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martedì, Febbraio 27, 2024

Leo Chiosso, quell’amicizia di ringhiera con Buscaglione

Era nato a Chieri l’ 8 agosto 1920, ma il suo paese d’origine era Pralormo, la terra dove sorge il Castello dei Conti Beraudo. Leo Chiosso fu un piemontese doc, capace di lavorare nel mondo dello spettacolo a tuttotondo, come autore di testi di canzoni, autore televisivo, drammaturgo e scrittore.
A sedici anni conosce Fred Buscaglione, più giovane di Leo di un anno, complice fu il Caffè Ligure di Piazza Carlo Felice; l’amore di entrambi per la musica portò presto il chierese a scrivere canzoni per l’amico torinese. Nel 1955 Fred e Leo abitano in Borgo Vanchiglia, Buscaglione in via Bava, Chiosso in via Santa Giulia; i balconi dei due amici si affacciano uno di fronte all’altro e le canzoni nascono con loro due che si scambiano musiche e parole dalla ringhiera. Una sera Fred chiama Leo dal davanzale; gli dice di avere una musica in testa, ma di non trovare la parole… e gliela canticchia. Chiosso rientra in casa e, in quattro e quattr’otto, esce con un testo: “Mi trovavo per la strada circa all’una e trentatre, l’altra notte mentre uscivo dal mio solito caffè…” e diventa “Che bambola”.
Quasi tutti i testi delle canzoni di Buscaglione furono di Leo Chiosso. Il sodalizio tra i due amici-colleghi, portò poi alla creazione di brani del calibro di “Che notte”, “Criminalmente bella”, “Il dritto di Chicago”, poi “Eri piccola così”, “Tersa non sparare” e “Ninna nanna del duro”, per arrivare ad un totale di oltre cinquanta brani.
Nel 1959 Chiosso scrive la sceneggiatura del film “Noi duri”, il nono in cui recita Buscaglione; la pellicola era appena stata ultimata, quando Fred muore nel terribile incidente romano all’alba del 3 febbraio 1960. Per Leo la perdita dell’amico è un colpo troppo pesante, pensa di lasciare tutto, magari per dedicarsi ad altro. Dopo un po’ ha la giusta reazione e inizia una nuova carriera artistica, scrivendo i testi per Mina. “Parole parole”, “Coriandoli”, “Soltanto ieri” e “Stringimi forti i polsi”, sono alcuni dei brani targati Chiosso per la “Tigre” di Cremona. Per Johnny Dorelli scrive “Johnny vitamina” e “Montecarlo”, per il grande Louis Amstrong realizza il testo di “Grassa e bella” con le muische di Gorni Kramer, per Giorgio Gaber mette giù le parole di “Torpedo blu”, per Ornella Vanoni scrive “Ma come ho fatto”. Sulle musiche di Lelio Luttazzi è autore di “Canto (anche se sono stonato)”. In totale Leo Chiosso scrisse oltre seicento canzoni, grazie a quell’emozione che provava nel sentire le sue parole coccolate dalla musica.
Poi ci fu la collaborazione con Gipo Farassino, per il quale Chiosso scrisse “Sangon blues” e “Matilde Pelissero”.
Ma Leo fu anche autore di storiche trasmissioni televisive: nel 1962, con Dario Fo e Franca Rame, crea quella “Canzonissima”, censurata dalla Rai e che tanto fece discutere, soprattutto a livello politico. Nel 1965 è autore di “Stasera Rita”, condotta dalla Pavone, mentre l’anno prima, con Amurri, Luzi e Del Re, creò “Teatro 10”, presentata da Alberto Lupo.
Queste sono solo alcune delle trasmissioni ideate da Chiosso, che nella sua lunga carriera scrisse anche commedie teatrali, collaborò come giornalista per La Stampa, Paese Sera e il Messaggero e si dedicò a diversi libri, tra cui “Kuore. Una molotov per De Amicis”, “Fiat blues” e “Tempo stracciato”.

Fabio Buffa

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