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martedì, Febbraio 27, 2024

I cambiamenti del sonno negli anni

Il sonno nel corso della vita si modifica, proprio come fanno le giornate durante il corso dell’anno.

Dai dati a disposizione fino ad ora, pare che il bisogno di dormire si riduca gradualmente a mano a mano che maturiamo. I neonati dormono circa 16 ore al giorno, i bambini in età della scuola materna hanno già ridotto il sonno a 12 ore. Durante i tre anni di scuola dell’infanzia i bambini variano di molto il loro fabbisogno di riposo. Ricordo infatti mia figlia che, il primo anno di scuola materna, soffriva per il sonnellino del pomeriggio per lei troppo breve: quando andavo a prenderla per l’ora di merenda era ancora assonnata. Solo due anni dopo, per lei era un patimento dover dormire dopo pranzo, non ne sentiva più la necessità! In adolescenza il bisogno di sonno diminuisce ancora, tanto che i teenager dormono tra le 8 e le 10 ore. Varia anche il momento in cui sentono il desiderio di andare a dormire: tirerebbero fino a tardi la sera, mentre essere mattinieri non fa certo per loro. Attorno ai 40 anni le persone dormono circa 7, al massimo, 8 ore. Sembrerebbe poi che la durata del sonno si riduca ancora andando avanti con l’età, di circa 10 minuti per ogni decennio che passa. Con l’anzianità varia anche il modo di dormire, oltre che la durata: con l’invecchiamento il sonno diventa meno efficiente, si ha bisogno di più tempo per addormentarsi e ci si sveglia più volte durante la notte. Parrebbe che arrivati ai 90 anni, si stia svegli circa un terzo del tempo che si passa nel letto. Il sonno degli anziani inoltre è più leggero, sentono il bisogno di andare a letto prima e si svegliano prima. Però le alterazioni del sonno non colpiscono tutti allo stesso modo: sembra che chi sin da giovane ha un buon rapporto con il sonno lo conservi anche invecchiando.

I venditori di materassi ci fanno notare che passiamo un terzo della nostra vita a dormire, per questo sarebbe meglio trattarsi bene durante questo tempo! Ma come mai abbiamo bisogno di dormire così tanto? Sembra che le ore di sonno servano al cervello per rigenerarsi, per funzionare meglio il giorno dopo, e per consolidare i ricordi. Purtroppo tutti noi abbiamo ben presente quanto sia faticosa la giornata che segue una notte insonne.

A volte capita di non riuscire a riposare in modo ottimale, ma poi si recupera la notte seguente. Ma non per tutti è così! Purtroppo ci sono molte persone che soffrono di disturbi del sonno, ovvero, le ore di sonno non sono sufficienti per sentirsi riposati. Chi soffre di disturbi del sonno può avere difficoltà ad addormentarsi, oppure, anche se passa molte ore nel letto, non si sente riposato, ha troppi risvegli notturni.

Certe volte i disturbi del sonno possono essere collegati ad altre patologie psicologiche, come l’ansia oppure la depressione. L’ansia non permette di riposare bene per via delle continue preoccupazioni che compromettono il sonno: ci si addormenta troppo tardi, oppure ci si sveglia troppo presto al mattino senza riuscire a riprendere il sonno. Quando si soffre di depressione, invece, ci si sente sempre stanchi, si passa molto tempo nel letto, ma purtroppo non si riesce a dormire in modo profondo. Si sente il bisogno di stare sdraiati anche durante le ore diurne perché ci si sente troppo deboli.

Altre volte i disturbi del sonno possono essere collegati a cattive abitudini. In questi casi sarebbe consigliabile evitare i sonniferi, ma piuttosto ripristinare delle sane consuetudini. Ad esempio, alcuni adolescenti, ma non solo, attratti da cellulari e tablet, stanno svegli fino alle ore piccole per guardare serie tv oppure video, senza accorgersi che il tempo passa. Si sconnettono alle 2, oppure alle 3, quando ormai crollano, ma la sveglia suona già alle 6, perché è ora di prepararsi e prendere il bus per andare a scuola. Iniziano a vivere in modo sfasato, hanno problemi di attenzione durante le lezioni e, appena tornano a casa, dopo pranzo, vanno a dormire sfiniti per poi alzarsi nel tardo pomeriggio. La sera di nuovo connessi… i genitori a volte sono inconsapevoli di quanto i figli stiano svegli, altre non sanno più come fare per staccarli dal cellulare.

I disturbi del sonno legati a cattive abitudini sono presenti anche in persone che non hanno molti impegni durante la giornata. Tendono così a fare dei riposini dopo pranzo, oppure ad addormentarsi davanti alla televisione dopo cena, per poi non riuscire a dormire bene la notte. Al mattino si sentono stanchi.

La maggior parte delle persone che chiedono aiuto perché “non riescono più a dormire” in realtà hanno bisogno di essere rieducati al sonno, non si rendono conto che in realtà dormono tante ore, ma in modo frammentato.

Ripristinare buone abitudini durante la giornata, come ridurre la caffeina, fare un po’ di attività fisica, evitare i pisolini nella giornata ed essere consapevoli che il sonno diminuisce con l’aumentare dell’età spesso risolve molte delle preoccupazioni legate al sonno.

Per maggiori informazioni: www.psicoborgaro.it

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