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mercoledì, Febbraio 28, 2024

Un caro saluto alla mia maestra

In memoria di Rosina Vaudagna

“Buongiorno, signora maestra !”, così iniziavano le giornate per noi bambini e bambine della scuola elementare di via Generale Guibert negli Anni Ottanta.
E davanti a noi una bellissima donna, con lunghi capelli neri e qualche libro in mano.
Un sorriso, ogni tanto, e lo sguardo attento e vivace, sempre.
Ognuno di noi aveva un compito, fin dai primi giorni della prima elementare: chi scriveva la data alla lavagna, chi bagnava i fiori, chi guidava la preghiera mattutina, chi era “capoclasse”.
Le mattinate scorrevano serene, tra letture, dettati, problemi, temi, disegni..
Raramente alzava la voce, la mia maestra, Rosina Vaudagna.
Ho avuto la fortuna di passare cinque meravigliosi anni della mia infanzia con la sua guida, saggia e discreta. Mi ha insegnato tanto, e non mi riferisco alle tabelline o alle regole della grammatica, certamente molto importanti, ma piuttosto ad un certo modo di stare al mondo.
La maestra Rosina ti insegnava con il suo esempio ad essere una persona seria, affidabile, competente ed umile. Forse l’umiltà era davvero il suo punto forte.
Tante volte sono tornata dalla cattedra con un “Ottimo !” sul quaderno, ma mai ho pensato di vantarmene, perché la maestra ti faceva capire che quel giudizio era una questione “tra noi due”.
Grazie, maestra Rosina, per i bei voti che mi ha dato, per quelli un po’ meno belli, per gli errori che ha sottolineato, con dolcezza, in rosso. Per la sensibilità che mi ha trasmesso nei confronti dei più deboli e un po’ meno fortunati di me.
Non dimenticherò mai niente di tutto ciò che di prezioso ci ha insegnato.
Quando andavo in vacanza con i miei genitori, le mandavo sempre una cartolina. E lei a settembre, portava in classe tutte le cartoline che aveva ricevuto e ci ringraziava.
Vorrei spedirle anche oggi una bella cartolina, che arrivi in alto, oltre le nuvole, in quel posto dove immagino lei si possa riposare e magari dare qualche ripetizione agli angioletti che ne hanno bisogno.

Tanti saluti da quaggiù, Maestra Rosina, non la dimenticheremo mai!

Paola Giordano
Alunna sezione F, anni 1981-1986

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Mauro Giordano
Mauro Giordano
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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