano un’amicizia in una società di successo?
Per noi è stato sicuramente fondamentale l’aver avuto la possibilità di unire competenze molto diverse che, con la giusta amalgama, hanno generato una realtà aziendale efficiente.

Congratulazioni per il riconoscimento ottenuto. Immagino che Forbes più che un punto di arrivo sia un nuovo punto di partenza. Progetti per il futuro?
Stiamo proseguendo lungo le nostre linee di sviluppo commerciale e tecnologico; abbiamo in cantiere accordi di grande interesse con una serie di potenziali partner attivi a livello nazionale ed Europeo che speriamo di poter svelare per l’autunno di quest’anno.

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