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martedì, Maggio 21, 2024

    Giuseppe Beltrami, associazioni ma non solo

    Beltrami Giovanni Giuseppe nacque a Caselle Torinese il 2 giugno del 1834 da Giuseppe e Rosa Enrico e morì il 20 maggio del 1905. Seguì il corso delle classi di studio presso le nostre scuole elementari comunali.
    Uomo di multiforme ingegno entrò con dedizione non comune nelle vicende del suo tempo, riordinando situazioni difficili e curando con un poderoso lavoro e minuziose ricerche le organizzazioni pubbliche che ebbero per lui encomi preziosi, rimasti negli archivi diversi di Caselle.
    Da ricordare subito la attestazione del sindaco di allora Giovanni Converso – notaio, fu sindaco di Caselle dal 1890 a al 1909 – che il 20 gennaio del 1894 scrisse a riguardo di Beltrami: “Dotato di ottime qualità morali, la sua condotta godette sempre pubblica stima; uomo intelligente e capace a disimpegnare qualunque ufficio governativo per zelo e delicatezza”.
    Ma vediamo da vicino e dall’inizio le varie e multiformi vicende della vita di Giuseppe Beltrami, conosciuto anche come “barba bianca”.

    Servizio militare
    Si distinse tanto da raggiungere il grado di furiere maggiore nel 61° Reggimento di Fanteria; fu decorato con la medaglia per l’ Indipendenza e l’Unità I’Italia (Mondovì 26 aprile 1865). Sottotenente dell’Arma dell’Artiglieria a Firenze il 20 maggio del 1866, fu promosso tenente dell’Arma della Milizia Mobile il 16 giugno del 1878 a Roma. Fu pensionato il 18 maggio del 1872 all’età di appena 38 anni.

    Scuola
    In pensione – si fa per dire perché era ancora giovane – non stette con le mani in mano e subito entrò nel mondo della scuola dove svolse mansioni di responsabilità nel servizio del personale.

    Asilo infantile
    Segretario dal 1889 al 1903, tesoriere incaricato provvisorio dal 1889 al 1892, meritava dall’industriale laniero casellese commendator Basilio Bona nella sua veste di presidente del Consiglio di amministrazione dell’Asilo Infantile le seguenti espressioni di elogio in una lettera datata 16 giugno 1905 indirizzata alla famiglia Beltrami.
    Queste le parole testuali: “L’ Amministrazione dell’Asilo Infantile, riunitasi la prima volta dopo il decesso del compianto sig. Giuseppe Beltrami, in seduta amministrativa in data di oggi portava innanzitutto il memore pensiero a chi per tanti anni fu di quest’opera zelante Segretario.
    E mentre ricordava le tante benemerenze sue verso l’Asilo da lui acquistate per lo zelo, la pazienza e la scrupolosa onestà ognora esercitate; delibera di esprimere alla desolata consorte e famiglia i sensi della più viva partecipazione per la grave perdita. L’Amministrazione dell’Asilo, inoltre, a perenne e visibile ricordo del benemerito suo Segretario delibera di fare ritrarre in un quadro le sue sembianze per porlo munito di adatta iscrizione nel salone dell’Asilo stesso. Persuaso che queste rimostranze unita alle tante che da tutta la popolazione casellese vennero in questi tristi giorni alla famiglia del compianto Beltrami, potrà in qualche modo lenire la purtroppo tanto grave perdita subita. Mi è grato…” B.Bona

    La società filarmonica
    Nella storia ultra bicentenaria della nostra Società Filarmonica di Caselle (fu fondata nel 1762) rientra con forza l’opera del segretario Giuseppe Beltrami. Infatti, in un vecchio documento dell’archivio ancora conservato presso la nostra Filarmonica, dietro un repertorio di marce, sinfonie, valzer e fantasie varie, si numera i vari strumenti di proprietà della Filarmonica casellese e inoltre si descrive un lungo inventario dell’arredamento, tutto opera del Beltrami.
    Tra l’altro nella serie dei ricordi inventariati che comprendono anche quadri, fotografie che ricordano le persone che della Banda degne di memoria primeggia, su tutti, quello di Giuseppe Beltrami “barba bianca” tenuto come particolare ricordo, quasi con devozione, perché indubbiamente riconosciuto come un innovatore della filarmonica locale. Infatti, con un gruppo di soci fondatori il 13 luglio del 1884 compose un nuovo Statuto organico, registrato il giorno dopo nell’Ufficio del ricevitore F. Casalegno. Nel 1884 il compianto Giuseppe Beltrami gettò la fondazione, sulla scia di quella fondata nel 1762, di una nuova Filarmonica, essendo parecchi anni che Caselle ne era priva. Furono basi solide, evidentemente, visto che la nostra Banda musicale continua con successo la sua strada di formazione e di esecuzione con molto successo non solo nelle mura amiche.

    Società di Mutuo Soccorso

    Tra le sue diverse attività Giuseppe Beltrami fu per 21 anni anche segretario della Società di Mutuo Soccorso di Caselle. Iniziò il 16 agosto del
    1884 (fra parentesi si noti la data: le ferie dovevano ancora inventarle…) e terminò il 20 maggio del 1905, giorno della sua morte.
    Il 2 giugno del 1895 la Società festeggiò la festa dello statuto ma anche e soprattutto l’acquisto per 11.550 lire di casa Peano per farne la nuova sede sociale. Ovviamente fu una tappa importante e memorabile per la Società di Mutuo Soccorso di Caselle, una delle primissime fondate in Piemonte. Ma perché nacquero questi enti?
    Una volta non c’erano le pensioni e nemmeno la mutua. Ecco perché nacquero le società di mutuo soccorso; a Caselle nel 1851. Era una miscela di iniziative per i soci che in pratica andavano dal sindacalismo, alla beneficenza, dalla mutua per malattie al prestito bancario, dal mercato all’osteria.
    Il 5 maggio del 1901 nella festa sociale del cinquantesimo anniversario di fondazione Giuseppe Beltrami davanti alle autorità e ai “signori festanti” pronunciò il discorso commemorativo. Vivamente applaudito e al termine del pranzo sociale il Sindaco Converso invitava il segretario Beltrami a presentare i sentimenti di viva ammirazione e di ringraziamento ai convenuti, tra i quali c’era anche Giuseppe Ghio, l’unico superstite dei 69 soci fondatori della Società di Mutuo Soccorso di Caselle.
    Finisce qui il nostro excursus sulla vita di Giuseppe Beltrami,”il barba bianca”. Anche dai nostri brevi cenni biografici – tratti da uno scritto di don Ferdinando Miniotti – è facile capire il prezioso e fattivo contributo che Giuseppe Beltrami ha dato alla comunità casellese. Una vita la sua spesa per Caselle. Una figura che si staglia nella fine dell’Ottocento locale come esempio di dedizione, senza se e senza ma.
    Peccato che a questa figura Caselle non abbia saputo intitolare una via, o anche solo un vicolo, per farlo uscire dall’ombra. I riflettori se li merita!

     

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    Gianni Rigodanza
    Gianni Rigodanza
    Gianni Rigodanza è un giornalista e scrittore. Maestro del lavoro, Casellese dell’Anno, premio regionale di giornalismo; tra i fondatori, redattore e direttore di Cose Nostre per 32 anni. Finalista del 3°concorso letterario Marello. Autore di diversi libri di storia locale. Ha scritto per il Risveglio, Oltre e Canavèis.

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