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mercoledì, Febbraio 28, 2024

Un vermouth “ made in Canarie”

Davide Musci e la sua vita a Lanzarote

A volte la propria strada la si trova  errando, alla ricerca di vie nuove, di  progetti  che siano lo specchio di se stessi. Spesso  i piccoli spazi non bastano, l’energia si costruisce in campi aperti, in luoghi ampi, in spazi in cui respirare e crescere. La storia di Davide Musci è  quella di uno spirito libero, un piemontese  con profonde radici e una  tenace volontà nel perseguire i propri sogni e la propria vocazione. Perché di vita non ce n’è  una sola ma ce ne sono tante.
“ Sono un casellese nel cuore, – racconta Davide- nonostante la lontananza,  Caselle è il luogo della mia infanzia, è la casa dei miei genitori, il focolare, il mio punto fermo dove sono conservati i ricordi indelebili che mi legano a mia madre e a mio padre Domenico, costantemente nei miei pensieri. A Caselle  ho realizzato una delle prime esperienze  lavorative con la famiglia Zavatteri, nel campo delle rappresentanze e della telefonia mobile. Sono  da sempre uno spirito inquieto, non ho mai saputo rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” e ancora adesso la risposta resta in sospeso. La mia vita è stata costellata da scelte diverse, opportunità di crescita e svolte improvvise: devo molto a mio fratello Giuseppe, per me guida discreta ed esempio da seguire. Dopo aver lavorato in un’agenzia pubblicitaria e nella tv privata GRP, con Giuseppe, abbiamo creato una società di produzioni video offrendo servizi ad aziende e televisioni. Infine l’ho seguito a Roma, dove ho vissuto per 12 anni, lavorando nel campo televisivo, prima come cameraman e poi come produttore. Ho collaborato con un’azienda del giornalista Alan Friedman e, nel mio piccolo, ho preso parte alla nascita di Skytg24. Sono stati anni frenetici e ricchi di emozioni, una tappa fondamentale nella mia crescita umana e professionale. In quegli anni ho conosciuto Chiara, la persona che sarebbe diventata la madre di mio figlio Lorenzo, anche lei impegnata nel mondo della produzione televisiva. Stanchi del mondo della TV, abbiamo deciso di aprire  “Satollo”: un piccolo ristorante piemontese gourmet al Testaccio, a Roma. Ho assecondato la passione ereditata dai miei genitori,  per la cucina e l’ospitalità e il ristorante, lavorando sodo, è stato apprezzato da clienti super affezionati, famosi e non. Ma l’esperienza seppur positiva, a causa delle pressanti tasse e forse anche  di un po’ d’inesperienza, non ci ha permesso un vero guadagno economico tanto che, nel 2011, anche a seguito della nascita di nostro figlio, abbiamo deciso di mettere un punto a capo. Volevamo ricominciare in un altro luogo e con altri ritmi:  Lanzarote è stata la nostra meta ,  l’isola che era stata  per anni il luogo preferito per le nostre  vacanze estive, ci aveva folgorati e ora  sarebbe diventata la nostra nuova “casa”. Siamo partiti da Roma con un bebè di 4 mesi e un gatto, ora Lorenzo ha 12 anni. La  mia non è stata una fuga ma una scelta: ci sono luoghi che ti appartengono da subito e sono loro a scegliere te, la vita qui scorre più lenta, all’orizzonte vedi il mare, il sole scalda anche le giornate più buie e il traffico è un lontano ricordo. Certo ho dovuto affrontare momenti difficili sia dal punto di vista personale che economico ma Lanzarote rimane ancora oggi la mia isola. Dopo le prime esperienze lavorative nella ristorazione e in hotel, ho iniziato a lavorare nel settore immobiliare/turistico gestendo case per affitto vacanze e vendita di immobili. Quest’isola mi ha sempre affascinato per i suoi paesaggi, specialmente quelli legati alla coltivazione delle viti. Dall’amore per Lanzarote e per il mondo del vino così connesso a quello della gastronomia, è nata,11 anni fa, l’idea di creare un vermouth. In Spagna sono grandi produttori e consumatori di questa bevanda, ma alle Canarie non esisteva nessuno in grado di produrlo. Essendo un Casellese ,Torinese, Piemontese ho pensato di dar vita a una mia personale ricetta. Dopo vari esperimenti, da circa 4 anni, sono riuscito a immettere sul mercato il primo vermouth made in Canarie,  che utilizza ingredienti locali uniti all’ottimo vino locale: la Malvasia Volcanica, un vitigno che, grazie al suo metodo di coltivazione ha creato un paesaggio unico .Con tanti sacrifici il marchio “Primo de Lanzarote” è ormai riconosciuto ed esportato nella Spagna continentale e in altri paesi europei. Credo molto in questo progetto, consapevole che occorra ancora perfezionarlo, sto lavorando affinché questa diventi la mia attività principale. Ancora una volta voglio rimettermi in gioco per creare un’azienda che  produca e distribuisca il vermouth.
Da novembre sono riuscito ad associarmi con una delle più prestigiose cantine delle Canarie “Bodega Los Bermejos”  che mi fornirá, oltre al  vino locale anche l’ appoggio logistico, e sicuramente mi permetterà  di ampliare il mercato. In cantiere c’è anche la possibilità di realizzare una piccola distilleria. Il mio futuro è fitto di impegni lavorativi ma non voglio perdere di vista l’altro aspetto, quello di avere il giusto tempo da dedicare a mio figlio e anche a me stesso: vivo su un’isola e non devo dimenticarmi che all’orizzonte c’è il mare. Faccio mio il motto piemontese, nel senso più profondo che gli assegnava Norberto Bobbio  “Esageruma nen”:  riuscire a trovare quel giusto equilibrio nel nostro modo di essere, consapevoli delle nostre potenzialità, ma senza sfoggiare eccessi, conservando l’umiltà di sapersi sempre rimettere in gioco”

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